13/06/2026
Una delle più difficili a cui rispondere in modo uguale per chiunque: quanto dura la terapia?
È una delle domande che mi fate più spesso all'inizio di un percorso, che sia supporto psicologico o con altri obiettivi.
Ed è comprensibile. Fa parte di noi e permette anche una discreta dose di controllo (economico, ma soprattutto personale): il fatto di sapere quanto durerà la terapia, se si "guarisce" (termine che personalmente rifuggo) e se ne avrò bisogno "per sempre".
Quando stiamo male, queste domande si amplificano e diventa spesso necessario sapere subito quanto durerà il dolore, se e quando staremo meglio, cosa aspettarci...
La realtà, però, è che non esiste una risposta univoca. Questo perché i fattori che entrano in gioco sono tantissimi, più di quanti ne possa elencare qui oggi, perché risiedono nella complessità umana (esempi possono essere il motivo per cui si inizia, gli obiettivi, il momento di vita, il proprio ritmo, l'approccio del professionista...).
Una cosa importante, secondo me, è abbandonare due idee opposte:
- che la terapia debba durare “per sempre”: saremo noi psy a preoccuparci che ciò non accada, la gioia più grande è vederti camminare nel mondo con gli strumenti costruiti insieme.
- che debba funzionare immediatamente: la pressione del "fare" e del tempo, spesso rallenta tutto terribilmente e mette dei limiti, il tempo è solo il tuo.
La terapia è un processo relazionale e umano.
E alcuni cambiamenti richiedono tempo non perché siamo “sbagliati”, ma perché certe parti di noi non possono essere forzate.
Se vuoi iniziare un percorso insieme o hai qualche curiosità, contattami sui social o tramite il mio sito web.