Dr. Luca Piazza - Running Injury Specialist

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Studio di Fisioterapia Osteopatia Chiroterapia Physiosophy.com

12/08/2026

Per capire se stai correndo male ti può bastare del sole e di un muro.

1. Overstriding — guarda il tuo stinco all’atterraggio
Il piede atterra davanti al tuo baricentro? Se il tuo stinco è inclinato in avanti di più di 15 gradi al momento del contatto — stai frenando ad ogni passo. L’overstriding aumenta le forze di frenata, il carico articolare su ginocchio e tibia ed è associato a fratture da stress tibiale e dolore anteriore al ginocchio.

2. Oscillazione verticale — guarda la testa
L’ombra della tua testa rimbalza molto? Il range ottimale è 6-9 cm oppure il 5% della tua altezza. Una meta-analisi del 2024 su 51 studi e oltre 1.000 runner conferma che l’oscillazione verticale ridotta è moderatamente associata a una migliore economia di corsa. Ogni centimetro in eccesso aumenta il picco di forza ad ogni atterraggio.

3. Hip drop — guarda il bacino
Con un muro o uno specchio di lato: il bacino cede verso il basso quando sei su una gamba sola? Quando il bacino cede, il femore ruota internamente, il ginocchio collassa verso l’interno, la catena inferiore lavora sotto stress anomalo. 8.000 volte per uscita.

Questi tre check ti dicono se il problema c’è. Non ti dicono quanto è grave, non ti danno la causa a monte, non ti danno i numeri. Per quello serve una video analisi professionale.

In Run Rise analizzo 15+ variabili biomeccaniche della tua corsa. Con dati. Prima e dopo. Per vedere esattamente cosa cambia.

👉 Link in bio — 6 settimane per correggere quello schema.

📚 Systematic review e meta-analisi 51 studi — Sports Medicine 2024
Physiopedia — Assessment of Running Biomechanics

04/08/2026

C’è un numero che ti dice con settimane di anticipo se stai per infortunarti. Quasi nessun runner lo conosce.

Si chiama ACWR — rapporto tra carico acuto e carico cronico.

Il carico acuto è quello della settimana corrente. Il carico cronico è la media delle ultime 4 settimane — quello che il tuo corpo si aspetta come normale. Il rapporto tra i due ti dice se stai aumentando troppo in fretta.

La zona sicura è tra 0.8 e 1.3.

🟢 Sotto 0.8 → fai troppo poco. Il tessuto perde adattamento.
🟢 Tra 0.8 e 1.3 → zona sicura. Il carico è sostenibile.
🟡 Sopra 1.3 → attenzione. Il rischio inizia a salire.
🔴 Sopra 1.5 → rischio infortuni elevato. Documentato.

La maggior parte dei runner si infortuna in ripresa — non durante il picco di allenamento. Perché dopo uno stop — le ferie, una malattia, un dolore — il carico cronico scende. Quando torni al volume normale, l’ACWR schizza sopra 1.5. Il tessuto riceve più di quello che si aspettava. E cede. Sempre nello stesso punto.

Non è sfortuna. È matematica.

In Run Rise costruiamo la tua progressione su questo parametro. Una variabile alla volta. Volume prima. Intensità dopo. Con criteri precisi — non con la sensazione del giorno.

6 settimane per smettere di indovinare.

👉 Link in bio — tutti i dettagli su Run Rise.

📚 Hulin BT et al. BJSM. 2016;50(4):231–6. PMID 26511006

03/08/2026

La maggior parte dei runner cerca la soluzione nel posto sbagliato.

Una scarpa nuova.
L’ennesimo trattamento.
Un altro accessorio.
L’ennesimo professionista.

Non dico che queste cose non possano essere utili.

Dico che, da sole, raramente risolvono il problema.

Il mio obiettivo è un altro: aiutarti a diventare un runner autonomo.

Per farlo servono basi solide:
✔️ una biomeccanica di corsa più efficiente;
✔️ un programma di rinforzo costruito sui tuoi deficit;
✔️ le conoscenze essenziali per gestire allenamento e carichi

È da questa idea che nasce RUN RISE.

Un percorso pensato per costruire autonomia, non dipendenza.

📍Se vuoi capire come funziona, trovi tutte le informazioni nel link del mio profilo. RUN RISE 6 settimane per correre senza fermarti più

Una domanda: qual è la convinzione sul running che ti è costata più dolore o più tempo perso? Scrivila nei commenti.

28/07/2026

Il tuo fisioterapista è bravo. Lo studio è ottimo. Eppure il dolore torna ogni volta che riprendi a correre. Non è colpa sua.

Sul lettino il tuo tendine non lavora. Il gluteo medio non stabilizza il bacino. Il ginocchio non cade verso l’interno. Sul lettino tutto sembra a posto — perché sul lettino non stai correndo.

