Studio di Psicomotricità Donatella Caggiula

Studio di Psicomotricità Donatella Caggiula ..Facilitare la coordinazione dinamica generale, migliorare l'interiorizzazione spaziotemporale..

CON QUESTO BELLISSIMO PENSIERO, PENSANDO AD UN LUNGO PERCORSO SVOLTO INSIEME AI MIEI PREZIOSI PEZZI UNICIVI COMUNICO CHE...
13/08/2026

CON QUESTO BELLISSIMO PENSIERO, PENSANDO AD UN LUNGO PERCORSO SVOLTO INSIEME AI MIEI PREZIOSI PEZZI UNICI
VI COMUNICO CHE LO STUDIO RIMARRÀ CHIUSO DAL 14 AGOSTO RIPRENDERÀ CON TANTA CARICA IL 25 AGOSTO

23/07/2026

🔴"10 STRATEGIE PER..."
"5 ESERCIZI PER AIUTARE IL TUO BAMBINO A..."
"VUOI SAPERE QUALI ATTIVITÀ FARE PER SVILUPPARE IL LINGUAGGIO?"
"TRE GIOCHI PER MIGLIORARE L'ATTENZIONE."

È difficile aprire i social senza imbattersi in contenuti di questo tipo. Ogni giorno ci vengono proposte nuove tecniche, nuovi esercizi, nuove strategie che promettono di aiutare i bambini a sviluppare una competenza, correggere una difficoltà o raggiungere più rapidamente un determinato obiettivo.

Non metto in discussione il valore delle attività o del gioco. Sarebbe assurdo farlo. Il problema nasce quando il bambino finisce per essere guardato quasi esclusivamente attraverso ciò che sa fare, ciò che ancora non sa fare o ciò che dovrebbe imparare a fare il prima possibile.

È uno sguardo che, spesso senza rendercene conto, trasforma l'infanzia in un continuo percorso di potenziamento, come se ogni momento della quotidianità dovesse essere sfruttato per ottenere un risultato. Mangiare, giocare, fare una passeggiata, costruire una torre, disegnare o leggere una storia sembrano non poter più esistere semplicemente come esperienze di vita condivisa, ma diventano occasioni per allenare funzioni, sviluppare abilità e raggiungere traguardi.

In questa corsa al miglioramento continuo rischiamo però di perdere la domanda più importante: chi è questo bambino che ho davanti?

Perché un bambino non è un insieme di competenze da affinare. Non è la sua attenzione, il suo linguaggio, la sua motricità o la sua capacità di autoregolarsi. Tutte queste dimensioni sono certamente importanti, ma acquistano significato solo se inserite nella storia di quel bambino, nelle sue relazioni, nel suo temperamento, nelle esperienze che hanno plasmato il suo modo di stare al mondo.

Un esercizio, da solo, non costruisce sicurezza. Una tecnica, da sola, non crea fiducia. Un'attività ben progettata non può sostituire la qualità della relazione con l'adulto.

Ed è proprio questo che mi colpisce osservando molti contenuti diffusi sui social.

Sempre più spesso vediamo bambini continuamente sollecitati da adulti che pongono domande in sequenza, propongono prove, chiedono prestazioni, registrano ogni risposta e trasformano quell'interazione in un contenuto da condividere. L'impressione è che, talvolta, l'attenzione dell'adulto sia più orientata a dimostrare la propria competenza o a produrre un video efficace che a incontrare davvero il bambino che ha davanti.

Mi domando allora quanto spazio rimanga per il silenzio, per l'attesa, per quei tempi in cui il bambino può semplicemente esplorare senza essere guidato, osservato o continuamente stimolato.

Essere presenti non significa riempire ogni momento di proposte. Significa avere la sensibilità di riconoscere quando intervenire e quando, invece, fare un passo indietro. Significa accorgersi che, spesso, ciò di cui un bambino ha maggiormente bisogno non è un nuovo esercizio, ma un adulto capace di osservare senza fretta, di accogliere senza giudicare e di restare in relazione senza trasformare ogni esperienza in un'occasione di insegnamento.

Lo sviluppo non nasce dall'accumulo di strategie. Nasce dalla qualità delle esperienze vissute, dalla sicurezza che il bambino sperimenta nella relazione, dalla possibilità di sentirsi visto per ciò che è e non soltanto per ciò che riesce a fare.

Forse dovremmo iniziare a porci una domanda diversa. Invece di cercare continuamente quali esercizi proporre ai bambini, potremmo domandarci quale presenza stiamo offrendo loro, perché è nella qualità del nostro esserci che prendono forma la fiducia, la curiosità, il desiderio di esplorare e, di conseguenza, anche gli apprendimenti più profondi.

Un bambino non ha bisogno di essere costantemente potenziato. Ha bisogno, prima di tutto, di essere profondamente incontrato.

S.P

17/03/2026

💢NEL TEMPO DELLE DIAGNOSI, RIDIAMO VALORE ALL ’EDUCAZIONE E ALLA PREVENZIONE.

Viviamo in un’epoca in cui il bisogno di dare un nome alle difficoltà sembra spesso precedere il tempo necessario per comprenderle, ma ogni bambino è un processo, non un’etichetta. È una storia in divenire, fatta di tentativi, conquiste, regressioni e nuove aperture.

