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10/08/2026

ADHD è anche riuscire a rendere “particolari” le cose più normali della giornata.

Pulire un tavolo, uscire di casa, stare sedutə mentre si mangia: sulla carta sono gesti talmente automatici che non ci facciamo nemmeno caso.

Poi c’è il cervello ADHD, che ogni tanto sembra avere una sua personalissima interpretazione delle istruzioni.

E così il modo più lineare di fare una cosa non è necessariamente quello che viene spontaneo: entrano in gioco distrazione, bisogno di movimento, impulsività, ricerca di stimoli e quelle piccole abitudini che, viste da fuori, possono sembrare inspiegabili… ma per chi è ADHD sono stranamente familiari.

Ovviamente non tutte le persone ADHD fanno queste cose e farle non significa essere ADHD. Ma alcune scene quotidiane hanno un potere incredibile: farti sentire chiamat* in causa senza neanche dire una parola.

👇 Quale delle tre scene ti rappresenta di più: 1, 2 o 3?

Il DOC è anche cercare di spiegare con immagini qualcosa che, a parole, può essere difficilissimo raccontare.Un pensiero...
09/08/2026

Il DOC è anche cercare di spiegare con immagini qualcosa che, a parole, può essere difficilissimo raccontare.

Un pensiero che arriva all’improvviso.
Un allarme che continua a suonare.
Una certezza che sembra vicinissima, ma non arriva mai davvero.
Un dubbio che si allarga e finisce per contaminare tutto il resto.

Le metafore possono aiutare perché rendono visibile il funzionamento del disturbo: l’ossessione genera disagio, la compulsione offre un sollievo momentaneo, ma quel sollievo non chiude davvero il ciclo. Poco dopo, il dubbio può tornare con una nuova forma o chiedere un controllo ancora più preciso.

E non sempre c’è una paura chiaramente definita.

A volte è sufficiente una sensazione difficile da spiegare: qualcosa sembra incompleto, fuori posto, non perfettamente “giusto”. Come un quadro leggermente storto che continua ad attirare lo sguardo finché non viene sistemato.

Il problema è che, nel DOC, sistemare, controllare o neutralizzare può calmare il disagio solo per poco, rafforzando nel tempo il bisogno di farlo di nuovo.

Ogni persona, però, può vivere il DOC attraverso immagini, sensazioni e temi molto diversi.

E tu, come rappresenteresti il tuo DOC? Prova ad associargli un’immagine e, se vuoi, condividicela nei commenti.

ADHD e amore possono creare una distanza strana: dentro senti tantissimo, fuori a volte sembra il contrario.Puoi pensare...
08/08/2026

ADHD e amore possono creare una distanza strana: dentro senti tantissimo, fuori a volte sembra il contrario.

Puoi pensare a una persona per tutto il giorno e accorgerti la sera di non averle ancora risposto.
Puoi tenere moltissimo a una promessa e dimenticarla comunque.
Puoi non vedere l’ora di incontrare qualcuno e iniziare a prepararti quando sei già in ritardo.
Puoi voler ascoltare ogni parola e, nel frattempo, distrarti per qualcosa che succede dall’altra parte della stanza.

Per alcune persone ADHD, quello che provano e quello che riescono a mostrare non sempre viaggiano alla stessa velocità.

Attenzione, memoria di lavoro, percezione del tempo, impulsività e regolazione emotiva possono entrare anche nelle relazioni, creando comportamenti che dall’esterno rischiano di essere letti come disinteresse o poca cura.

Capire questa distanza, però, non significa che ogni comportamento debba essere accettato o giustificato. Significa poter distinguere meglio tra ciò che una persona sente, ciò che riesce a fare e l’effetto che quel comportamento ha sull’altra persona.

Se potessi spiegare una sola cosa sul tuo modo di voler bene, quale sarebbe? Raccontacelo nei commenti.

ADHD e ipervigilanza relazionale possono creare una combinazione molto faticosa: percepire ogni cambiamento e sentirsi s...
07/08/2026

ADHD e ipervigilanza relazionale possono creare una combinazione molto faticosa: percepire ogni cambiamento e sentirsi subito responsabili di capirlo.

