04/09/2026
Alessio non sta pensando soltanto:
“Stella non vuole fare sesso”.
Quello che sente è qualcosa di più profondo:
“Non mi cerca mai.”
“Non le piaccio più.”
“Se non faccio io il primo passo, tra noi non succede niente.”
Ogni volta che Stella dice di no, per lui non è solo un rapporto che non avviene.
È la conferma della paura di non essere più desiderato.
Così prova ad avvicinarsi più spesso, insiste, cerca rassicurazioni.
Non vuole obbligarla.
Sta cercando un modo per sentirsi ancora scelto.
Stella, però, vive la stessa situazione da tutt’altra prospettiva.
Quando Alessio la cerca, lei pensa:
“Se lo bacio, penserà che voglio andare oltre.”
“Se mi avvicino e poi mi fermo, ci rimarrà male.”
“Stasera dovrei avere voglia, altrimenti lo deluderò di nuovo.”
Il s3sso comincia così a sembrare un appuntamento fissato dopo cena.
Un compito da svolgere per evitare discussioni, musi lunghi o la sensazione di averlo ferito.
E più sente di doverlo fare, meno riesce a desiderarlo.
A quel punto Stella evita anche quei gesti che potrebbero essere fraintesi: un bacio più lungo, una carezza, stare vicini sul divano.
Alessio percepisce la distanza e si sente ancora più rifiutato.
E in mezzo rimane un desiderio che non ha più lo spazio per nascere spontaneamente.
Uscire da questo meccanismo non significa stabilire chi abbia ragione o “programmare più rapporti”. Significa ricostruire una vicinanza nella quale Alessio possa sentirsi desiderato e Stella possa avvicinarsi senza percepire un obbligo e partendo proprio dal non pensare all'atto s3ssuale.
Segui la mia pagina, ogni giorno pubblico situazioni di coppia e vi do consigli su come affrontarle.