12/08/2026
C'è un sasso in mezzo al fiume che nessuno riesce a spostare.
Eppure l'acqua continua a scorrere.
L'altro giorno passeggiavo, e mi sono fermata a guardare un sasso in mezzo al fiume.
Grande, immobile, lì da chissà quanto tempo.
Eppure l'acqua non si arrendeva. Continuava a trovare, ogni istante, un nuovo modo di scorrergli intorno.
E così, proprio come quel fiume, anche il corpo che convive con il dolore cronico non ha bisogno che il sasso sparisca per tornare a muoversi.
Il carico, il movimento, la funzione possono ritrovare il loro corso anche intorno al dolore — non dopo la sua scomparsa.
E mentre il corpo impara a muoversi di nuovo, il sistema nervoso impara qualcos'altro: che scorrere vicino al sasso non è pericoloso.
Che il dolore non è sempre un ostacolo da abbattere. Che si può stare in allerta un po' meno, un po' alla volta.
Corpo e mente non lavorano in sequenza, ma insieme: mentre uno ritrova il movimento, l'altro impara a fidarsi del percorso.
Ecco perché il nostro lavoro, fianco a fianco, non punta a spostare il sasso come condizione per vivere — ma ad ampliare lo spazio in cui il fiume può ancora scorrere, anche quando il sasso resta.
Se anche tu convivi con un dolore che nessuno "riesce a spostare del tutto", raccontacelo nei commenti.
Non sei sola in questo fiume💙
Fibromialgia Friuli Venezia Giulia