Enrico Moretto

Enrico Moretto Psicologo - Sessuologo Il Dott.

Enrico Moretto è uno psicologo specialista in sessuologia clinica e psicoterapeuta ad orientamento gestaltico integrato.
È iscritto all'Ordine degli Psicologi della Campania (n° 7110). Enrico Moretto riceve in più sedi da Portici a Torre Annunziata, entrambi in provincia di Napoli, occupandosi di prevenzione diagnosi e cura del disagio psichico. Offre inoltre percorsi terapeutici per il trattament

o di disturbi e problematiche relativamente alla sfera emotiva, cognitiva, affettiva e relazionale dell'individuo accompagnando la persona nella conoscenza di se stesso. Ha esperienza in ambito della valutazione psicodiagnostica ed è esperto nella somministrazione di test di personalità e intellettivi ( WAIS-IV, R-BANS, SCID, TCI, PID, MMPI-2 e -RF).

28/08/2026

“Le relazioni sono comunicazione.” Detta da Lucia a Jason, in macchina, durante un inseguimento. È l’apertura del gameplay di GTA VI presentato ieri.
E secondo me è la missione più difficile che viviamo oggi da esseri umani: prenderci cura di noi stessi e delle nostre relazioni.
Ma la cosa che mi ha davvero colpito è il meccanismo del gioco. I due protagonisti si possono giocare insieme oppure separatamente si può scegliere di stare in coppia o di andare a fare caos per conto proprio. E le scelte hanno conseguenze che ricadono anche sul personaggio che in quel momento non stai controllando.
Quello che fai da solo cambia l’altro.
E questo, nella ricerca sulle coppie, ha un nome: crossover. Westman (2001) ne ha costruito il modello, e uno studio con diari giornalieri su quattordici giorni (Cooper, Tao, Totenhagen, Randall e Holley, 2020) lo ha misurato nel quotidiano: lo stress di un partner passa all’altro nello stesso giorno e anche il giorno successivo, con un ruolo moderatore delle difficoltà di regolazione emotiva di entrambi.
Cioè: una giornata storta di uno arriva addosso all’altro. Anche se non era lì. Anche il giorno dopo.
In terapia di coppia arrivano tutti raccontando cosa succede insieme: le liti, i silenzi, il non parlarsi. Ma il campo non si mette in pausa quando uscite di casa. Continua a funzionare anche quando siete in due posti diversi e quasi tutto quello che conta si decide lì.

Un videogioco l’ha capito prima di parecchi manuali.

Perché anche chi si prende cura degli altri ha bisogno di protezione.La supervisione non serve a dirti cosa fare. Serve ...
28/08/2026

Perché anche chi si prende cura degli altri ha bisogno di protezione.

La supervisione non serve a dirti cosa fare. Serve a fermarti, guardare meglio, mettere in discussione automatismi, condividere dubbi e non restare solo con tutto quello che entra nella stanza di terapia.

Meno guru.
Più gruppo.
Meno performance.
Più confronto.
Meno burnout.
Più supervisione.

SUPERVISION 2026–2027
Si comincia il 21/09.

Se vuoi ricevere programma, calendario e modalità di iscrizione, scrivi SUPERVISIONE nei commenti o in DM.

Ispiraration Alessandro Malossi

Safe practice is sexy.

No guru. No performance. No “perfect therapist”.SUPERVISION 2026–2027Just a group.Cases that stay with us.Questions we d...
27/08/2026

No guru. No performance. No “perfect therapist”.

SUPERVISION 2026–2027

Just a group.
Cases that stay with us.
Questions we don’t know how to answer.
Things we notice too late.
Things we finally notice together.

Supervision is not where you prove you’re good at this job.
It’s where you can stop pretending you already know.

Online + in presenza.
Un gruppo piccolo, un anno di lavoro clinico condiviso, uno spazio per pensare insieme a quello che accade nella stanza di terapia e a quello che accade a noi mentre ci siamo dentro.

Queste immagini sono un omaggio al lavoro di Thomas Lélu, alla sua capacità di trasformare frasi quotidiane, ironiche e imperfette in qualcosa che resta addosso.

SUPERVISION 2026–2027
Starting soon.

Commenta SUPERVISIONE per ricevere tutte le info.

26/08/2026

Quando si manda un paziente da uno psicosessuologo?

Ma la domanda utile non è “quando inviare”. È: cosa sta succedendo mentre penso di inviare.

