Centro Archimede

Centro Archimede Sostegno a minori con disturbi da deficit attentivo-iperattivo, difficoltà scolastiche e disturbi associati

Centro specializzato in ADHD, DSA e disturbi emotivo-comportamentali.

✅ Accreditato Regione Veneto dal 2008
👨‍⚕️ Équipe multidisciplinare specializzata

📍 Torri di Quartesolo (VI)
📞 0444.387387
🌐 www.cdarchimede.it

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Il Centro Archimede si ferma per la pausa estiva dal 10 al 21 agosto.Come ogni anno ci prendiamo due settimane di stop. ...
10/08/2026

Il Centro Archimede si ferma per la pausa estiva dal 10 al 21 agosto.

Come ogni anno ci prendiamo due settimane di stop. Le valutazioni, i trattamenti e i colloqui riprenderanno regolarmente da lunedì 24 agosto.

Se in questi giorni avete bisogno di fissare un primo appuntamento o di informazioni sui percorsi, potete mandare una mail: leggeremo tutto e risponderemo in ordine di arrivo alla riapertura. La segreteria sarà di nuovo operativa da lunedì 24 agosto allo 0444.387387.

Buona estate a tutti voi!

Da oggi sul nostro sito c'è DIGITORIUM, un gioco per imparare a scrivere alla tastiera con dieci dita, senza guardare i ...
07/08/2026

Da oggi sul nostro sito c'è DIGITORIUM, un gioco per imparare a scrivere alla tastiera con dieci dita, senza guardare i tasti.

L'abbiamo costruito noi per i percorsi del centro, e l'abbiamo lasciato aperto a tutti: si apre nel browser, è gratuito, non chiede nessuna registrazione.

Serve soprattutto a chi usa, o userà, il computer per scrivere a scuola. Scrivere senza dover cercare le lettere libera la testa per pensare a cosa si sta scrivendo invece che a dove sta la lettera. È una cosa che si impara, come andare in bicicletta, e si impara meglio da bambini.

Come funziona: 17 tappe in ordine, una per gruppo di dita, dieci minuti alla volta. Il gioco non dice solo quale tasto premere, ma quale dito usare. E sotto c'è una storia, perché ci si affezioni abbastanza da tornarci domani.

⌨️ Un avvertimento pratico: serve un computer con una tastiera vera. Se state leggendo dal cellulare, salvatevi il link per provarla da computer.

👉 https://www.cdarchimede.it/eureka/digitorium/

Non è una terapia e non sostituisce altri tipi di potenziamento: è un allenamento. Trovate maggiori informazioni sulla pagina di descrizione dlel'attività.

⚠️Attenzione: questo post contiene spoiler su Spider-Man: Brand New Day-Ogni tanto un film racconta bene qualcosa che in...
04/08/2026

⚠️Attenzione: questo post contiene spoiler su Spider-Man: Brand New Day
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Ogni tanto un film racconta bene qualcosa che in studio incontriamo di continuo. È il caso dell'ultimo Spider-Man, uscito al cinema in questi giorni.

Peter Parker sta cambiando. I sensi gli si sono acuiti fino a diventare insostenibili, il corpo fa cose che non riesce a prevedere, e lui tutto questo lo vive con paura. Così si costruisce un chip inibitore e se lo applica addosso, per tenere a bada quello che sta diventando.

Chi lavora con la neurodivergenza riconosce subito quella scena. L'ipersensibilità sensoriale, il sovraccarico in classe o al supermercato, la stanchezza di stare in un ambiente costruito su un funzionamento che non è il proprio, sono esperienze quotidiane per molti bambini e ragazzi autistici o con ADHD. E come Peter, prima o poi arrivano a desiderare un interruttore.

Quel desiderio però raramente nasce da solo. I bambini imparano presto a leggersi negli occhi degli adulti. Quando un genitore arriva chiedendo che il figlio diventi come gli altri, quasi mai lo fa per rifiuto. Lo fa perché ha paura che soffra, che resti indietro, che venga escluso. È una richiesta che nasce dall'amore e da una preoccupazione legittima. Il problema è che il bambino non percepisce la paura, percepisce il messaggio: così come sei non vai bene.

