20/04/2024
Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato, ne è diventato il padre e la madre, che ha curato le ferite della propria infanzia, riaprendole e guardandole per ripulirle e risanarle, senza nascondere il bambino ferito che è stato, ma rispettandolo profondamente e riconoscendone la verità dei sentimenti passati, che se non ascoltati diventano presenti, futuri, eterni.
Adulto è colui che smette di cercare i propri genitori ovunque, e ciò che loro non hanno saputo o potuto dare.
È qualcuno che non cerca compiacimento, rapporti privilegiati, amore incondizionato, senso per la propria esistenza nel partner, nei figli, nei colleghi, negli amici.
Adulto è colui che non vive in un perpetuo e doloroso gioco di ruolo in cui cerca di portare dentro gli altri, a volte trascinandoli per i capelli.
Adulto è chi si assume le responsabilità delle proprie scelte, delle proprie azioni, delle proprie paure e delle proprie fragilità.
Responsabile è chi prende la propria vita in carico, senza più attribuire colpe verso l'esterno, ma riconoscendo il proprio ruolo.
Per chi da bambino è stato umiliato, ha pensato di non esser stato amato abbastanza, ha vissuto l’abbandono e ne rivive ogni giorno la paura, così come per chi ha incontrato la rabbia e la violenza, chi si è sentito eccessivamente responsabilizzato, e non è stato ascoltato, se non c’è stato un momento di profonda rielaborazione, se non si è avuto ancora il coraggio di accettare il dolore vissuto, se non si è pronti per dire addio a quel bambino, allora “l’adultità” è un’illusione.
Io ho paura di questi bambini feriti travestiti da adulti, perché se un bambino ferito urla e scalcia, un adulto che nega le proprie emozioni è pronto a fare qualsiasi cosa.
Un bambino ferito travestito da adulto è una bomba ad orologeria
-Janusz Korczak
(Arte: Beatrice Alemagna)