Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento

Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento Pagina ufficiale dell'Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento.

10/09/2026

Ogni anno oltre 720.000 persone nel mondo si tolgono la vita. Un fenomeno trasversale a ogni età, Paese, classe sociale e che richiede un lavoro di prevenzione su più livelli.

Tra i più esposti ci sono i giovani. Antonietta Curci, Professoressa di Psicologia Generale presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro e responsabile del servizio di counseling psicologico dell'ateneo, lo spiega chiaramente: "I ragazzi sono soli, hanno bisogno di parlare e di essere ascoltati."

Uno dei segnali più preoccupanti di questa solitudine è la "menzogna accademica": studenti che mentono sul proprio percorso universitario, a volte fino ad arrivare a gesti estremi quando il peso delle aspettative diventa insostenibile. Il 50% degli universitari intervistati da Skuola.net ammette di averlo fatto almeno una volta.

Ma per Curci il vero allarme è il "numero sommerso": tutte le persone giovani che, per vergogna o paura, non chiedono aiuto.

Un aiuto concreto arriva proprio dalle università: a Bari il servizio di counseling offre 5 incontri gratuiti con follow-up, oltre a tariffe calmierate e voucher in convenzione con l'Ordine degli Psicologi.

Ma il vero cambiamento deve partire anche da famiglie e scuola: spesso è proprio in famiglia che si scontra il muro più alto. "I genitori molto spesso rifiutano l'idea che il proprio figlio abbia bisogno di uno psicologo," afferma Curci.

Per approfondire👇
https://www.marieclaire.it/attualita/news-appuntamenti/a73650088/dobbiamo-fare-di-piu-per-prevenire-i-suicidi/

10/09/2026

In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, l’UNICEF richiama l’attenzione su un dato che riguarda da vicino il benessere mentale delle nuove generazioni: ogni 9 minuti, nel mondo, un adolescente di età compresa tra i 15 e i 19 anni muore per suicidio.

“I dati sui suicidi e sui tentativi di suicidio tra i giovani sono ogni anno più preoccupanti e ci dicono quanto sia urgente riuscire a intercettare il loro disagio prima che diventi emergenza. Investire sulla prevenzione è diventata una necessità stringente. Di fronte alla sofferenza di un adolescente non possiamo aspettare che sia lui a trovare da solo le parole o la forza per chiedere aiuto: dobbiamo costruire intorno ai giovani una rete capace di riconoscere i segnali di disagio, ascoltarli e accompagnarli”, afferma Maria Antonietta Gulino, presidente del CNOP.

“Prevenire il suicidio - prosegue Gulino - significa imparare a riconoscere la sofferenza quando ancora cerca parole. Troppo spesso il disagio resta nascosto, per vergogna, paura di essere giudicati, perché non si sa a chi chiedere aiuto o perché non si trova un aiuto accessibile. Per questo la prevenzione deve essere presente nei luoghi in cui i ragazzi vivono e crescono, a partire dalla famiglia e dalla scuola, ma anche negli ambienti sportivi, nei servizi e nelle comunità”.

“Parlare può aprire una possibilità, ascoltare può fare la differenza, purché dietro quell’ascolto esista una rete competente e accessibile. Nessun giovane che manifesta una sofferenza o chiede aiuto deve trovarsi solo: è una responsabilità alla quale come istituzioni e come comunità dobbiamo essere in grado di rispondere”, conclude la presidente del Cnop.

Per approfondire👇
https://onehealthfocus.it/suicidio-i-numeri-di-una-tragedia-globale-ogni-9-minuti-un-adolescente-si-toglie-la-vita-gulino-cnop-la-prevenzione-deve-abitare-i-luoghi-della-vita-quotidiana/

07/09/2026

Sesta e ultima puntata della serie de Il Sole 24 Ore sullo stato di salute delle professioni, oggi dedicato agli psicologi.