Un tono diverso, un silenzio più lungo o un’espressione insolita possono essere colti con grande precisione. Il passaggio successivo, però, è spesso automatico: “Ho fatto qualcosa?”, “Devo intervenire?”, “Come posso sistemare la situazione?”.

È qui che una capacità percettiva può trasformarsi in un peso. Perché accorgersi correttamente che qualcosa è cambiato non significa sapere con certezza perché sia cambiato. L’altra persona potrebbe essere stanca, distratta o preoccupata per qualcosa che non ci riguarda.

Quando il sistema nervoso è abituato a prevenire tensioni e critiche, però, l’incertezza può diventare difficile da tollerare. La mente riempie rapidamente gli spazi vuoti e tende spesso a farlo attribuendosi una responsabilità.

Può essere utile imparare a separare tre passaggi: ciò che si è osservato, l’interpretazione che ne è nata e ciò che si sa realmente. Questa piccola distanza non elimina la sensibilità, ma evita che ogni segnale diventi immediatamente un allarme.

👉 Anche tu senti di dover leggere continuamente la stanza per riuscire a sentirti al sicuro?

07/08/2026

🌿 Hai mai sperimentato il potere di una lunga camminata in natura?

Quando affronti il trauma, il corpo può sembrare gabbia e strada insieme.

Un passo dopo l'altro, il cammino offre spazio alla regolazione e alla riscoperta.

Immagina la natura che ti accoglie e ti accompagna verso un ritmo più calmo.

Scopri come i lunghi cammini possano sostenerti nel recupero 🌱

Trovi il link nei commenti 👇

06/08/2026

Svegliarsi nel cuore della notte con crampi ai muscoli può essere frustrante 😣. Ma ti sei mai chiesto cosa il tuo corpo sta cercando di comunicarti?

Non si tratta solo di un fastidio occasionale: potrebbe essere un segnale che merita attenzione.

Scopri le cause più comuni di questi dolori notturni e come lo stress possa influenzare il tuo riposo 😕.

Esploriamo insieme se i crampi possono riflettere un disagio più profondo e come prevenirli per migliorare la qualità del sonno.

Il link è tra i commenti.

06/08/2026

Una persona ADHD che torna a casa dopo un'intera giornata di MASKING

Autismo, meltdown e shutdown possono sembrare reazioni opposte, ma spesso nascono dallo stesso punto: un sistema arrivat...
06/08/2026

Autismo, meltdown e shutdown possono sembrare reazioni opposte, ma spesso nascono dallo stesso punto: un sistema arrivato oltre il proprio limite.

Nel meltdown il sovraccarico esplode verso l’esterno. Possono aumentare il tono della voce, i movimenti, il pianto, la rabbia, le ripetizioni o il bisogno di scaricare fisicamente la tensione.

Nello shutdown, invece, la risposta si dirige verso l’interno. La persona può parlare meno, non riuscire più a rispondere, ritirarsi, apparire distante o avere bisogno di ridurre al minimo qualsiasi interazione.

Da fuori, il meltdown viene spesso percepito come “troppo”, mentre lo shutdown rischia di passare inosservato o di essere scambiato per freddezza, disinteresse o volontà di ignorare gli altri.

In realtà, in entrambi i casi, non si tratta di una scelta né di un comportamento volontario. Sono risposte a un accumulo di stimoli, richieste, emozioni e fatica che il sistema non riesce più a gestire.

Per questo, nel momento della crisi, chiedere spiegazioni, insistere perché la persona parli o pretendere che si calmi può aumentare ulteriormente il sovraccarico.

Prima viene la sicurezza. Le parole e la comprensione possono arrivare dopo.

Conoscevi sovrapposizioni e differenze tra shutdown e meltdown? Scrivicelo nei commenti.

06/08/2026

Ti sei mai chiesto perché, a volte, evitare impegni può sembrare l'unica via d'uscita? 🤔

Quando parliamo di assenteismo, è facile pensare a pigrizia o mancanza di impegno, ma spesso c'è molto di più dietro.

Il sovraccarico di richieste e difficoltà organizzative possono trasformare una semplice assenza in un ciclo difficile da spezzare.

In questo articolo scopri come riconoscere i segnali di un assenteismo che sta diventando cronico e quali passi puoi muovere per affrontarlo prima che peggiori.

Il link è tra i commenti.

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