28/08/2026
“Le relazioni sono comunicazione.” Detta da Lucia a Jason, in macchina, durante un inseguimento. È l’apertura del gameplay di GTA VI presentato ieri.
E secondo me è la missione più difficile che viviamo oggi da esseri umani: prenderci cura di noi stessi e delle nostre relazioni.
Ma la cosa che mi ha davvero colpito è il meccanismo del gioco. I due protagonisti si possono giocare insieme oppure separatamente si può scegliere di stare in coppia o di andare a fare caos per conto proprio. E le scelte hanno conseguenze che ricadono anche sul personaggio che in quel momento non stai controllando.
Quello che fai da solo cambia l’altro.
E questo, nella ricerca sulle coppie, ha un nome: crossover. Westman (2001) ne ha costruito il modello, e uno studio con diari giornalieri su quattordici giorni (Cooper, Tao, Totenhagen, Randall e Holley, 2020) lo ha misurato nel quotidiano: lo stress di un partner passa all’altro nello stesso giorno e anche il giorno successivo, con un ruolo moderatore delle difficoltà di regolazione emotiva di entrambi.
Cioè: una giornata storta di uno arriva addosso all’altro. Anche se non era lì. Anche il giorno dopo.
In terapia di coppia arrivano tutti raccontando cosa succede insieme: le liti, i silenzi, il non parlarsi. Ma il campo non si mette in pausa quando uscite di casa. Continua a funzionare anche quando siete in due posti diversi e quasi tutto quello che conta si decide lì.
Un videogioco l’ha capito prima di parecchi manuali.