Da lì in avanti il desiderio di stare meglio, che è sano, si confonde con la convinzione di dover smettere di essere sé stessi. Nel lavoro clinico distinguere le due cose è decisivo.

Il film mostra anche il rovescio, cioè cosa diventa una persona a cui quell'accoglienza non è mai arrivata. Jean e sua sorella Sara vengono allontanate dalla madre proprio quando i loro poteri emergono. Crescono senza nessun adulto che dia un nome a quello che sentono e senza nessuno che le aiuti a sostenerlo. Finiscono in un'istituzione che le studia come materiale da laboratorio. Sara ci muore dentro, e Jean lo viene a sapere solo dopo, mentre subisce lo stesso trattamento.

Nel film questo diventa una minaccia per l'intera città. Nella realtà ha un aspetto molto più silenzioso. Un ragazzo che non si è mai sentito accolto raramente esplode. Più spesso si nasconde, impara a fingersi come gli altri, si convince di essere sbagliato, e arriva in adolescenza con ansia, ritiro o una rabbia che nessuno collega più all'origine.

Nello scontro finale Peter fa due cose. Prima si toglie l'inibitore, decidendo di smettere di combattere contro sé stesso, e solo allora riesce davvero a usare i suoi poteri invece di subirli. Poi, invece di continuare a colpirla, lascia che Jean entri nella sua mente. Quello che le mostra è un ricordo di zia May, una conversazione in casa su cosa voglia dire avere dei poteri ed essere speciali. È quel ricordo a fermarla.

I due hanno lo stesso problema. La differenza è che uno ha avuto una zia May.

Una precisazione, perché il messaggio non venga frainteso. Accogliere non vuol dire rinunciare agli strumenti. Percorsi abilitativi, supporto psicologico, adattamenti scolastici e, quando indicati, trattamenti farmacologici servono e aiutano a vivere meglio. Quello che il film mette in discussione non è il supporto, è l'idea che il figlio vada corretto. Aiutare una persona vuol dire darle strumenti a partire da com'è fatta.

Se siete genitori di un bambino o di un ragazzo neurodivergente, non vi stiamo chiedendo di fare tutto voi. Gli strumenti si costruiscono insieme, con la scuola, con i terapisti, con i servizi. C'è però una cosa che dipende soprattutto da voi, ed è l'idea che vostro figlio si fa di sé stesso mentre impara. Se cresce pensando di essere un problema da sistemare, userà molte energie per nascondersi invece che per imparare. Se cresce sapendo che gli volete bene per come è fatto, quelle energie restano disponibili per tutto il resto.

Nel film è una conversazione in cameretta. Nella vita reale funziona più o meno allo stesso modo.

"La goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha spinto a prendere questa decisione radicale è stata la mia diagnosi d...
03/04/2026

"La goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha spinto a prendere questa decisione radicale è stata la mia diagnosi di ADHD."

Queste sono le parole scritte dal tredicenne di Trescore Balneario prima di accoltellare la sua insegnante. Una frase che come professionisti del neurosviluppo non possiamo ignorare.

Eppure lo stesso ragazzo scrive: "Ho difficoltà di attenzione, è un dato di fatto." La diagnosi la accettava. La goccia, nella sua percezione, è stata sentire che la sua difficoltà veniva vista in alcuni momenti e non riconosciuta in altri. Per lui quell'incoerenza è diventata un tradimento.

La professoressa Mocchi, dal letto d'ospedale, ci ha indicato una direzione: "Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica."

La sofferenza di un ragazzo non giustifica mai la violenza. Ma ci chiede, come clinici, come genitori, come educatori, di fare di più per leggerla prima che diventi qualcos'altro.

