18/07/2026
Ieri, parlando con i miei figli dei pericoli di Internet, ho chiesto loro di immaginare un bambino lasciato solo, di notte, in una strada sconosciuta.
Nessun genitore lo farebbe. Eppure, consegnare a un bambino uno smartphone significa permettergli di entrare anche da solo in un ambiente altrettanto vasto, sconosciuto e imprevedibile.
Non si tratta di demonizzare Internet, ma di ricordare che la capacità tecnica di usare uno strumento non coincide con la maturità necessaria per gestirlo.
Ma qual è l’età giusta?
Le principali indicazioni internazionali non fissano un’età minima universale per ricevere uno smartphone. L’American Academy of Pediatrics sottolinea che gli studi non individuano una specifica età “sicura”: occorre considerare la maturità del bambino, la capacità di rispettare le regole, gestire i conflitti, interrompere l’utilizzo e chiedere aiuto.
Anche l’American Psychological Association raccomanda una supervisione adulta particolarmente attenta nella prima adolescenza, soprattutto tra i 10 e i 14 anni.
I 13 anni, spesso citati, rappresentano principalmente la soglia minima stabilita da molte piattaforme social: non sono una certificazione di maturità né l’età universalmente consigliata per possedere uno smartphone.
La domanda più utile, quindi, non è soltanto:
“Quanti anni ha?”
ma anche:
“È pronto a gestire ciò che potrebbe incontrare? E noi adulti siamo pronti ad accompagnarlo?”
Proteggere non significa vietare per sempre.
Significa esserci, accompagnare e saper dire: “Non ancora”.
Fonti: American Academy of Pediatrics; American Psychological Association.
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