24/09/2026
**Un massaggio decontratturante deve fare male per essere efficace?**
È una delle idee più diffuse quando si parla di massaggio.
Più il trattamento è forte, più dovrebbe funzionare.
Ma non è necessariamente così.
Quando lavoro con una persona, non parto dall'idea che debba sopportare una determinata pressione. Parto dalla persona che ho davanti.
Ogni corpo ha una sensibilità diversa e anche la stessa persona può avere una soglia di tolleranza differente da un giorno all'altro.
Per questo durante il trattamento lavoro **sulla soglia di tolleranza della persona**.
Una pressione può essere intensa, può far percepire una zona particolarmente sensibile, ma non deve trasformarsi in una gara a chi resiste di più.
Se una manovra è troppo intensa, me lo dici.
Se una zona risponde bene a una determinata pressione, possiamo lavorarci in quel modo.
Il tuo feedback fa parte del trattamento.
E c'è un altro aspetto importante: **non è necessario aspettare di avere dolore per prendersi cura delle proprie tensioni muscolari.**
Rigidità, sensazione di pesantezza, tensione a collo e spalle, schiena affaticata o semplicemente la percezione di essere meno liberi nei movimenti possono già essere segnali sufficienti per fermarsi e dedicare attenzione al proprio corpo.
Per me il massaggio decontratturante non è quindi una prova di resistenza.
È un lavoro personalizzato che parte dall'ascolto, dalla valutazione e dal confronto continuo durante il trattamento.
L'obiettivo non è farti sopportare di più.
È aiutarti a stare meglio e a conoscere meglio le risposte del tuo corpo.
Se vuoi approfondire come lavoro, ho dedicato un articolo proprio al **massaggio decontratturante e alla soglia di tolleranza**.
Per chi volesse leggere l'articolo, trova il link nel primo commento