07/08/2026
Un uomo di poco più di 30 anni arriva in studio con sintomi presenti da circa due mesi. In alcuni episodi la debolezza diventava così importante da non riuscire quasi più a chiudere i pugni, con un recupero che poteva richiedere diversi giorni.
La risonanza cervicale evidenziava protrusioni a livello C3-C4 e C4-C5 e bulging nei livelli inferiori, mentre l’elettromiografia non aveva mostrato alterazioni significative. Anche gli approfondimenti reumatologici non avevano evidenziato patologie infiammatorie rilevanti.
Quindi: erano davvero le protrusioni cervicali a spiegare tutto?
Durante la valutazione è emerso un quadro più complesso, nel quale abbiamo considerato anche la possibile irritazione delle strutture nervose dell’arto superiore e del plesso brachiale, soprattutto in relazione a determinate posture e agli sforzi prolungati.
Tensioni a livello cervicale, degli scaleni e del piccolo pettorale, associate alla posizione di spalle e arti superiori, potevano contribuire ad aumentare la sensibilità delle strutture nervose.
Questo non significa individuare una singola “causa” in un muscolo o in una protrusione, ma cercare di capire quali fattori riproducono e modificano realmente i sintomi del paziente. Ho impostato il percorso lavorando su più aspetti:
• trattamento manuale della regione cervicale, toracica e dei tessuti dell’arto superiore;
• lavoro sulla mobilità delle strutture coinvolte;
• esercizi di neurodinamica per migliorare gradualmente la tolleranza del sistema nervoso al movimento;
• rinforzo progressivo di mano, polso, avambraccio e spalla;
• esercizi di stabilizzazione e controllo del tronco;
• gestione graduale dei carichi e delle attività che provocavano i sintomi;
• indicazioni specifiche per le posture mantenute durante guida, moto e lavori manuali.