Francesco Cuniberti

Francesco Cuniberti Medico Psichiatra, specialista in disturbi dell'Umore, d'Ansia e di Panico. E' ora di liberarsi dall'ansia e dal panico. Ricevo a Milano e a Torino.

2 giugno – World Eating Disorders Action DayOggi è la Giornata Mondiale di sensibilizzazione sui Disturbi della Nutrizio...
02/06/2026

2 giugno – World Eating Disorders Action Day

Oggi è la Giornata Mondiale di sensibilizzazione sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione.

Parlarne è importante perché anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge-eating e gli altri disturbi dell’alimentazione non sono capricci, scelte o mancanza di volontà.

Sono condizioni cliniche complesse, che coinvolgono corpo, mente, emozioni, relazioni, immagine corporea e autostima.

E soprattutto: non si riconoscono sempre “dal peso”.
Non riguardano solo le donne.
Non colpiscono solo gli adolescenti.

Spesso vengono nascosti, minimizzati o accompagnati da vergogna, colpa e paura del giudizio. Per questo è fondamentale parlarne in modo corretto, riconoscere precocemente i segnali di sofferenza e favorire l’accesso a cure specialistiche.

Non basta dire “mangia di più” o “mangia di meno”.
Serve ascolto.
Serve competenza.
Serve una presa in carico medica, psicologica e nutrizionale.

Chi soffre non va giudicato.
Va visto, ascoltato e aiutato.

Chiedere aiuto non è debolezza.
È il primo passo verso la cura.

TSO ieri e oggi – Due generazioni di psichiatri a confrontoVenerdì 23 maggio, ho partecipato a un’intervista doppia con ...
24/05/2026

TSO ieri e oggi – Due generazioni di psichiatri a confronto

Venerdì 23 maggio, ho partecipato a un’intervista doppia con il dott. Carmine Munizza, psichiatra che ha attraversato una stagione fondamentale della psichiatria italiana e della battaglia per il superamento dei manicomi e per i diritti delle persone con sofferenza psichica.

L’incontro, promosso dalla sezione SIP Piemonte e Valle d’Aosta, è stato condotto da Federica Toppino dell’Università degli Studi di Torino.

Noi giovani psichiatri non abbiamo vissuto l’epoca dei manicomi. L’abbiamo studiata, ascoltata nei racconti dei colleghi più senior, incontrata nella memoria della nostra disciplina.

Ma forse proprio per questo rischiamo, a volte, di dare per scontate libertà e diritti che oggi ci sembrano ovvi.

Parlare di TSO significa anche ricordare da dove veniamo: da una psichiatria che ha dovuto liberarsi dalla logica dell’internamento e della custodia.

Il Trattamento Sanitario Obbligatorio non nasce per punire, controllare o “togliere di mezzo” qualcuno. È una misura sanitaria eccezionale, pensata per curare in una fase acuta, quando c’è bisogno urgente di cure e la persona non riesce in quel momento ad accettarle.

È un atto di cura, non di controllo sociale.

Anche le recenti pronunce della Corte costituzionale ci ricordano un punto centrale: durante un TSO, la persona non perde i propri diritti. Deve essere informata, ascoltata e tutelata.

Mettere i diritti dei pazienti al centro non è un dettaglio giuridico.
È il cuore della psichiatria democratica. Ecco perché vi spiego in questo carosello che cosa è

Non voglio essere ripetitivo, ma in questi giorni la salute mentale è al centro del dibattito nazionale. Proprio per que...
20/05/2026

Non voglio essere ripetitivo, ma in questi giorni la salute mentale è al centro del dibattito nazionale. Proprio per questo credo sia utile provare a fare buona divulgazione: per spiegare, contestualizzare e non prendere per vero tutto ciò che viene scritto.

I giornali parlano di psicosi.

“Era malato di psicosi, ma perché era libero?”
“Si poteva prevedere?”
“Si poteva evitare?”

Sono domande comprensibili, ma rischiano di diventare pericolose quando trasformano la sofferenza psichica in una categoria generica di paura.

Psicosi non significa violenza.

Un episodio di cronaca non basta per fare una diagnosi.
Non basta un evento per categorizzare tutte le persone con disturbi mentali come violente o pericolose.

Quando si parla di psicosi, deliri o allucinazioni, è importante usare parole precise.

Un quadro psicotico può, in alcune fasi acute, alterare profondamente il rapporto con la realtà. Una persona può sentirsi minacciata, perseguitata, in pericolo imminente. Può vivere deliri o sentire voci come esperienze reali, non come “immaginazione volontaria”.

