09/12/2021
Per quasi 20 anni, e tutt’ora più saltuariamente, ho lavorato come formatrice sui temi del comportamento e della comunicazione in ambito organizzativo, presso aziende di produzione e di servizi, ospedali, enti pubblici, scuole, università.
In quel contesto è arcinoto, perché molto efficace, un video in cui Julio Velasco, coach di pallavolo, enuncia la celebre frase: “Gli schiacciatori non parlano dell’alzata: la risolvono” (facilmente rintracciabile su YouTube)
Ultimamente, lavorando molto con coppie, mi sono trovata a ripensare a quel discorso di Velasco, perché uno dei cardini del lavoro con le persone che stanno vivendo situazioni di conflitto o di difficoltà nella relazione è quello di invitarle, ciascuna, a parlare di sé e non dell’altra persona.
Questo non significa che talvolta non sia l’altra ad avere torto (spesso è proprio vero che l’alzatore ha alzato male la palla): gestire i conflitti significa uscire dalla logica dei torti e delle ragioni per entrare in una logica di soluzione del problema.
“Questa non è una partita in cui io gioco contro di te. Siamo invece noi, insieme, a giocare questa partita, e l’avversario è il problema”. È verso il problema che è utile mettere della sana aggressività.
Tutto ciò è facile a dirsi, difficile a farsi. Ma accorgersi, almeno qualche volta, che si sta “parlando dell’alzata” è utile per ricordarsi di tornare a occuparsi di sé, di cosa è in nostro potere modificare senza aspettarci che la soluzione arrivi da fuori.
Così, nelle sessioni di coppia, talvolta faccio notare: “stai parlando da mezz’ora dell’altra persona. Sono tutte energie che vanno inutilmente disperse fuori di te”
Una domanda guida può essere: anche ammettendo che l’altro stia sbagliando, cosa posso fare io ora in questa situazione?
“Voglio schiacciatori che schiacciano bene p***e alzate male”