Lo diciamo alle famiglie che ci seguono e che in questi giorni avranno letto questa notizia con un nodo allo stomaco: i vostri figli sono ragazzi che fanno più fatica a restare concentrati, che a volte agiscono prima di pensare, che si frustrano più facilmente. Ragazzi che vi fanno perdere la pazienza e cinque minuti dopo vi fanno ridere. Ragazzi che con il giusto supporto imparano a conoscersi, a gestirsi e a stare meglio. Quello che è successo a Trescore non parla di ADHD. Parla di quanto sia importante che intorno a ogni ragazzo ci siano adulti che lavorano insieme, che comprendono la sua diagnosi e che prendono sul serio la sua fatica ogni giorno.

Se qualcosa vi preoccupa, parlatene con il vostro pediatra o neuropsichiatra. Se una diagnosi c'è già ma sentite che non è diventata davvero un aiuto per vostro figlio, chiedete supporto. Non aspettate.

2 aprile — Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo 💙Una luce troppo forte, un rumore di fondo che gli altri ...
02/04/2026

2 aprile — Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo 💙

Una luce troppo forte, un rumore di fondo che gli altri neanche notano, un cambio di programma improvviso. Per una persona autistica queste cose possono essere davvero travolgenti — non per fragilità, ma perché il suo cervello elabora le informazioni in modo diverso.

Non è qualcosa da correggere. Ma è qualcosa da conoscere, perché quando chi sta intorno lo capisce, cambia tutto.

E per chi è nello spettro, trovare le proprie strategie per affrontare queste sfide non significa che qualcosa non va: significa prendersi cura di sé.

Un video che ha qualche anno ma che ci permette di vedere l'ADHD attraverso gli occhi di un adolescente
23/03/2026

Un video che ha qualche anno ma che ci permette di vedere l'ADHD attraverso gli occhi di un adolescente

Il deficit di attenzione ed iperattività visto attraverso l'esperienza di Davide.Un documentario distante dai luoghi comuni per capire meglio l'ADHD.Crediti:...

Questo weekend alcuni operatori ed operatrici del nostro centro hanno partecipato alle Giornate di aggiornamento sull’ u...
07/03/2026

Questo weekend alcuni operatori ed operatrici del nostro centro hanno partecipato alle Giornate di aggiornamento sull’ uso degli strumenti in psicologia clinica dello sviluppo di Bologna organizzate dalla Società editrice il Mulino e da Airipa.

Riteniamo che l'aggiornamento nel nostro ambito sia fondamentale e altrettanto la relazione con altri professionisti che si occupano come noi della valutazione e del trattamento di bambini e ragazzi.

Queste belle giornate a Bologna hanno permesso di riflettere e trovare spunti nell'uso dell'IA, dell'inquadramento dei comportamenti autolesionistici (NSSI) oltre a tante nuove proposte di strumenti valutativi e di intervento nell'ambito dei disturbi del neurosviluppo.

Pronti a condividere con colleghi e famiglie quanto ci portiamo a casa!

"Com'è andata?" — una domanda che facciamo spesso ai bambini dopo una prova, ma che raramente registriamo in modo sistem...
05/03/2026

"Com'è andata?" — una domanda che facciamo spesso ai bambini dopo una prova, ma che raramente registriamo in modo sistematico.

Siamo lieto di condividere il poster che presenteremo alle Giornate di aggiornamento sull'uso degli strumenti in Psicologia clinica dello sviluppo.

Il lavoro presenta la Scala DAP (Difficoltà – Ansia – Performance): uno strumento breve, ispirato al NASA Task Load Index, pensato per dare voce al vissuto soggettivo del bambino durante la valutazione neuropsicologica.

In 30 secondi dopo ogni subtest, il bambino valuta su scala visuale 1–5 tre dimensioni:
🔹 Quanto è stato difficile?
🔹 Quanto si è sentito agitato?
🔹 Come pensa sia andata?

Perché è utile? Perché le discrepanze tra ciò che il bambino percepisce e ciò che i test misurano sono dati clinici preziosi: un bambino che sovrastima sistematicamente le proprie prestazioni ci dice qualcosa di diverso rispetto a uno che le sottostima, anche a parità di punteggio.

