Dott.ssa Francesca Morelli Psicologa

Dott.ssa Francesca Morelli Psicologa Psicologa creativa | Specializzanda in psicoterapia gestaltica integrata
Relazioni che curano 🌀
Percorsi individuali & workshop
📍Cassino, Atina, Online

Sono Francesca Morelli, una psicologa clinica, appassionata di empatia e dialogo, creo spazi accoglienti online e offline dove le parole incontrano il benessere. Credo nella relazione come mezzo di conoscenza e di esplorazione che aiuti a trovare la strada migliore per te.

Anche quest’anno possiamo ritrovarci insieme per esplorare attraverso arte e scrittura quelle che sono le emozioni in in...
27/07/2026

Anche quest’anno possiamo ritrovarci insieme per esplorare attraverso arte e scrittura quelle che sono le emozioni in incontri di biblioterapia per conoscerci e prenderci cura delle parti di noi.

Il laboratorio sarà su prenotazione e a numero chiuso, contattatemi per avere tutte le informazioni 🍃

Le emozioni fanno parte di me, di te, di noi. Non esistono emozioni "negative" o "positive" o qualcosa come il "sentire ...
28/06/2026

Le emozioni fanno parte di me, di te, di noi. Non esistono emozioni "negative" o "positive" o qualcosa come il "sentire troppo o troppo poco".

Le emozioni (tutte), anche quelle che per anni la società e la vita ci hanno visto demonizzare una dopo l'altra portandoci a voler ridurre il volume di quello che sentiamo, sono un grande segno di forza, sono ciò che ci rende umani, sono ciò che ci mette in contatto con l'altra persona.

Ti incuriosisce questa frase? Cosa ti fa pensare?

È online il nuovo numero tematico di Phenomena Journal, dedicato alla Gestalt Trauma Therapy di cui ho avuto il piacere ...
26/06/2026

È online il nuovo numero tematico di Phenomena Journal, dedicato alla Gestalt Trauma Therapy di cui ho avuto il piacere di curare un articolo dal titolo:
“Trauma as a Fracture of the Ecological-Relational Field: Gestalt and Ecopsychological Contributions to the Clinical Understandingof Complex Trauma”

Il numero raccoglie contributi teorici, clinici e di revisione sul trauma psicologico, esplorato attraverso prospettive fenomenologiche, relazionali e interdisciplinari.

Gli articoli, tutti, affrontano il trauma come frattura della continuità dell’esperienza, interruzione del contatto e perturbazione del campo organismo-ambiente, mettendo in dialogo la psicoterapia della Gestalt con neuroscienze, psicotraumatologia, teoria dell’attaccamento, epigenetica e ricerca evidence-based.

Se vi va trovate l’intero numero speciale a questo link:
https://phenomenajournal.com/index.php/phenomena/issue/view/26

https://phenomenajournal.com/index.php/phenomena

Dovrò fare i compiti a casa in terapia? Spesso (e anche su questi schermi) ci sono video di azioni da poter mettere in a...
24/06/2026

Dovrò fare i compiti a casa in terapia?
Spesso (e anche su questi schermi) ci sono video di azioni da poter mettere in atto per "velocizzare" il voler stare meglio, quindi sorge spontanea una richiesta:
"Dottoressa, mi dia qualcosa da fare. Ha qualche compito da darmi?"

La verità è che dipende dal tipo di percorso e dal professionista, ma anche da cosa è meglio per te in quel momento, quindi no, non c'è una regola, non ci sono azioni miracolose. E ti sorprenderà: non sempre fare i compiti a casa aiuta.

Alcuni approcci prevedono il dare esercizi, spunti di osservazione o piccole attività da fare tra una seduta e l’altra, ad esempio nel mio approccio non sono solita farlo, ma sarà ciò che emergerà tra noi a dirci "dove andare".

Ma forse la parte importante della domanda è il considerare che non esistono "compiti” nel senso scolastico del termine, non servono a dimostrare di essere una persona impegnata, brava o collaborativa e non necessariamente velocizzano il processo.

Sono strumenti per continuare una riflessione, osservare alcuni meccanismi, sperimentare qualcosa di nuovo nella quotidianità, uscire dalla zona di comfort.
E a volte possono essere utili.
Altre volte no. Ed è ok. La persona e la sua esperienza sono sempre al centro.

La terapia non è una gara a fare bene.
È uno spazio in cui comprendere, insieme, quello che accade.

Hai qualche domanda sulla terapia? Cosa vorresti sapere prima di iniziare un percorso?

17/06/2026

Una giornata nella vita di una psicologa? Vi porto con me durante il convegno FISIG 2026 che si è svolto a Roma nel mese di maggio 🌸

Una delle più difficili a cui rispondere in modo uguale per chiunque: quanto dura la terapia?È una delle domande che mi ...
13/06/2026

Una delle più difficili a cui rispondere in modo uguale per chiunque: quanto dura la terapia?

È una delle domande che mi fate più spesso all'inizio di un percorso, che sia supporto psicologico o con altri obiettivi.
Ed è comprensibile. Fa parte di noi e permette anche una discreta dose di controllo (economico, ma soprattutto personale): il fatto di sapere quanto durerà la terapia, se si "guarisce" (termine che personalmente rifuggo) e se ne avrò bisogno "per sempre".

Quando stiamo male, queste domande si amplificano e diventa spesso necessario sapere subito quanto durerà il dolore, se e quando staremo meglio, cosa aspettarci...

La realtà, però, è che non esiste una risposta univoca. Questo perché i fattori che entrano in gioco sono tantissimi, più di quanti ne possa elencare qui oggi, perché risiedono nella complessità umana (esempi possono essere il motivo per cui si inizia, gli obiettivi, il momento di vita, il proprio ritmo, l'approccio del professionista...).

