05/06/2026
Il seminario formativo con le nostre dott.ssa Bommassar e dott.ssa Colucci, ha evidenziato come la società contemporanea stia trasformando profondamente l’infanzia, la genitorialità e i processi educativi. In un contesto caratterizzato da iperprotezione, sovrastimolazione e pressione sociale, diventa sempre più difficile distinguere tra bisogni e desideri (i primi vanno soddisfatti sempre, i secondi vanno amministrati), con il rischio di fragilizzare bambini e ragazzi. È emersa inoltre una riflessione critica sulla crescente medicalizzazione del disagio infantile e sull’uso sempre più diffuso di etichette diagnostiche, che talvolta rischiano di oscurare la storia personale e relazionale del bambino. Centrale anche il tema della crisi dell’autorità educativa, della difficoltà di sostenere il conflitto e dell’impatto della tecnologia sulle relazioni familiari e sociali. Di fronte a questi cambiamenti, il ruolo di genitori, insegnanti e professionisti della salute appare fondamentale per promuovere ascolto, presenza emotiva, capacità di porre limiti e costruzione di contesti relazionali più consapevoli e autentici.
Questo approccio richiede tempo, competenza e la capacità di "stare con" l altro nel suo vissuto. Gli psicologi, in particolare, devono assumersi il compito di "fare cultura", promuovendo una comprensione più profonda dei fenomeni sociali e relazionali negli ambienti in cui operano (scuole, media), insistendo sull'importanza dell'errore nel processo educativo e contrastando la tendenza alla delega e alla semplificazione.