Molto spesso, quando si sente il bisogno di passare un paziente a qualcun altro, si sta muovendo qualcosa nella relazione tra terapeuta e paziente. Imbarazzo, evitamento, un tema che tocca qualcosa di nostro. E quel movimento, prima dell’invio, va portato in supervisione perché se lo salti, l’invio diventa il modo elegante di non guardarlo.

E se invece è davvero una questione di competenze specifiche, va detta una cosa che nel nostro ambiente si dice poco: la terapia sessuologica non è una mansione che si delega. Non è una prestazione tecnica da esternalizzare. È a tutti gli effetti una psicoterapia.

Quindi non stai passando un compito. Stai passando una persona, e la stai passando a un percorso che ricomincia.

Voi come lo gestite? E soprattutto: l’avete mai portato in supervisione prima di decidere?

Se sei un collega o una collega interessata al mondo della sessuologia, trovi il sito dell’Associazione Italiana di Sessuologia della Gestalt nel link in bio.

Don’t dream it. Be it. 👄Tim Curry, grande S*x Educator prima ancora che sapessimo di averne bisogno.Con The Rocky Horror...
26/08/2026

Don’t dream it. Be it. 👄

Tim Curry, grande S*x Educator prima ancora che sapessimo di averne bisogno.

Con The Rocky Horror Picture Show ci ha insegnato che il desiderio può essere teatrale, ambiguo, esagerato, q***r, ironico e soprattutto libero dal bisogno di chiedere permesso.

Frank-N-Furter non era un manuale di educazione sessuale. Era qualcosa di più interessante: un invito a mettere in discussione copioni, ruoli, vergogne e normalità troppo strette.

Grazie Tim, per aver educato intere generazioni a una sessualità un po’ meno impaurita e molto più splendidamente strana. 🖤👄

*xEducation *xuality DontDreamItBeIt

25/08/2026

2,5 mln di italiani non fanno sesso.
Il dato è del rapporto Censis-Bayer: il 18% delle persone tra i 18 e i 40 anni vive in castità circa 2,5 milioni di individui. Di questi, 220.000 sono in coppia. E 700.000 dichiarano di non essere interessati al sesso.

Da sessuologo è il secondo numero quello che mi colpisce. Perché “non mi interessa” non è una diagnosi: sotto quella frase possono esserci asessualità, depressione, evitamento dopo un trauma, o una coppia che ha smesso di parlarsi.
Quattro quadri diversi, una frase sola.

Brotto e colleghi hanno confrontato 192 persone sopra il cutoff per l’asessualità con 231 persone sessuali, suddivise tra controlli, desiderio ipoattivo con distress e desiderio basso ma non distressante.

Il discriminante non era il livello di desiderio. Era il distress: significativamente più basso nel gruppo asessuale. I sintomi depressivi erano più alti nei gruppi con desiderio ipoattivo. E tra i predittori che distinguono i gruppi comparivano lo stato relazionale, il distress sesso-correlato e punteggi più bassi di alessitimia. Conclusione degli autori: i risultati mettono in discussione l’idea che l’asessualità vada classificata come una disfunzione del desiderio.

C’è poi un dato precedente dello stesso gruppo che trovo il più bello di tutti: nelle persone asessuali desiderio e distress risultavano correlati positivamente. Il disagio cresceva insieme al desiderio. L’esatto contrario di chi ha una disfunzione, dove è l’assenza di desiderio a far male.

Ovvero: per una persona asessuale può essere il desiderio a pesare, per una persona con desiderio ipoattivo è la sua mancanza. Sono due dolori opposti sotto la stessa frase e se non li distinguiamo, stiamo curando la cosa sbagliata.

L’assenza di desiderio non è sempre un problema. L’assenza di parole per nominarla, quasi sempre sì.

25/08/2026

Non arrivano da noi perché nessuno gli ha spiegato il sesso. Sanno tutto. Arrivano perché nessuno gli ha mai chiesto cosa provavano mentre lo facevano.
Sun, Bridges, Johnson ed Ezzell (2016, Archives of
S*xual Behavior) hanno indagato 487 studenti universitari maschi statunitensi tra i 18 e i 29 anni.
Più alto il consumo di pornografia, più probabile usarla durante il rapporto, richiedere alla partner atti specifici visti nei video, evocare deliberatamente immagini pornografiche durante il sesso per mantenere l’eccitazione, e riterire preoccupazioni sulla propria prestazione e sulla propria immagine corporea.
E il dato che pesa di più: un uso più elevato risultava associato negativamente al piacere provato nei comportamenti sessualmente intimi con la partner.