Una cosa importante, secondo me, è abbandonare due idee opposte:
- che la terapia debba durare “per sempre”: saremo noi psy a preoccuparci che ciò non accada, la gioia più grande è vederti camminare nel mondo con gli strumenti costruiti insieme.
- che debba funzionare immediatamente: la pressione del "fare" e del tempo, spesso rallenta tutto terribilmente e mette dei limiti, il tempo è solo il tuo.

La terapia è un processo relazionale e umano.
E alcuni cambiamenti richiedono tempo non perché siamo “sbagliati”, ma perché certe parti di noi non possono essere forzate.

Se vuoi iniziare un percorso insieme o hai qualche curiosità, contattami sui social o tramite il mio sito web.

10/06/2026

Grounding 5-4-3-2-1
È un esercizio di mindfulness che utilizza i sensi per riportare l’attenzione al momento presente, ma va allenata anche quando siamo in una zona sicura e non usata sempre e solo durante i forti picchi di ansia.

Possiamo riassumerlo cosi:
Cerca
5 cose che puoi vedere
4 cose che puoi toccare
3 cose che puoi sentire
2 cose che puoi annusare
1 cosa che puoi assaporare

L’obiettivo non è “bloccare” l’attivazione all’improvviso.

Ma spostare gradualmente l’attenzione da quello che succede nella mente a ciò che succede intorno a noi, ritornare nel qui e ora, con delicatezza e presenza.

Le tecniche di grounding aiutano a riattivare il contatto con l’ambiente e con il corpo.

è un piccolo strumento e se l’attivazione è troppo alta può non bastare, è sempre bene prenderci cura delle nostre emozioni, anche della nostra ansia negli spazi adeguati, lo spazio di psicoterapia è uno di questi. Se hai bisogno o domande mi trovi in direct 🤍 buona cura

"Un libro per…", una rubrica di biblioterapia che unisce i libri alla psicologia clinica.Libro di oggi: Un giorno questo...
08/06/2026

"Un libro per…", una rubrica di biblioterapia che unisce i libri alla psicologia clinica.

Libro di oggi: Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron.

Uno degli aspetti che mi ha colpito di questo libro è il modo in cui l'autore riesce a raccontare quella sensazione difficile da spiegare che è un sentirsi fuori sincronia, troppo lucidi, emotivamente distanti e allo stesso tempo estremamente vulnerabili.

E ho capito che a volte alcuni libri non servono a trovare risposte immediate, ma servono a sentirsi meno immersi e immerse nella solitudine di certe domande.

Non è un libro che cerca di “cambiare” il protagonista, ma lo accompagna pagina dopo pagina nella ricerca dell'identità, permettendogli di attraversare la solitudine, la paura del futuro, le relazioni, senza avere la pretesa di trasformare tutto in una lezione da imparare.

Per questo motivo molte persone trovano in questo libro piccoli punti di orientamento nei momenti di difficoltà o cambiamento, che con un taglio psicologico possono essere interessanti perché parlano di identità della persona e scoperta di sé, solitudine, paura del futuro, relazioni interpersonali, ricerca di sé e ascolto.

Vorrei condividere una delle mie frasi preferite: "Volevo solo un posto dove stare da solo. Per me è un bisogno primario, come l'acqua e il cibo, ma ho capito che non lo è per tutti".

Ogni giorno viviamo al confine tra la zona di comfort e il fuoriuscire in un delicato equilibrio che ci aiuta ad allarga...
29/05/2026

Ogni giorno viviamo al confine tra la zona di comfort e il fuoriuscire in un delicato equilibrio che ci aiuta ad allargarla.
Questa frase venne fuori in un colloquio qualche tempo fa parlando di equilibri tra le nostre parti interne, ma anche tra noi e il mondo, tra la paura e il coraggio, tra il fare e l'essere. Ho riflettuto che è proprio questo che facciamo nei percorsi insieme, perdiamo l'equilibrio, giorno dopo giorno, per ritrovarlo in nuove forme, insieme, con una base sicura a cui appoggiarci quando stiamo per perderlo.

Ti incuriosisce questa frase? Se vuoi condividere qualche riflessione o iniziare un percorso insieme, contattami sui social o tramite il mio sito web.

Una domanda che molte persone si fanno prima di iniziare un percorso, ma che quasi nessuno osa fare: posso mentire alla ...
25/05/2026

Una domanda che molte persone si fanno prima di iniziare un percorso, ma che quasi nessuno osa fare: posso mentire alla psicologa o allo psicologo?

La risposta è che sì, può succedere. Possiamo non raccontare tutto, cambiare o omettere dettagli, tagliare parti della storia.

Molto spesso succede perché alcune cose sono ancora troppo delicate, troppo dolorose o troppo cariche di vergogna per essere dette ad alta voce e non sempre ne siamo consapevoli, infatti non mentiamo per manipolare.

La terapia è uno spazio che si costruisce nel tempo e la fiducia non nasce automaticamente al primo incontro. Con il tempo, se la relazione terapeutica diventa sufficientemente sicura, molte persone scoprono di poter raccontare cose che all’inizio sembravano impossibili.

La terapia non è una gara di sincerità.
È un processo.
E ogni persona ha il proprio ritmo.

🌿 Se hai domande sulla psicoterapia che ti hanno sempre fatto esitare, puoi scriverle nei commenti.
Potrebbero diventare il prossimo post di questa rubrica.

NB: in questo discorso non stiamo includendo le situazioni in cui mentire è un sintomo clinico.

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