13/06/2026
Roberto arriva da noi a fine febbraio dopo quasi tre mesi di sintomi persistenti.
Tutto era iniziato a dicembre, in seguito a una violenta caduta durante una partita di calcio con impatto sul bacino destro.
Nei tentativi di riprendere l'attività sportiva durante il mese di gennaio, il dolore peggiorava ulteriormente, portandolo a eseguire una serie di accertamenti specialistici.
La risonanza magnetica evidenziava una spondilolisi bilaterale di L5 con anterolistesi L5-S1 di I-II grado, associata a discopatia L5-S1 con Modic 1 e stenosi foraminale.
La valutazione neurochirurgica concludeva per una riacutizzazione post-traumatica di una spondilolisi con listesi probabilmente già presente ma mai sintomatica, consigliando un percorso conservativo di almeno tre mesi prima di rivalutare eventuali altre opzioni.
Quando lo abbiamo visitato i sintomi erano ancora molto limitanti.
Stare seduto a lungo peggiorava nettamente il quadro.
Camminare gli dava sollievo.
Riferiva una sensazione di alterata sensibilità e pesantezza agli arti inferiori, soprattutto a destra ma in parte anche a sinistra.
In alcuni momenti descriveva addirittura la sensazione di avere "gambe elettriche", anche durante semplici movimenti nel letto.
Prima dell'infortunio praticava regolarmente calcetto, bicicletta e trekking senza alcun problema.
L'obiettivo iniziale non era farlo tornare subito allo sport.
L'obiettivo era molto più semplice: ridargli una vita normale.
Dopo circa tre settimane di fisioterapia, esercizio terapeutico e progressione graduale dei carichi, i sintomi nella vita quotidiana erano già drasticamente migliorati.
Nei mesi successivi abbiamo continuato a lavorare sul recupero della forza, della tolleranza ai carichi e della fiducia nel movimento.
A circa tre mesi dall'inizio del percorso Roberto era tornato a praticare tutte le attività che aveva dovuto abbandonare, senza dolore e senza limitazioni.
Questa testimonianza ci ricorda una cosa importante.
La presenza di alterazioni anatomiche anche significative agli esami strumentali non significa automaticamente che sia necessario un intervento chirurgico.
Quando non sono presenti indicazioni urgenti alla chirurgia, un percorso conservativo ben impostato rappresenta spesso il primo passo da percorrere.
Grazie Roberto per aver deciso di condividere la tua esperienza.
Roberto arriva da noi a fine febbraio dopo quasi tre mesi di sintom...