Dal 2015 l'Ordine degli psicologi ha visto i suoi iscritti aumentare del 54%, siamo oggi a oltre 157.000. A prevalere è sempre la componente femminile: le donne sono oltre l’84% del totale.

Di seguito un estratto dell'intervista alla presidente del CNOP Maria Antonietta Gulino.

Quale cambiamento della professione devono aspettarsi i giovani per i prossimi anni?

La trasformazione è già iniziata: la psicologia di assistenza primaria è attiva, o in fase di attivazione, in 14 Regioni e il progetto AscoltaMI avvicina la domanda dei giovani alla psicologia con oltre 18 milioni di euro stanziati dal 2026. C’è ancora molto da fare. La domanda di intervento psicologico è in crescita e spesso prova a cercare risposte nell’intelligenza artificiale: una nostra indagine su quasi 6mila psicologi rileva che il 55% dei professionisti ha incontrato pazienti che utilizzano strumenti generativi per questioni emotive e relazionali.

La sfida è rendere la psicologia strutturata, accessibile e di prossimità.

C’è anche il tema del gender pay gap. Nonostante la forte presenza femminile, resta il divario reddituale. Perché?

La nostra indagine sulle pari opportunità mostra che lavora part-time il 42,7% delle psicologhe contro il 34,1% degli uomini; sopra le 40 ore settimanali troviamo invece il 17% degli uomini e il 10,3% delle donne. Pesano soprattutto, nella libera professione, le interruzioni per maternità e il maggiore carico di cura familiare. È su queste condizioni strutturali, e culturali, che bisogna intervenire.

L’aumento del numero di professionisti che state registrando potrebbe essere più veloce della capacità del mercato di assorbirli?

Questo è un problema rilevante. Abbiamo la più alta densità di psicologi in Europa e nonostante le sollecitazioni dell’Ordine, non sono stati ancora introdotti adeguati meccanismi di programmazione del fabbisogno formativo.
Nel 2024 il reddito medio netto era di circa 20.000 euro, basso per una professione sanitaria.
La domanda c’è, i professionisti ci sono: mancano gli investimenti.

05/09/2026

Il passaggio dal giocattolo allo schermo comincia sempre prima. Nel 2024, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐩𝐨𝐫𝐭 𝐈𝐬𝐭𝐚𝐭 𝐬𝐮𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐢 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨𝐠𝐢𝐨𝐜𝐡𝐢, quasi una persona su tre dai 3 anni in su, il 29,7 per cento, ha utilizzato almeno una volta un videogioco nei dodici mesi precedenti. Rispetto al 2000 si tratta di un aumento di 9 punti percentuali. Ma il dato che colpisce maggiormente riguarda i più piccoli: già tra i bambini dai 3 ai 5 anni la percentuale sale al 35,5 per cento, superando quindi la media dell'intera popolazione. Tra i 6 e i 10 anni si arriva al 68,8 per cento.

“A livello internazionale si rileva che, per la prima volta, 𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐝 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐭𝐚𝐭𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐢 𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢. Questa fotografia italiana lo conferma ed è significativa soprattutto per due aspetti: l’esposizione in età prescolare al videogioco e la tendenza a spendere del denaro in relazione all’attività ludica. Dal punto di vista psicologico, da tempo ormai vediamo gli effetti di ambienti digitali pensati per catturare l’attenzione, massimizzare il tempo trascorso sulla piattaforma e incentivare gli acquisti ed è quindi corretto che tali ambienti siano oggetto di regolazione e insistere sulla 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢, 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢, anche nelle scuole. Tuttavia, è importante andare oltre la prospettiva che vede il videogioco soltanto come pericolo di isolamento, dipendenza, fuga dalla realtà. Infatti, esistono delle positive esperienze cliniche che lo impiegano come strumento terapeutico”. Così a 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐃𝐢 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐢, referente del Gruppo di Lavoro “Intelligenza Artificiale: innovazione, applicazione ed etica” del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.

