17/08/2026
SUCH AN EPIC NOSE JOB! Questa è la tecnica "open" adottata dallo Zio Marcello (je ddocu c'è u coppu 'ro zzìttiti! 🤣🤣🤣🤣🤣🤣). A questo proposito, mi viene di pensare al paradosso della nave di Teseo. Il paradosso della nave di Teseo esprime la questione metafisica dell'effettiva persistenza dell'identità originaria, per un'entità le cui parti possono cambiare nel tempo; in altre parole, se un tutto unico rimanga (o meno) davvero sé stesso dopo che, col passare del tempo, tutti i suoi pezzi componenti sono cambiati con altri uguali o simili. Plutarco narra, nelle sue "Vite parallele", che la nave in legno sulla quale viaggiò il mitico eroe greco Teseo veniva conservata ad Atene, nel corso degli anni, e che gli ateniesi ne sostituivano le parti che via via si deterioravano. Giunse quindi un momento in cui tutte le parti della nave, usate in origine per costruirla, erano state sostituite; tuttavia la nave stessa conservava esattamente la sua forma originaria. Ragionando su tale situazione (la nave è stata "completamente sostituita", ma allo stesso tempo la nave è rimasta "la" nave di Teseo), la questione che ci si può porre è: la nave di Teseo si è conservata oppure no? Ovvero: l'entità (la nave), modificata nella sostanza ma senza variazioni nella forma, è ancora proprio "la stessa" entità, o le somiglia soltanto? Si può anche rivolgere il paradosso riguardo all'identità della nostra stessa persona, che nel corso degli anni cambia ampiamente, sia nella sostanza che la compone sia nella sua forma, ma nonostante ciò sembra rimanere "quella" stessa persona. Oltre un millennio più tardi, il filosofo Thomas Hobbes, nel suo "De corpore", sviluppò il paradosso supponendo che un custode della nave avesse raccolto tutte le parti smantellate dallo scafo, man mano che venivano smaltite e sostituite dagli ateniesi, e avesse usato quel materiale per costruire una seconda nave: Hobbes pose quindi la questione di quale delle due navi risultanti, quella del custode o quella degli ateniesi, fosse la nave "originale". Applicare il paradosso della nave di Teseo alla chirurgia plastica estetica significa chiedersi se, modificando parti del corpo (come il naso, il seno o il profilo