La ricerca è chiara: i fattori biomeccanici della corsa — hip drop, valgismo dinamico del ginocchio, overstriding, cadenza — si manifestano solo in movimento, ad alta frequenza, sotto carico. Non in posizione statica. Non durante un test manuale. Non sul lettino.

Il paradosso:
Il 79% degli infortuni da corsa sono da sovraccarico — non da trauma. La causa non è un evento singolo. È uno schema che si ripete migliaia di volte per ogni uscita. Un hip drop di 6 gradi moltiplicato per 8.000 passi a uscita, 4 volte a settimana — è oltre 30.000 volte in cui quella struttura lavora sotto stress anomalo.

Tecar, massaggio, terapia manuale riducono l’infiammazione. Non cambiano quello schema. Appena riprendi a correre — lo schema riprende. Il dolore riprende.

Per risolvere un infortunio da corsa in modo definitivo serve vedere come corri — non come stai sul lettino.

Video analisi della corsa. Misurazione di cadenza, hip drop, valgismo, oscillazione verticale, overstriding. Poi correggere lo schema. Poi costruire la catena che lo regge. In quest’ordine.

Se il tuo dolore torna ogni volta che riprendi a correre — il problema non è il tendine. È lo schema che nessuno ha ancora visto.

👉 Video call gratuita di 20 minuti — link in bio.

📚 Taunton JE et al. BJSM. 2002;36(2):95-101 — 79% running injuries are overuse
Heiderscheit BC et al. Med Sci Sports Exerc. 2011 — biomechanical factors in running

27/07/2026

C’è un test che puoi fare adesso, in 30 secondi, che ti dice se il tuo corpo è pronto a correre senza rischio di infortuni. La maggior parte dei runner lo fallisce.

Il test:
→ Mettiti davanti a uno specchio
→ Alzati su una gamba sola
→ Scendi lentamente fino a 60-70 gradi di flessione del ginocchio — conta 3 secondi in discesa
→ Fai 8 ripetizioni per gamba
→ Guarda cosa succede

❌ Il ginocchio cede verso l’interno?
❌ Il bacino oscilla di lato?
❌ Il tronco si inclina per mantenere l’equilibrio?

Se la risposta è sì a uno di questi — hai appena trovato il motivo per cui ti infortuni.

Perché funziona:
La corsa è monopodalica. Ad ogni passo sei su una gamba sola per 250 millisecondi con una forza pari a 2.5 volte il tuo peso corporeo.

Se la catena non stabilizza ginocchio e bacino in condizioni lente e controllate — figuriamoci a 5 minuti al chilometro per 10, 15, 20 km.

Il ginocchio che cede verso l’interno è valgismo dinamico — associato a dolore femoro-rotuleo, bandelletta e fascite plantare. Il bacino che oscilla è hip drop — associato a praticamente ogni infortunio ricorrente nel runner.

Se hai fallito il test — non ti stai infortunando per sfortuna. Ti stai infortunando perché quella catena non è ancora abbastanza forte per reggere il carico della corsa. La buona notizia — si corregge.

💬 Scrivi nei commenti se hai PASSATO o FALLITO il test — curiosità clinica, promesso.

Se vuoi capire cosa succede nel tuo caso specifico — prenota una video call gratuita di 20 minuti con me.

👉 Link in bio.

24/07/2026

Non ti infortuni per sfortuna. Ti infortuni per 3 ragioni precise. E quasi tutti le ignorano tutte e tre.

1. Biomeccanica della corsa
Hip drop. Valgismo dinamico del ginocchio. Cadenza bassa. Overstriding. Oscillazione verticale eccessiva. Parametri misurabili che determinano dove va il carico ad ogni passo. Non si sentono. Non si correggono a occhio. Richiedono una video analisi con dati.

Una systematic review del 2024 conferma che i fattori biomeccanici mostrano un effetto significativo sul rischio di infortuni da corsa.

2. Errori di volume
Il rapporto tra carico acuto e carico cronico deve stare tra 0.8 e 1.3. Quando aumenti troppo in fretta — dopo uno stop, dopo le ferie — quel rapporto sale oltre 1.5 e il rischio infortuni aumenta in modo significativo.

La maggior parte dei runner si infortuna in ripresa, non durante il picco di allenamento.

📚 Hulin et al. BJSM 2016 — PMID 26511006

3. Nessun rinforzo running-specific
Non rinforzo da palestra. Forza eccentrica in catena monopodalica. Capacità elastica del tendine. Controllo del bacino su una gamba sola. I runner con deficit di forza del gluteo medio e degli hamstring mostrano tassi di infortuni significativamente più alti.

Un programma generico non allena nessuna di queste qualità perché la corsa è monopodalica, dinamica, ad alta frequenza.

Tre ragioni. Tutte misurabili. Tutte correggibili.

👉 Link in bio → Video call gratuita per iniziare.

20/07/2026

Running injuries have three causes. Almost every runner is ignoring all three.