Per approfondire👇
https://www.repubblica.it/cronaca/2026/09/04/news/videogiochi_bambini_allarme_digitale-425564455/

03/09/2026

La disabilità modifica radicalmente la vita di una famiglia. L'amore e la dedizione non possono sostituirsi a un adeguato sistema di supporto.

Le parole lasciate dai genitori Luca e Valentina prima della tragedia di Pietralata, "da soli non ce la facciamo", riguardano molte famiglie italiane che convivono con la non autosufficienza.

Non è corretto ricondurre un evento così grave a un'unica causa: il rispetto viene prima di ogni interpretazione.

Resta però una domanda che le istituzioni non possono eludere: quali strumenti concreti di sostegno sono oggi disponibili per chi si prende cura, spesso da solo, di un familiare con disabilità?

Nessuna famiglia dovrebbe affrontare da sola, per sempre, un carico di cura di questa entità.

Per approfondire👇
https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/09/03/news/quelle_parole_disperate_da_soli_non_ce_la_facciamo-22635026/

28/08/2026

Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: la salute mentale è ormai al centro del dibattito pubblico, ma le risorse concrete, fondi, personale, servizi strutturali, restano ancora indietro rispetto alle parole.

In vista di settembre, riproponiamo l'editoriale scritto su Huffington Post dalla presidente del CNOP, Maria Antonietta Gulino.

Una riflessione su come distinguere assistenza, cura e prevenzione, e su cosa significherebbe davvero rendere la presenza dello psicologo una componente strutturale nelle case di comunità, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei servizi del territorio. Non un'eccezione o solo sperimentazione.

Vai all’articolo 👇
https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/05/04/news/si_parla_tanto_di_psicologia_ma_si_investe_poco-21835938/

25/08/2026
21/08/2026

Sempre più persone cercano nell’intelligenza artificiale una risposta alla solitudine. Ma che effetti può avere questo tipo di “compagnia” sul benessere psicologico?

A questa domanda prova a rispondere uno studio condotto da ricercatori della Stanford University e della Carnegie Mellon University, che ha analizzato l’utilizzo della piattaforma Character.AI per comprendere il rapporto tra AI Companion e benessere psicologico.

I ricercatori hanno integrato i dati di un sondaggio che ha coinvolto 1.131 partecipanti con l’analisi di oltre 4.600 sessioni di chat reali (Zhang et al., 2026).

I risultati mostrano che le persone che utilizzano i chatbot principalmente per cercare compagnia tendono a riportare livelli di benessere psicologico inferiori. Questa associazione appare più marcata quando le interazioni sono particolarmente frequenti e caratterizzate da un elevato livello di auto-rivelazione, cioè dalla condivisione di aspetti molto personali della propria vita.

Nel complesso, lo studio invita a una riflessione importante. L’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento utile in molti ambiti, ma non può sostituire il valore delle relazioni umane né l’intervento di un professionista quando è presente un disagio psicologico. Proprio per questo è fondamentale promuovere uno sviluppo e un utilizzo delle tecnologie che siano realmente orientati al benessere delle persone, nel rispetto della loro sicurezza, della loro dignità e dei loro diritti.

Fonti:
Zhang, Y., Zhao, D., Hancock, J. T., Kraut, R. E., & Yang, D. (2026). The rise of AI companions: Interaction with AI companions and psychological well-being. Nature Human Behaviour. https://doi.org/10.1038/s41562-026-02516-2

Stanford Institute for Human-Centered AI. (2026, August 4). AI companions may worsen loneliness for vulnerable users, Stanford study finds. Stanford HAI.

Maggiori dettagli nei commenti👇

14/08/2026

L'estate è anche un tempo per rallentare, ritrovare equilibrio, dedicare spazio a sé stessi e alle persone che amiamo.

Buon Ferragosto a tutte le psicologhe e gli psicologi, e a tutte le persone che ci seguono, dal Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi.

Indirizzo

Via Luigi Einaudi 4
Trento
38123

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