Dott. ssa Francesca Lavezzo psicologa psicoterapeuta

Dott. ssa Francesca Lavezzo psicologa psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott. ssa Francesca Lavezzo psicologa psicoterapeuta, Psicologo, Via della quercia 2 B Treviso, Treviso.

Non tutte le fotografie raccontano la stessa storia.Una spiaggia può essere libertà per chi l'ha vissuta, ma nostalgia p...
21/07/2026

Non tutte le fotografie raccontano la stessa storia.

Una spiaggia può essere libertà per chi l'ha vissuta, ma nostalgia per chi non può più partire.
Un tramonto può essere pace per qualcuno e il ricordo di una persona che non c'è più per un altro.
Un selfie che celebra un corpo allenato può ispirare, ma può anche sfiorare la ferita silenziosa di chi combatte ogni giorno con una malattia, un disturbo alimentare, il tempo che passa o un'immagine di sé che fa soffrire.

I social ci mostrano frammenti di felicità. Ma chi guarda non osserva mai con occhi neutri: osserva con la propria storia.
Le immagini non cambiano; cambiano gli occhi che le incontrano. E ogni sguardo porta con sé assenze, desideri, ricordi, speranze.

La psicologia parla di confronto sociale. Leon Festinger spiegò che tendiamo naturalmente a misurare noi stessi attraverso gli altri. Ma oggi quel confronto avviene davanti a vetrine di vite accuratamente selezionate, dove quasi nessuno mostra la paura, la solitudine, il fallimento o il dolore.

Per questo la sensibilità non è censura. È una forma di cultura emotiva, perché ogni volta che condividiamo qualcosa, non raggiungiamo uno schermo.

Entriamo, per un istante, nella vita di qualcuno.

E non sapremo mai quale ferita stiamo sfiorando, né quale speranza potremmo accendere.
Forse la vera eleganza dell'anima non sta in ciò che mostriamo o nel non condividere foto, ricordi... ma nella cura con cui scegliamo di abitare lo sguardo degli altri.

(Immagine: Pixabay)



Buon 15 Luglio
15/07/2026

Buon 15 Luglio

PAUSA ESTIVA IN PSICOTERAPIACi sono gesti che custodiscono il senso di un percorso terapeutico più di tante parole.Un au...
30/06/2026

PAUSA ESTIVA IN PSICOTERAPIA

Ci sono gesti che custodiscono il senso di un percorso terapeutico più di tante parole.

Un augurio di buone vacanze.
Un disegno lasciato con cura.
Un sorriso che dice: ci rivediamo.

La pausa estiva, in psicoterapia, non è mai soltanto un'interruzione.

Anche quando è prevista e condivisa, può risvegliare emozioni profonde: il timore della distanza, un senso di vuoto, il bisogno di punti di riferimento. Dare voce a questi vissuti e attraversarli insieme è parte integrante del percorso.
Eppure, proprio la pausa può diventare un'occasione preziosa. Un tempo in cui sperimentare che ciò che è stato costruito nella relazione terapeutica non resta tra le pareti dello studio, ma continua a vivere nella quotidianità.

Con il tempo, infatti, la relazione terapeutica viene interiorizzata: le riflessioni continuano a maturare, gli strumenti acquisiti diventano sempre più parte di sé e le risorse costruite insieme continuano a sostenere il cammino, anche in assenza degli incontri.

La pausa accompagna il percorso in una forma diversa, lasciando spazio all'esperienza, alla scoperta e alla crescita.

Anche il terapeuta vive questo tempo con un pensiero rivolto ai propri pazienti.
Auguro a tutti i miei pazienti un tempo di riposo, di ascolto di sé e di incontri significativi, con gli altri e con se stessi.
In ogni caso, il lavoro fatto insieme continuerà ad accompagnarci.

Buone vacanze a tutti!

Dr.ssa Francesca Lavezzo
Studio "I Bucaneve" via della quercia 2/b (Tv)

È NORMALE?Un bambino vive un evento molto attivante (violenza, conflitti, malattia di un familiare) e prova paura, smarr...
19/06/2026

È NORMALE?

Un bambino vive un evento molto attivante (violenza, conflitti, malattia di un familiare) e prova paura, smarrimento, impotenza.

L’adulto risponde: “È normale, va tutto bene.”