Nel poster presenteremo anche le possibili evoluzioni: dalla versione estesa a 5 dimensioni (DAP-5), ai profili longitudinali, fino alla correlazione con misure fisiologiche come la conduttanza cutanea per validare oggettivamente l'attivazione emotiva riferita.

Dare voce al bambino durante la valutazione è un riconoscimento del fatto che il soggetto valutato è, in ultima analisi, il miglior informatore sulla propria esperienza interiore.

Se siete a Bologna il 6 marzo, vi aspettiamo per discuterne.

02/03/2026

Linee guida NICE per l'ADHD: criteri per la diagnosi e la gestione clinica

Nel 2018, la pubblicazione della linea guida NICE NG87 ha definito standard aggiornati per il riconoscimento e il trattamento del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD). L'obiettivo principale di questo documento è migliorare la precisione diagnostica e la qualità dell'assistenza per bambini, giovani e adulti.

Secondo le evidenze cliniche riportate, i pilastri per una gestione corretta del disturbo includono:

- Accuratezza diagnostica: La diagnosi deve essere formulata esclusivamente da professionisti sanitari con adeguata formazione attraverso una valutazione clinica e psicosociale completa. I sintomi di disattenzione, iperattività o impulsività devono causare una compromissione funzionale significativa in almeno due ambiti della vita, come quello familiare, sociale o lavorativo.

- Approccio terapeutico olistico: Il piano di trattamento deve essere multidisciplinare e personalizzato. Per i bambini dai 5 anni e per gli adulti, l'offerta farmacologica viene considerata solo se i sintomi causano ancora una compromissione significativa dopo l'implementazione e la revisione di modifiche ambientali.

- Modifiche ambientali e adattamenti: Le linee guida pongono particolare enfasi sui cambiamenti fisici per minimizzare l'impatto dell'ADHD, come la riduzione delle distrazioni o la strutturazione dei compiti. È inoltre prevista la collaborazione con istituti scolastici e datori di lavoro per garantire adeguamenti ragionevoli previsti dalle normative sulla disabilità.

- Riconoscimento nelle ragazze e nelle donne: Viene segnalata una frequente sotto-diagnosi nella popolazione femminile, con il rischio di diagnosi errate o tardive dovute a manifestazioni sintomatologiche differenti.

- Supporto alla genitorialità: I programmi di formazione per i genitori non sono intesi come risposta a una "cattiva genitorialità", ma come strumenti per ottimizzare le competenze necessarie a soddisfare le esigenze specifiche dei figli con ADHD.

Il coinvolgimento attivo del paziente e della famiglia nelle decisioni terapeutiche rimane un elemento centrale per l'efficacia del percorso di cura.

📺 Il video allegato generato con Notebook sulla base delle Linee Guida NICE NG87 approfondisce i criteri tecnici e organizzativi definiti dalle linee guida per migliorare l'integrazione dei servizi sanitari.

Venerdì 20 marzo: pensare, pianificare, agire Le funzioni esecutive rivestono un ruolo fondamentale nello studio e nella...
20/02/2026

Venerdì 20 marzo: pensare, pianificare, agire

Le funzioni esecutive rivestono un ruolo fondamentale nello studio e nella vita quotidiana degli studenti, influenzando la capacità di pianificare, organizzare e portare a termine compiti e attività. Comprendere questi processi è essenziale per favorire l’autonomia, migliorare l’apprendimento e supportare in modo efficace ragazzi e ragazze con DSA, genitori e docenti.

Per farlo, il Coordinamento AID Veneto promuove Pensare, pianificare, agire: il cuore delle funzioni esecutive nella didattica, un nuovo incontro online gratuito in collaborazione con AIRIPA e rivolto a genitori, docenti, educatori e giovani con DSA. Sarà un’occasione concreta per approfondire conoscenze teoriche e condividere esperienze utili a sostenere studenti e famiglie nel percorso scolastico.

Venerdì 20 marzo 2026, dalle 20:45 alle 22:30, in modalità online su Microsoft Teams.

Indirizzo

Via Longare, 1
Torri Di Quartesolo
36040

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30

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