Questo può aumentare confusione, paura e comportamenti disorganizzati. Ma, lo ripeto, non significa che psicosi sia sinonimo di violenza.

La maggior parte delle persone con psicosi non è violenta. È più spesso vulnerabile, sofferente e bisognosa di cure tempestive. E avere una psicosi non significa automaticamente dover essere rinchiusi o privati della propria libertà: nella maggior parte dei casi, con supporto adeguato, percorsi di cura e una rete presente, le persone possono vivere nel proprio contesto di vita e mantenere relazioni, lavoro e autonomia.

Capire non significa giustificare.
Ma usare parole precise sì.

Perché la sicurezza non si costruisce con stigma e semplificazioni.
Si costruisce con cura, prevenzione, servizi accessibili e responsabilità condivise.

“2 milioni di psicopatici in giro”.Mi tocca nuovamente scrivere di questo tema. E oggi sono davvero arrabbiato.Soprattut...
18/05/2026

“2 milioni di psicopatici in giro”.

Mi tocca nuovamente scrivere di questo tema. E oggi sono davvero arrabbiato.

Soprattutto perché da un giornale come Il Fatto Quotidiano, che spesso rivendica attenzione per le ingiustizie sociali, le fragilità e ciò che non funziona nelle istituzioni, un titolo così colpisce ancora di più.

Perché è un titolo che non spiega: stigmatizza.
Non aiuta a capire: spaventa.
Non apre una riflessione: crea un nemico.

“Psicopatico” non è una parola neutra. È un’etichetta pesante, imprecisa, usata per indicare qualcuno da temere, isolare, allontanare.

Ma le persone con disturbi psichiatrici non sono “psicopatici in giro”. Sono persone, pazienti, cittadini. Nella grande maggioranza dei casi non sono violente: sono vulnerabili, sofferenti, spesso già stigmatizzate e non sempre adeguatamente raggiunte dalle cure.

Il punto non è negare che alcune situazioni psichiatriche gravi possano associarsi a rischio. Il punto è parlarne seriamente.

Noi psichiatri siamo medici. Non siamo giudici, non siamo polizia, non siamo strumenti di custodia sociale. Il nostro compito è curare, valutare, intervenire nelle urgenze cliniche quando ci sono i presupposti sanitari.

Il TSO non è una misura di sicurezza preventiva. Non serve a “tenere dentro” chi fa paura. È un trattamento sanitario eccezionale, regolato dalla legge.

Troppo spesso, però, alla psichiatria viene chiesto di riempire tutti i vuoti: mancano comunità, percorsi territoriali, personale, risorse e risposte per i casi più complessi.

La domanda allora non dovrebbe essere: “quanti psicopatici sono in giro?”

Ma: quanti servizi sono sottofinanziati? Quanto sono fragili le cure territoriali? Quali percorsi servono per intervenire prima?

La sicurezza non si costruisce con titoli stigmatizzanti. Si costruisce con servizi di salute mentale forti, accessibili e integrati.

Le parole contano.
E quando si parla di salute mentale, possono curare oppure ferire.

Un mio pensiero sull’attendato di Modena ed una preghiera per tutte le vittime
16/05/2026

Un mio pensiero sull’attendato di Modena ed una preghiera per tutte le vittime

Oggi è la Giornata mondiale della salute mentale perinatale.Mi occupo spesso di donne in gravidanza o nel post-partum ch...
06/05/2026

Oggi è la Giornata mondiale della salute mentale perinatale.

Mi occupo spesso di donne in gravidanza o nel post-partum che arrivano in visita con una frase quasi sempre simile:

“Dovrei essere felice, e invece sto male.”

A volte c’è ansia.
A volte tristezza.
A volte insonnia, pensieri che spaventano, paura di non farcela, senso di colpa, irritabilità, attacchi di panico.
A volte c’è la sensazione di non riconoscersi più.

E una delle prime cose da dire è questa: non è colpa tua.

Stare male in gravidanza o dopo il parto non significa essere una madre “sbagliata”.
Non significa non amare il proprio bambino.
Non significa essere deboli.

Significa che anche in questa fase della vita, così intensa e delicata, la salute mentale può avere bisogno di attenzione, ascolto e cura.

I disturbi ansiosi, depressivi, ossessivi e del sonno nel periodo perinatale sono più frequenti di quanto si pensi. E soprattutto: possono essere trattati.

Con una valutazione adeguata, con un percorso psicoterapeutico, con il supporto della rete familiare e, quando serve, anche con terapie farmacologiche compatibili con gravidanza e allattamento.

