05/08/2026
Qualche giorno fa, durante un laboratorio di educazione alimentare, un bambino mi ha fatto una domanda che mi è rimasta nel cuore.
Non perché parlasse di nutrizione.
Ma perché raccontava tutto ciò che, senza rendercene conto, gli adulti trasmettono ai bambini sul cibo.
I bambini non nascono pensando che il cioccolato sia “sbagliato” o che alcuni alimenti siano “da evitare”.
Queste idee le costruiscono nel tempo, ascoltando le nostre parole, osservando i nostri comportamenti e il modo in cui noi stessi viviamo il cibo.
Ecco perché credo che l’educazione alimentare inizi molto prima di parlare di calorie, zuccheri o nutrienti.
Inizia quando evitiamo di definire un alimento “buono” o “cattivo”.
Quando non usiamo il dolce come premio o le verdure come punizione.
Quando insegniamo che ciò che conta davvero è l’equilibrio, non la perfezione.
I bambini hanno una straordinaria capacità di ascoltare il proprio corpo.
Il nostro compito non è sostituire quella capacità, ma proteggerla e accompagnarla con un linguaggio che non generi paura, senso di colpa o confusione.
🤍 Perché il rapporto con il cibo che avranno da grandi inizia, spesso, dalle parole che ascoltano da piccoli.
💬 Ti è mai capitato di sentire tuo figlio dire che un alimento “fa ingrassare”, “fa male” o “non si può mangiare”?
Raccontamelo nei commenti: confrontarci può aiutare tanti altri genitori.