18/06/2024
Ogni evento della vita non ha mai un significato universale, ma singolare.
L'esame di maturità è un momento simbolico di passaggio, tuttavia ogni ragazzo e ogni ragazza ne fa esperienza in modo diverso. Molto di questo ha a che fare con il passato, dunque anche con il significato che la scuola ha avuto nelle loro vite.
Non si tratta però soltanto di ciò che è (già) stato ma altresì della relazione particolare che ognuno intrattiene con il proprio futuro. Il futuro può spaventare, perché implica la necessità di responsabilizzarsi rispetto alla difficile scelta che segue la conclusione di un lungo percorso scolastico in cui, viene da sé, si è ancora molto "figli". Per accedere al futuro è inderogabile poter concludere il passato.
La fine della scuola è un punto messo alla fine di un lungo libro. Per alcuni è stato bellissimo, per altri no, tutt'altro. Comunque sia andata, da quel libro bisogna potersi separare per affacciarsi all'inedito della vita, facendo il lutto della dimensione, per tutti significativa, dello "stare in classe".
Ad ognuno di voi auguriamo che questo esame possa essere un momento di chiusura, di soggettivazione del vostro sapere, di autorizzazione alla vostra parola.
Una parola non soltanto ancorata ai concetti, ma anche al vostro particolare modo di pensare e fare uso singolare di quello che avete imparato.
Vi auguriamo inoltre che, proprio a partire da questo, possiate trovare la vostra nuova conchiglia, con cui seguire la strada del vostro desiderio.
Articolandolo a un progetto, a un futuro che non vi veda più soltanto figli, ma soggetti capaci di scegliere, sbagliare, inciampare, cambiare strada o rimanere laddove sentite di essere al vostro posto.
Tutto questo non ha voti possibili.
In bocca al lupo a tutti.