09/06/2026
Questo tessuto è stato una scelta d’istinto.
In fiera, a Milano, tra centinaia di campioni.
Lo sguardo si ferma, la mano lo tocca, e qualcosa scatta.
Lo archivio nella mente (oltre che nella mia selezione) e so che tornerà, al momento giusto, per il progetto giusto.
Così, quando Katia mi ha contattata dicendomi: “desidero una blusa in organza”, l’idea si è accesa immediatamente e gliel’ho proposto.
Anche se, tecnicamente, non si tratta di organza ho pensato subito che questo tessuto fosse adatto a lei.
Pura seta, tela étamine bicolore, preziosa e viva.
Viva nel senso più letterale: si muove ad ogni taglio, scivola sotto ogni spillo, reagisce ad ogni passaggio del filo.
Pregiata e indisciplinata.
Ma non esiste tessuto che non possa essere domato.
Il taglio fissato tra due strati di carta, la sorfilatura immediata di ogni pezzo, ogni filo di trama e ordito bloccato con un nastro di tessuto adesivo per preservarne la struttura, le cuciture sostenute dallo stesso nastro, dal primo all’ultimo punto.
Tutto guidato da una meticolosità e una pazienza che solo certi tessuti sanno chiederti.
A giacca finita, l’ultimo gesto, il più libero, ma non meno attento: l’applicazione in pizzo, cucita a mano.
Mi piace pensare che certi tessuti scelgano chi li indosserà.
E questo, con la sua delicatezza e la sua preziosità, ha trovato la persona giusta a cui appartenere.
Il risultato, e il resto della storia, arrivano nella parte 2.