Se però l’esperienza emotiva del bambino non viene riconosciuta, si crea un paradosso: ciò che sente dentro non coincide con ciò che gli viene restituito dall’esterno. Il bambino può così iniziare a dubitare delle proprie emozioni o adattarsi a quelle dell’adulto per mantenere il legame di attaccamento.

Come ricordano Winnicott e Bion, il bambino ha bisogno di un ambiente capace di accogliere, contenere e dare significato agli stati emotivi. Quando questo non accade, le emozioni restano senza forma, non pensabili.

In alcuni casi, come descrive Ferenczi, può attivarsi anche un processo di identificazione con l’aggressore, in cui il bambino interiorizza il punto di vista di chi esercita il potere, arrivando a normalizzare ciò che lo ferisce.

Anni dopo, può dire: “Era normale.”
Ma il corpo può raccontare altro: tensione, allarme, blocco.

Come ricorda Bessel van der Kolk, il trauma può restare iscritto nella memoria somatica anche quando la mente ha costruito una spiegazione.

Non sempre ciò che è stato chiamato “normale” è stato davvero contenibile per quel bambino.

Il corpo ricorda ed esprime ciò che non è possibile pensare, contenere e dare voce ♡.
In un contesto sicuro e contenitivo queste esperienze possono essere riconosciute, pensate ed elaborate, evitando che vengano trasmesse alle generazioni successive.

08/06/2026

È l’allarme di Paolo Crepet, che denuncia il rischio di una crescita sempre più povera di esperienze reali, sostituite dagli schermi

Educazione affettiva e sessuale: una necessità educativa, non un rischio da evitare.Come psicologa psicoterapeuta relazi...
08/06/2026

Educazione affettiva e sessuale: una necessità educativa, non un rischio da evitare.

Come psicologa psicoterapeuta relazionale familiare ed esperta in educazione affettiva e sessuale, formata presso la Scuola IRF di Firenze, guardo con preoccupazione alle recenti disposizioni che limitano l'accesso ai percorsi di educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

Vietare tali interventi nella scuola dell'infanzia e primaria rischia di trasmettere un messaggio implicito: che parlare di corpo, emozioni, relazioni e rispetto sia qualcosa di pericoloso o inappropriato.

La letteratura scientifica internazionale racconta una realtà diversa.

L'educazione affettiva e sessuale non consiste nell'anticipare contenuti inadatti all'età dei bambini e delle bambine. Al contrario, significa fornire informazioni corrette, adeguate allo sviluppo e fondate su evidenze scientifiche. Significa insegnare la conoscenza del proprio corpo, il rispetto delle differenze, la consapevolezza delle emozioni, dei confini personali e del consenso.

Particolarmente importante è il tema della prevenzione degli abusi. I bambini e le bambine che conoscono il proprio corpo, sanno nominare correttamente le sue parti e imparano il concetto di confine personale sono più protetti e più capaci di chiedere aiuto quando necessario.

Oggi, inoltre, la prevenzione non può prescindere dall'educazione digitale. I minori crescono in un contesto in cui l'accesso a internet e ai social media è sempre più precoce. Un'educazione affettiva e sessuale scientificamente fondata contribuisce anche a sviluppare competenze di sicurezza online, aiutando ragazze e ragazzi a riconoscere situazioni di adescamento, sfruttamento e diffusione illecita di materiale sessualmente esplicito.

Parlare di questi temi significa fare prevenzione rispetto alla pedopornografia online, all'adescamento in rete, alla condivisione non consensuale di immagini intime e ai comportamenti legati al sexting che possono esporre gli adolescenti a gravi conseguenze psicologiche, relazionali e giuridiche. Informare non significa incentivare tali comportamenti: significa fornire strumenti di consapevolezza, responsabilità e tutela.

La scuola, insieme alla famiglia, svolge una funzione educativa fondamentale. Non si tratta di sostituire il ruolo dei genitori, ma di costruire un'alleanza educativa che garantisca a tutti i minori l'accesso a conoscenze essenziali per la salute, la sicurezza e lo sviluppo della persona.

