Area Shiatsu Torino

Area Shiatsu Torino Questa pagina propone trattamenti Shiatsu effettuati da professionisti FISIeO iscritti alla federazi

10/08/2026
08/08/2026
29/07/2026

La qualità non si improvvisa. Si costruisce, un gesto alla volta.

Dietro ogni trattamento c'è un percorso fatto di studio, pratica, confronto e aggiornamento continuo.

La qualità non è un punto di arrivo, ma un impegno quotidiano che si rinnova nella cura dei dettagli, nell'ascolto della persona e nella responsabilità con cui ogni professionista esercita la propria attività.

È questo il valore che FISieo promuove ogni giorno: una cultura dello Shiatsu fondata sulla competenza, sulla crescita continua e sul rispetto della persona.
Perché ogni gesto professionale racconta il percorso che lo ha reso possibile.

Pensieri FISieo

12/07/2026

Ci sono cambiamenti che non si misurano nell'immediato.

Nascono in uno spazio fatto di ascolto, presenza e relazione🤝.

Ogni trattamento rappresenta un'occasione per fermarsi, riconnettersi con sé stessi e ritrovare un dialogo più autentico con il proprio corpo.

Lo Shiatsu accompagna questo percorso attraverso il contatto, nel rispetto dei tempi e dell'unicità di ogni persona.

Perché ogni trasformazione segue il proprio ritmo, ma può iniziare da un semplice gesto di ascolto. 🌿

Pensiero difficile del giorno
25/03/2026

Pensiero difficile del giorno

Jacques Derrida (1930–2004), filosofo franco-algerino, tra i principali esponenti della decostruzione ha interrogato i concetti più solidi della tradizione occidentale, mostrando come siano attraversati da tensioni e contraddizioni interne. È esattamente ciò che accade con il perdono. C’è qualcosa di profondamente disturbante in questa frase: "Il perdono perdona solo l'imperdonabile". Perché, se siamo onesti, noi perdoniamo solo ciò che è già, in qualche modo, perdonabile. Perdoniamo quando l’altro si pente. Quando chiede scusa. Quando ripara. Quando capiamo.
Ma in tutti questi casi non stiamo davvero perdonando. Stiamo negoziando. Stiamo ristabilendo un equilibrio. Stiamo facendo rientrare il dolore dentro una logica.
Il vero perdono, invece, comincia dove tutto questo fallisce. Comincia quando non c’è giustificazione. Quando non c’è restituzione possibile. Quando il male resta. E allora la domanda si fa scomoda.
Siamo ancora capaci di un gesto che non sia calcolo?
Siamo ancora capaci di un atto che non chieda nulla in cambio?
Perché il perdono, se esiste, non è morale nel senso comune. Non è giuridico. Non è una forma di compensazione. È un atto che eccede la logica dello scambio. Un gesto che interrompe la catena della reazione, dove ogni colpa genera risposta, ogni ferita genera vendetta. Per questo Derrida lo chiama impossibile. E proprio per questo, necessario. Il perdono appartiene a ciò che Derrida chiama "l’incondizionato": una dimensione che non si lascia ridurre né al diritto né all’etica normativa, ma che continua a inquietarle. Non è qualcosa che possiamo possedere o applicare.
È una tensione che ci espone.
E forse è proprio questo il punto: l’etica non coincide con ciò che possiamo fare,
ma con ciò che, pur restando impossibile, continua a interpellarci.💫



04/09/2025

E perché no…?

Indirizzo

Via Santa Chiara, 23
Turin
10126

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