Parlarne non deve fare vergogna.
Chiedere aiuto non rende meno madri.
Spesso è proprio il primo passo per tornare a sentirsi presenti, vive, capaci di respirare di nuovo.

La maternità non ha bisogno di donne perfette.
Ha bisogno di donne non lasciate sole.

È tutto questo vale anche per i padri.

Ho appena concluso la mia relazione al congresso dei Giovani Psichiatri Italiani, dal titolo: “I disturbi in epoca perin...
04/05/2026

Ho appena concluso la mia relazione al congresso dei Giovani Psichiatri Italiani, dal titolo: “I disturbi in epoca perinatale e l’intelligenza artificiale: quale futuro?”

Parlare di salute mentale in gravidanza e nel post-partum significa parlare di un momento della vita tanto delicato quanto spesso idealizzato.

Dietro l’immagine della “mamma felice” possono esserci ansia, pensieri intrusivi, paura, solitudine, senso di colpa, tristezza. E troppo spesso chi sta male fatica a chiedere aiuto, proprio perché sente di “non potersi permettere” di stare male.

In questo contesto, anche l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento utile: non per sostituire la relazione, l’ascolto o la cura, ma per aiutarci a riconoscere prima alcuni segnali di sofferenza e ad avvicinare le persone ai percorsi giusti.

La tecnologia può essere preziosa solo se resta al servizio dell’umano.

E forse il futuro della salute mentale perinatale sarà proprio questo: usare strumenti nuovi, senza perdere la capacità di guardare, ascoltare e accogliere chi abbiamo davanti.

Presentare ieri sera Aperitivo con l’ansia al Circolo dei Lettori è stato, per me, davvero emozionante.Portare questo li...
16/04/2026

Presentare ieri sera Aperitivo con l’ansia al Circolo dei Lettori è stato, per me, davvero emozionante.

Portare questo libro in un luogo così speciale, così profondamente legato alla cultura, al pensiero e al confronto, ha avuto un significato che porterò con me.

È stata una serata intensa, piena di ascolto, di attenzione autentica e di scambi veri. E ogni volta che succede, mi colpisce quanto ci sia bisogno di spazi in cui la salute mentale possa essere raccontata con serietà, umanità e senza semplificazioni.

Grazie a Biancamaria Cavallini per il dialogo, al Circolo dei Lettori per l’accoglienza, a Mondadori Bookstore Torino Castello per l’organizzazione e a Red! per aver creduto in questo progetto.

E grazie a tutte le persone che erano presenti ieri sera, compresa mia moglie e Lorenzo che è stato bravissimo e ha pianto un pochino solo (giustamente) alla fine!

Sono quelle serate che ricordano, con forza, perché vale la pena continuare a fare lo psichiatra e impegnarsi della divulgazione.

Psicoeducazione DivulgazioneScientifica

Buona Pasqua. 🌿In giorni come questi si parla spesso di serenità, famiglia, leggerezza.Eppure non per tutti è così.Per q...
05/04/2026

Buona Pasqua. 🌿

In giorni come questi si parla spesso di serenità, famiglia, leggerezza.
Eppure non per tutti è così.

Per qualcuno le feste possono essere anche stanchezza, nostalgia, vuoto, tensione, pensieri che corrono, emozioni difficili da spiegare. Ansia e tristezza.

Per questo oggi non voglio augurarVi una felicità perfetta.
Vi auguro qualcosa di più vero:

un po’ di tregua,
un po’ di gentilezza verso voi stessi,
un po’ di respiro in più.

E, se ne avete bisogno, il coraggio di lasciarvi accogliere.
Perché a volte, davvero, tutti ci meritiamo un abbraccio.

Buona Pasqua. 🤍

Ci sono presentazioni che hanno un sapore diverso.E questa, per me, è una di quelle.Mercoledì 15 aprile alle 21.00 prese...
03/04/2026

Ci sono presentazioni che hanno un sapore diverso.
E questa, per me, è una di quelle.

Mercoledì 15 aprile alle 21.00 presenterò “Aperitivo con l’ansia” (Red! Edizioni) al Circolo dei Lettori di Torino.

Un luogo speciale, per una serata a cui tengo davvero molto.

Parleremo di ansia nel modo che sento più mio:
con serietà, umanità e un linguaggio chiaro e comprensibile.

A dialogare con me ci sarà la dott.ssa Biancamaria Cavallini.

Vi aspetto.

▶ Ingresso libero
📍Circolo dei Lettori – Via Gianbattista Bogino 9, Torino
📆 Mercoledì 15 aprile | ore 21.00

Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele II N. 94
Turin

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Francesco Cuniberti pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi