04/11/2025
Capita spesso che in studio si presentino pazienti che sentono la pressione di essere sempre felici, come se la felicità costante fosse una condizione necessaria per stare bene.
La vita non è un flusso costante di serenità, ma un alternarsi di esperienze, e ogni emozione ha il suo spazio e la sua dignità.
Con la generazione dei Millennials, la performance, il successo e la perfezione sono diventati obiettivi costanti, spesso irraggiungibili. Molti giovani oggi non sanno quando o per quanto tempo “possono” essere tristi.
“Devi dare sempre il massimo. Se vuoi, puoi. Dipende tutto da te.”
Questa narrazione del successo è scollata dalla realtà e porta con sé una pericolosa illusione: che possiamo controllare tutto. Ma la vita è fatta anche di imprevisti, ma quando l’imprevisto diventa inaccettabile, ogni errore viene vissuto come un fallimento personale, una ferita che mina l’autostima. Accettare i propri limiti è invece un atto di forza e consapevolezza, non di debolezza.
Pretendere di essere sempre felici è la via più veloce per assicurarsi di non esserlo mai.
Ne ho scritto sul mio sito, ne ho parlato in un podcast, ma mi piacerebbe sapere il tuo pensiero, il tuo vissuto.
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