01/08/2026
La meditazione è un allenamento. La partita è la vita
Molti immaginano la meditazione come una parentesi: mezz'ora di quiete, seduti in silenzio, lontani dal mondo. Utile, certo, ma separata dal resto.
Fabbro propone un'immagine diversa, che ne cambia completamente il senso: «La meditazione è dunque una sorta di allenamento in vista della partita vera e propria, che è la vita stessa.»
La consapevolezza che si coltiva stando seduti non serve a stare bene su un cuscino: serve a portarla fuori, «a estenderla a ogni aspetto della vita». Non è un rifugio dalla realtà, ma un modo per attraversarla con occhi diversi.
Perché il rischio, altrimenti, è vivere «come degli automi» — e Fabbro elenca con precisione i fattori che ci addormentano: «la consuetudine alla ripetizione, gli atteggiamenti mentali preconcetti, la focalizzazione sugli obiettivi e la forza del contesto».
Soprattutto il linguaggio e le abitudini mentali ci imprigionano: «L'abitudine a utilizzare categorie e definizioni linguistiche determina un'immagine del mondo e di noi stessi che è una barriera alla conoscenza» — e «una fonte tenace di inconsapevolezza». Vediamo etichette, non la realtà viva che ci sta davanti. Guardiamo una persona e crediamo di conoscerla, quando in realtà stiamo solo vedendo l'idea che ci siamo fatti di lei.
C'è un esempio, nel libro, che colpisce per come tocca la vita di tutti i giorni — il modo in cui giudichiamo gli altri: «Se disprezziamo una persona possiamo descriverla con una sola frase. Se, invece, siamo obbligati a descrivere dettagliatamente questa persona, troveremo sicuramente qualche qualità che apprezziamo.» La consapevolezza allarga lo sguardo, e rende più difficile la condanna sbrigativa.
La mente consapevole, scrive Fabbro riprendendo la psicologa Ellen Langer, «permette la creazione di nuove categorie mentali», mentre l'inconsapevolezza «determina una rigida adesione alle vecchie». Meditare è tornare capaci di vedere il nuovo dove credevamo di sapere già tutto — nelle situazioni, e soprattutto nelle persone.
Ecco perché la meditazione non è una fuga dal mondo. È esattamente il contrario: il modo per tornarci più presenti, più liberi, più capaci di viverlo — e di vedere davvero le persone che incontriamo.
— F. Fabbro, dal libro «La meditazione mindfulness. Neuroscienze, filosofia e spiritualità» (Il Mulino)