Precisione doverosa: è uno studio trasversale e correlazionale su un campione di studenti universitari americani. Mostra associazioni, non cause. Non dice che la pornografia riduca il piacere dice che chi ne consuma di più riferisce di goderne meno con una persona reale davanti.

Qui finiscono i dati e comincia la mia impressione clinica. Non è un problema di informazione: quelle persone sanno tutto, spesso più di noi. È che quello che hanno imparato si è messo tra loro e la capacità di sentire. Arrivano con una mappa dettagliatissima di come si fa, e nessuna parola per dire cosa succede mentre lo fanno.

E la preoccupazione sulla prestazione non è vanità. È quello che resta quando l’unico modello disponibile è un modello osservato qualcosa che si guarda, non qualcosa che si vive.

Se sei un collega o una collega interessata al mondo della sessuologia, trovi il sito dell’Associazione Italiana di Sessuologia della Gestalt nel link in bio.

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Menomale che c’è la supervisione. 🌴Da settembre riparte SUPERVISION 監督, il mio percorso annuale di supervisione gestalti...
24/08/2026

Menomale che c’è la supervisione. 🌴

Da settembre riparte SUPERVISION 監督, il mio percorso annuale di supervisione gestaltica integrata: 11 incontri, da settembre 2026 a luglio 2027, alternando online e presenza.

Online per mantenere il filo.
Dal vivo per sentire il campo.

Un piccolo gruppo di 5–6 terapeuti, per avere il tempo di stare davvero sui casi: sulle risonanze, sui punti ciechi, su ciò che succede nella relazione e su quello che, a volte, continuiamo a non vedere.

Non per trovare a tutti i costi “la tecnica giusta”, ma per costruire domande migliori e nuovi modi di guardare.

📍 6 incontri dal vivo a Torre Annunziata
💻 5 incontri online
🗓 sempre il lunedì sera (19-21)
💶 500 € — rate 300 € + 200 €
🎁 iscrizione entro il 31 agosto con prima rata: T-shirt SUPERVISION 監督 in omaggio

Non cambieremo i casi.
Cambieremo il modo in cui li guardiamo.

Scrivimi in DM o commenta SUPERVISIONE per ricevere tutte le info.

23/08/2026

L’ultima ha cambiato il mio modo di lavorare.
Cioè: stavo davvero per farvi le dieci frasi. Poi mi sono fermato, perché cercare la formula giusta è esattamente il problema.
Che quelle frasi le cercassimo davvero, però, ha una spiegazione. Una ricerca del 2024 su Psychotherapy Research documenta che i terapeuti si sentono impreparati dalla formazione di base a lavorare su questi temi. Non è una fragilità personale: è strutturale, ce l’abbiamo quasi tutti.
E i dati su dove si gioca davvero sono robusti. La meta-analisi multilivello di Del Re e colleghi (2021) conferma che l’alleanza spiega circa l’8% della varianza negli esiti con differenze importanti tra terapeuti. Cioè: conta anche chi la costruisce, non solo che ci sia.
Ma il dato che mi ha colpito di più è del 2025. Orlowski e colleghi hanno meta-analizzato l’effetto dell’umiltà culturale del terapeuta su alleanza ed esiti. Umiltà culturale significa una cosa sola: assumere che sia l’altro l’esperto della propria esperienza, e restare curiosi invece che informati.
Che è il nome scientifico di “ascolta, piano”.
Quindi no, la lista non c’è. Quando un paziente porta la sessualità, la cosa più difficile è anche l’unica che funziona: usare la sua parola prima della tua, non tradurre subito in linguaggio tecnico, non riempire il silenzio perché imbarazza te.
Voi in quel momento cosa fate?

21/08/2026

Sono tutte rintracciabili negli scritti di Jonathan Shedler. Sul processo parallelo è netto: i pattern relazionali dei pazienti si ricreano in terapia, e ricompaiono anche in supervisione se nessuno guarda lì, si sta buttando il dato migliore. E in “The Slow Decline of Psychotherapy” scrive che la supervisione clinica non è più una relazione formativa con un maestro, ma viene ridotta a mera funzione amministrativa.

Quante ne riconoscete nella vostra? Scrivete il numero nei commenti.

Indirizzo

Corso Umberto I 327
Torre Annunziata
80058

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