Alessandra Anna Cineglosso

Alessandra Anna Cineglosso Studio di psicologia e psicoterapia Lo studio di Psicologia e Psicoterapia ha una doppia sede:
- Caserta, corso Trieste, 118
- Orta di Atella, via Cavour, 2.

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Ho iniziato a occuparmi di lutto infantile circa quindici anni fa, non potendo immaginare quanto questo tema avrebbe att...
21/05/2026

Ho iniziato a occuparmi di lutto infantile circa quindici anni fa, non potendo immaginare quanto questo tema avrebbe attraversato il mio lavoro e la mia vita professionale.
All'epoca, vivevo ancora nella cosiddetta Terra dei Fuochi e mi capitava spesso di ricevere richieste di supporto per bambini che avevano perso una persona cara, ma anche per genitori e familiari in difficoltà nel trovare parole possibili per raccontare ai più piccoli ciò che stava accadendo — o era già accaduto — nelle loro vite. A volte, per ripristinare verità dolorose ma necessarie per poter andare avanti.
Insieme a quei piccoli pazienti, abbiamo imparato che il lutto non è qualcosa che si “supera” una volta per tutte.
Molti di quei bambini, infatti, diventati poi adolescenti o adulti, sono tornati a chiedere un sostegno in momenti diversi della loro storia: in occasione delle loro "prime volte" senza chi avevano perduto, negli anniversari significativi, nei passaggi importanti della loro vita. Perché il dolore cambia forma insieme a noi, e continua a intrecciarsi con la nostra storia , i nostri legami, la nostra identità.
Recentemente, ho avuto l’occasione di approfondire ulteriormente la mia formazione sul tema, ampliandola anche al supporto di bambini e adulti sopravvissuti al suicidio di una persona cara.
Ho ottenuto la Certificazione Internazionale in Consulenza Specializzata sul Lutto per Bambini e Adolescenti e sono felice di poter mettere a disposizione strumenti ancora più solidi e competenze specifiche in un ambito così delicato, umano e che mi sta particolarmente a cuore.

https://www.facebook.com/share/1CXvpytDRZ/
25/04/2026

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Oggi si celebra la ricorrenza del 25 aprile, giorno in cui l’Italia è stata liberata dalla tirannia del nazifascismo. Questa giornata è particolarmente importante e sentita da chi si occupa di psicoanalisi e di psicoanalisi dei gruppi in particolare. Un mondo in guerra, dominato da nazionalismi e ispirato ad un pensiero di matrice totalitarista, riflette una disfunzionalità della società e dei gruppi che lo compongono. Il benessere psichico dei gruppi è correlato con l’attuazione di un pensiero plurale, tollerante ed inclusivo, favorente la cooperazione e la libera circolazione di idee. La psicoanalisi in generale ha da sempre aborrito il pensiero totalitarista, fin da prima dell’annessione nazista dell’Austria.

Nel 1938, a Vienna, Sigmund Freud subisce la persecuzione della Gestapo: la casa perquisita, i libri bruciati, la figlia Anna arrestata. Costretto all’esilio, ottiene il visto per Londra. Prima di partire, è obbligato a firmare un documento in cui dichiara di essere stato ben trattato. Freud aggiunge: “Posso raccomandare vivamente la Gestapo a chiunque”. Un atto ironico, minimo, ma potentissimo: anche sotto la violenza più estrema, resta uno spazio interno che non può essere completamente occupato.

Il 25 aprile è la liberazione storica, ma è anche un invito a pensare la liberazione psichica.
La psicoanalisi può essere letta come un percorso di liberazione: dalle ripetizioni che imprigionano, dai legami che soffocano, da ciò che dentro di noi non permette di desiderare. Liberarsi, in questo senso, non coincide con dimenticare, ma con trasformare.

L’impegno che ne deriva è quello di favorire e preservare questa forma di pensiero come fondamento della libertà dell’individuo e dei gruppi.

Buon 25 aprile
Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo

Un anno fa, alla cassa di un supermercato, ho comprato un geranio per un euro.Era lì abbandonato, assetato, senza fiori,...
21/04/2026

Un anno fa, alla cassa di un supermercato, ho comprato un geranio per un euro.
Era lì abbandonato, assetato, senza fiori, senza promesse visibili. Non sapevo nemmeno di che colore sarebbe stato, ammesso che sarebbe mai fiorito.
L’ho portato a casa senza aspettative precise ma con la convinzione che valesse comunque la pena prendersene cura.

Non è stato un percorso lineare.

Una grandinata, lo scorso autunno, lo ha colpito duramente: rami spezzati, foglie bucate. Poteva sembrare perduto per sempre.

Oggi, a distanza di un anno, è fiorito. Ed è pieno di boccioli.

Mi capita spesso, nel lavoro clinico, di incontrare persone che arrivano così: senza fiori visibili. Ferite, svuotate, a volte incapaci di immaginare un colore possibile per sé.

Per alcuni dei miei pazienti, la speranza non è sempre qualcosa che sono in grado di portare. Quando sento che è così, la porto io anche per loro continuando a nutrirla anche quando sembra non avere appigli.

La rinascita non è mai il risultato di un solo elemento.
È un intreccio delicato di cura, tempo, condizioni interne, ambiente, incontri.
E anche una certa resistenza silenziosa della vita, che continua a cercare una via.
Il mio geranio non è “diventato bello” perché qualcosa di nuovo è stato aggiunto. Ha trovato le condizioni per mostrare ciò che, in qualche modo, era già. Profondamente.

Credo sia questo che, ogni volta, provo a fare nel mio lavoro di terapeuta: avere cura della possibilità che qualcosa possa tornare a fiorire.

Vi aspettiamo
17/09/2023

Vi aspettiamo

21/06/2023

Gli studi esistenti dicono che è preferibile farlo quando sono piccoli, e che ci sono modi e strumenti da preferire

29/05/2023

Il cibo può aspettare ma le tue emozioni non possono farlo, ecco perché dovrai imparare a guardarti dentro!
L’immagine è molto semplicistica ma rende l’idea: il cibo ci anestetizza e protegge da emozioni ingombranti che non sappiamo come gestire. Siamo così abituati a trascuraci che poniamo in secondo piano la sfera emotiva anestetizzandola con il piacere del palato...
Se ti senti solo, impara a prenderti cura di te e coccolarti.
Se sei ansioso, cerca di capire cosa causa la tua ansia e lavoraci su.
Se ti annoi, tieniti occupato con una delle tantissime attività esistenti, a volte basta davvero poco (come una passeggiata, per esempio!)

29/05/2023
29/05/2023

"Parole per curare, linguaggi per ricostruire".
Leggi l'articolo completo a cura della Dott.ssa Francesca Zaza sulla rivista Babele.
https://www.ortofonologia.it/babelenews/archivio/babele_vol_3_2022_84.pdf

[Alle azioni protettive da mettere in atto per prevenire i suicidi in carcere, io ne aggiungo una che non è scritta da n...
29/05/2023

[Alle azioni protettive da mettere in atto per prevenire i suicidi in carcere, io ne aggiungo una che non è scritta da nessuna parte: l'UMANITÀ che dovrebbe trapelare dagli occhi, dal volto, dalle parole di chiunque entri in contatto con un detenuto]

Giovanni Maria Pavarin, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Trieste

14/05/2023

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