1. Running biomechanics
Hip drop. Dynamic knee valgus. Low cadence. Overstriding. Excessive vertical oscillation.
These are measurable parameters that determine where load goes every single step. A 2024 umbrella systematic review confirmed that biomechanical factors show large effect sizes in increasing running injury risk. You can’t feel these parameters. You can’t correct what you can’t see. They require video analysis. Measurement. Data.

2. Training load errors
The acute to chronic workload ratio. When you increase volume or intensity faster than your tissue can adapt — the ACWR spikes above 1.5 and injury risk increases significantly.
Most runners get injured coming back from rest — not during heavy training. After rest, chronic load drops. The return to normal volume creates a spike the system isn’t ready for.

3. No running-specific strength
Not gym strength. Running-specific strength. Single leg eccentric control. Posterior chain capacity. Plyometric reactivity.
Runners with deficits in hip abduction strength and eccentric hamstring capacity show significantly higher injury rates.
A standard gym programme doesn’t address these deficits — because running is single-leg, dynamic, high-frequency. Nothing in a standard gym replicates that.

This is what I do in 6 weeks with Run Rise:

→ Week 0 — video analysis of your running form. 15+ biomechanical variables measured. 4 Running Readiness Tests to identify specific strength deficits.

→ Weeks 1–5 — running retraining and a strength programme built on what I see. Not generic. Your programme. Your data.

→ Week 6 — second video analysis. You see the difference in numbers. Not feelings. Plus a plan to keep running without starting the cycle again.

Six weeks. Free 20-minute video call to see if it’s right for you.

👉 Link in bio.

📚 Bertelsen et al. PMC9528699 — training parameters and running injuries
Willwacher et al. Sports Med 2022 — biomechanical risk factors for overuse injuries
Hulin et al. BJSM 2016 — ACWR and injury risk

09/07/2026

Nike. Asics. Hoka. You’ve spent hundreds on running shoes. The research says the brand doesn’t matter as much as you think.

A systematic review published in the American Journal of Sports Medicine found no significant difference in injury rates between different shoe brands or cushioning types in recreational runners. A 2024 randomised controlled trial from the Luxembourg Institute of Health — over 1000 runners — confirmed that the optimal level of cushioning for injury prevention is still unknown.

The science is clear on one thing: no shoe brand has been proven to prevent running injuries consistently.

Here’s why.

The shoe sits at the bottom of the chain. Above it — your ankle, knee, hip, pelvis. Every step, those structures determine where the load goes. A Hoka with maximum cushioning doesn’t correct a collapsed knee. An Asics stability shoe doesn’t fix a 6-degree hip drop. A Nike carbon plate doesn’t teach your glute med to stabilise your pelvis. Your running pattern is identical in every shoe you wear.

What the research consistently shows reduces injury risk:

→ Cadence above 170 steps per minute — load distribution improves significantly
→ Running-specific strength — single leg control, eccentric loading, posterior chain
→ Load management — ACWR between 0.8 and 1.3. Most runners get injured because they increase volume too fast. Not because of the wrong shoe brand.

Stop changing shoes. Start changing the movement.

👉 Free Video call: link in bio.

📚 Malisoux L et al. BMJ Open Sport Exerc Med. 2024 — RCT cushioning and injury
Videbaek S et al. AJSM — systematic review shoe type and injury

09/07/2026

Senti come un sassolino sotto il piede mentre corri. Bruciore. Formicolio tra il terzo e il quarto dito. Non è un sassolino. È un nervo schiacciato.

Si chiama Neuroma di Morton — un ispessimento del nervo tra le dita del piede, quasi sempre tra il terzo e il quarto osso del metatarso. Ad ogni passo il nervo viene compresso contro il legamento che collega quelle ossa. Migliaia di volte per corsa.

Le scarpe a punta stretta peggiorano il quadro — schiacciano le ossa del metatarso una contro l’altra. Ma la ricerca indica un fattore biomeccanico altrettanto importante che quasi nessuno considera.

L’eccesso di pronazione.

Quando il piede prona troppo durante l’appoggio, le ossa del metatarso si muovono in modo asimmetrico ad ogni passo — generando una compressione ripetuta sul nervo dall’interno. E l’eccesso di pronazione quasi sempre nasce da un deficit più in alto: gluteo medio debole, valgismo dinamico del ginocchio, bacino instabile in appoggio su una gamba sola.

Le linee guida cliniche consigliano scarpe con punta larga e cuscinetto metatarsale — efficaci nella maggior parte dei casi. Ma se lo schema di pronazione non viene corretto, il sintomo migliora e poi torna appena aumenti il volume.

Hai corretto la pressione esterna sul nervo. Non hai corretto il movimento che lo schiaccia dall’interno ad ogni passo.

Per risolverlo in modo definitivo serve correggere la catena: cadenza, controllo del valgismo del ginocchio, stabilità del bacino in appoggio su una gamba.

Se il Neuroma di Morton ti torna ogni volta che riprendi a correre — il problema non è solo la scarpa.

👉 Link in bio → video call gratuita

Indirizzo

Via N. Machiavelli 15
Trieste
34132

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