15/08/2026
A proposito di libri a tema psi di cui spesso parliamo nei dm, questo saggio non è soltanto un’analisi psicologica, ma anche sociale e culturale di cosa significa avere unə figliə in questo periodo storico.
La società individualistica in cui siamo immersə non considera che il caregiver principale - spesso la madre ma non sempre - è tenuta a svolgere un compito totalizzante. Non a caso fino a qualche decennio fa il ruolo di cura non è mai stato affidato a una persona soltanto, ma al gruppo piccolo o grande che sia.
La madre - oppure il caregiver principale - è tenuta ad accogliere su di sé tutte le proiezioni grezze del neonato, digerirle per poi rassicurare e rimandare quella specifica emozione al figliə. Inevitabilmente questo porta a dover mettere da parte i propri vissuti, rischiando di perdere pezzi di sé.
Il dialogo che andrebbe aperto riguarda, senza dubbio, le risorse e i supporti che devono arrivare dall’ambiente e per i quali il nostro paese è terribilmente indietro.
Allo stesso tempo, quello che possiamo domandarci è quanto è diventato difficile chiedere e accettare aiuto? Quanto è diventato difficile offrirlo temendo di invadere?
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