L'educazione affettiva e sessuale non è un'ideologia. È un intervento educativo e preventivo basato su evidenze scientifiche, riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come uno strumento di promozione della salute, di prevenzione della violenza, degli abusi e dei rischi online, e di tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Quando limitiamo l'accesso alla conoscenza, non proteggiamo i bambini e gli adolescenti. Li rendiamo semplicemente meno preparati ad affrontare la complessità delle relazioni, del corpo, della crescita e delle sfide del mondo digitale.

Investire nell'educazione affettiva e sessuale significa investire nel rispetto, nella consapevolezza, nella prevenzione e nella sicurezza delle nuove generazioni.

Dalla conoscenza nasce la protezione. Dal silenzio, troppo spesso, nascono vulnerabilità e rischi.

BUON VENTO, CAMBIAMENTO, EMOZIONI "Se le emozioni sono come onde, è naturale avere i saliscendi"Giugno è il mese dei pas...
05/06/2026

BUON VENTO, CAMBIAMENTO, EMOZIONI

"Se le emozioni sono come onde, è naturale avere i saliscendi"

Giugno è il mese dei passaggi.

Per qualcuno coincide con la fine della scuola, per altri con la chiusura di un percorso, una scelta importante, un cambiamento desiderato o temuto. Ogni passaggio porta con sé movimento. E ogni movimento porta emozioni.

Nel brano "Buonvento", Jovanotti ci ricorda qualcosa di profondamente umano: se le emozioni sono come onde, non possiamo pretendere che il mare sia sempre calmo. Ci saranno momenti di entusiasmo e fiducia, altri di dubbio, paura, nostalgia o fatica. E va bene così.

Il percorso di crescita raramente segue una linea retta.

Le "burrasche" interiori non sempre possono essere evitate. Alcune vanno attraversate. Con pazienza, coraggio e fiducia, imparando ad ascoltare ciò che emerge senza giudicarlo.

Forse è proprio questo uno degli aspetti più importanti del cambiamento: comprendere che non sono le emozioni difficili a indicarci che stiamo sbagliando strada. Spesso sono il segnale che stiamo lasciando un porto conosciuto per avventurarci verso qualcosa di nuovo.

Perché i sogni, come le navi, hanno bisogno di prendere il largo. E le emozioni, come il mare, hanno bisogno di muoversi.

Buon vento a chi sta attraversando un passaggio della propria vita, dentro o fuori una stanza di terapia.

Buon vento a chi è in viaggio, ovunque si trovi: su una barca, in treno, in ufficio... o semplicemente dentro una stanza, mentre prova a dare una nuova direzione alla propria vita.


🌊💙

Come insegna Marco Tullio Cicerone, la vera scelta nasce dalla riflessione, non dall’impulso.“È necessario scegliere dop...
30/05/2026

Come insegna Marco Tullio Cicerone, la vera scelta nasce dalla riflessione, non dall’impulso.

“È necessario scegliere dopo aver giudicato, non giudicare dopo aver scelto” ci parla della capacità di ascoltarsi profondamente prima di decidere, evitando poi di cadere nel rimpianto o nell’autocritica.

Nel lavoro psicologico, maturità emotiva significa proprio questo: pensare, sentire e scegliere con consapevolezza, assumendosi la responsabilità dei propri bisogni profondi.

30/05/2026

Per tutti i genitori e direi anche psicologi... a volte il desiderio di insegnare offusca l'elemento più importante : la relazione.

Queste parole ci ricordano che anche nei momenti più difficili la vita continua a offrirci possibilità, relazioni, cambi...
22/05/2026

Queste parole ci ricordano che anche nei momenti più difficili la vita continua a offrirci possibilità, relazioni, cambiamenti e nuove occasioni per ritrovare senso. “I giorni dell’oscurità” fanno parte dell’esperienza umana: dolore, delusioni, perdite e solitudine possono farci sentire bloccati o senza speranza.

Come psicoterapeuta, credo sia importante sottolineare che quando una persona non riesce più a vedere una via d’uscita non deve affrontare tutto da sola. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di coraggio e di cura verso sé stessi. Parlare con qualcuno — un familiare, un amico, uno psicologo o un professionista della salute mentale — può fare la differenza e aiutare a ritrovare uno spazio di respiro anche nel dolore più intenso.

Se tu o qualcuno vicino a te sta vivendo un momento di forte disperazione o pensieri suicidari, è importante contattare un servizio di aiuto.

Indirizzo

Via Della Quercia 2 B Treviso
Treviso
31100

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