08/06/2026
Educazione affettiva e sessuale: una necessità educativa, non un rischio da evitare.
Come psicologa psicoterapeuta relazionale familiare ed esperta in educazione affettiva e sessuale, formata presso la Scuola IRF di Firenze, guardo con preoccupazione alle recenti disposizioni che limitano l'accesso ai percorsi di educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
Vietare tali interventi nella scuola dell'infanzia e primaria rischia di trasmettere un messaggio implicito: che parlare di corpo, emozioni, relazioni e rispetto sia qualcosa di pericoloso o inappropriato.
La letteratura scientifica internazionale racconta una realtà diversa.
L'educazione affettiva e sessuale non consiste nell'anticipare contenuti inadatti all'età dei bambini e delle bambine. Al contrario, significa fornire informazioni corrette, adeguate allo sviluppo e fondate su evidenze scientifiche. Significa insegnare la conoscenza del proprio corpo, il rispetto delle differenze, la consapevolezza delle emozioni, dei confini personali e del consenso.
Particolarmente importante è il tema della prevenzione degli abusi. I bambini e le bambine che conoscono il proprio corpo, sanno nominare correttamente le sue parti e imparano il concetto di confine personale sono più protetti e più capaci di chiedere aiuto quando necessario.
Oggi, inoltre, la prevenzione non può prescindere dall'educazione digitale. I minori crescono in un contesto in cui l'accesso a internet e ai social media è sempre più precoce. Un'educazione affettiva e sessuale scientificamente fondata contribuisce anche a sviluppare competenze di sicurezza online, aiutando ragazze e ragazzi a riconoscere situazioni di adescamento, sfruttamento e diffusione illecita di materiale sessualmente esplicito.
Parlare di questi temi significa fare prevenzione rispetto alla pedopornografia online, all'adescamento in rete, alla condivisione non consensuale di immagini intime e ai comportamenti legati al sexting che possono esporre gli adolescenti a gravi conseguenze psicologiche, relazionali e giuridiche. Informare non significa incentivare tali comportamenti: significa fornire strumenti di consapevolezza, responsabilità e tutela.
La scuola, insieme alla famiglia, svolge una funzione educativa fondamentale. Non si tratta di sostituire il ruolo dei genitori, ma di costruire un'alleanza educativa che garantisca a tutti i minori l'accesso a conoscenze essenziali per la salute, la sicurezza e lo sviluppo della persona.
L'educazione affettiva e sessuale non è un'ideologia. È un intervento educativo e preventivo basato su evidenze scientifiche, riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come uno strumento di promozione della salute, di prevenzione della violenza, degli abusi e dei rischi online, e di tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Quando limitiamo l'accesso alla conoscenza, non proteggiamo i bambini e gli adolescenti. Li rendiamo semplicemente meno preparati ad affrontare la complessità delle relazioni, del corpo, della crescita e delle sfide del mondo digitale.
Investire nell'educazione affettiva e sessuale significa investire nel rispetto, nella consapevolezza, nella prevenzione e nella sicurezza delle nuove generazioni.
Dalla conoscenza nasce la protezione. Dal silenzio, troppo spesso, nascono vulnerabilità e rischi.