L’educazione, quando è autentica, è già protezione.
Protegge perché accoglie senza giudicare, perché osserva senza ridurre, perché sostiene senza forzare. È uno spazio in cui il bambino può esistere nella sua interezza, senza essere frammentato in competenze da misurare o comportamenti da correggere.

La prevenzione, allora, non è controllo anticipato né ricerca ossessiva di segnali di “devianza”, ma è presenza. È qualità dello sguardo. È capacità di stare accanto ai processi evolutivi con fiducia, offrendo contesti ricchi, relazioni sicure e tempi rispettati.

In questo senso, la psicomotricità relazionale si configura come uno spazio prezioso e necessario.
Uno spazio in cui il bambino viene visto nella sua globalità: corpo, emozioni, immaginazione e relazione si intrecciano in un’esperienza viva. Qui lo sguardo dell’adulto è focalizzato, attento, competente — ma mai ingabbiato. Non cerca di incasellare, ma di comprendere. Non anticipa, ma accompagna.

È uno sguardo evolutivo, che sa riconoscere le potenzialità dentro ogni manifestazione, anche quelle più complesse o disorganizzate. Perché dietro ogni comportamento c’è sempre un tentativo di adattamento, un bisogno che chiede di essere visto, una storia che merita ascolto.

Ai genitori e agli educatori spetta una responsabilità profonda e delicata: custodire la fiducia nello sviluppo.
Significa resistere alla tentazione di semplificare, di correre subito verso una definizione, e scegliere invece di abitare la complessità con pazienza e sensibilità.

Promuovere la cura educativa vuol dire costruire contesti in cui i bambini possano sentirsi sufficientemente sicuri da esplorare, abbastanza riconosciuti da esprimersi, e davvero visti per quello che sono — non per ciò che temiamo o ci aspettiamo diventino.

Perché educare è già prevenire.
E prevenire, quando è radicato nella relazione, è una delle forme più profonde di cura.

S.P

Si inizia!!!!!!!!!!!!!!!!!😍
25/06/2025

Si inizia!!!!!!!!!!!!!!!!!😍

Si ritorna a casa dopo un week intenso. Assenza nazionale Appi Associazione Professionale Psicomotricisti Italiani Ogni ...
09/02/2025

Si ritorna a casa dopo un week intenso.
Assenza nazionale Appi Associazione Professionale Psicomotricisti Italiani
Ogni volta si torna a casa con grandi obiettivi raggiunti per la nostra professione.
Contenta di aver trascorso queste ore di fondamentale condivisione e di crescita insieme a tutte/I voi.
Un immenso grazie al nostro Direttivo che con passione lavora con tantissimo impegno per raggiungere degli obiettivi sempre più importanti.

25/12/2024

Tanti auguri di Buon Natale e Buone Feste a tutti❤️

Oggi 8 ottobre si celebra la Giornata Internazionale della Dislessia, un giorno di riflessione per sensibilizzare e prom...
08/10/2024

Oggi 8 ottobre si celebra la Giornata Internazionale della Dislessia, un giorno di riflessione per sensibilizzare e promuovere la consapevolezza di questo disturbo affrontata da tanti bambini, ragazzi e adulti.
In questa giornata è importante anche ricordare l' importanza di un educazione inclusiva, di strumenti didattici adeguati e di un continuo sostegno per valorizzare le potenzialità di chi ogni giorno deve affrontare queste difficoltà

Sostenere i nostri bambini e ragazzi nel loro percorso di apprendimento e di crescita è molto importante. Un bambino che...
17/09/2024

Sostenere i nostri bambini e ragazzi nel loro percorso di apprendimento e di crescita è molto importante. Un bambino che durante la sua crescita nel percorso scolastico incontra delle difficoltà perde la fiducia in sé stesso manifestando spesso alterazioni dell' umore e del comportamento, chiudendosi anche in se stesso e manifestando difficoltà di relazione con i propri compagni o amici, insegnanti e familiari.
Sostenerli significa rafforzare la loro autostima, tirando fuori tutti i lori punti di forza. Attraverso strategie compensative ingegnose e tanto ascolto possiamo accompagnarli nella loro crescita e serenità in modo continuativo e professionale.

23/08/2024

" Siamo figli di un mondo distratto che ha dimenticato come far ridere i bambini..........".
Far ridere i nostri piccoli basta poco.....un nostro sorriso, una nostra carezza e tanta voglia di ritornare bambini e giocare insieme a loro.
Basta poco farli sorridere, sediamo a terra con loro inventiamo un gioco, facciamoci trascinare da un gioco inventato dalla loro fantasia, sporchiamoci, bagnamoci con loro, con colori, acqua... Improvvisamente non osserveremo solo un sorriso che brillerà nei loro occhi ma ascolteremo con le nostre orecchie un suono bellissimo che rimbomberà quella stanza dove stiamo trascorrendo dei minuti con loro. Quelle risate saranno delle dolci note che accompagnano una melodia scritta dai nostri bambini.......E poi prima di rimandare quei momenti in un altro giorno diamo ai nostri bambini un foglio bianco e dei colori, vedrete che per magia tutto ciò che hanno vissuto in quei momenti con noi si trasferiranno sul foglio che diventerà un dipinto di vere EMOZIONI

Indirizzo

Via Tito Schipa 1/G
Tuglie
73058

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