Rossana Centis Psicoterapeuta

Rossana Centis Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Rossana Centis Psicoterapeuta, Medico, Turin.

Sono un medico che ha lavorato per molti anni nel servizio pubblico sul territorio come cardiologo e tuttora in libera professione come cardiologo, geriatra e psicoterapeuta.

CASAdi Starseed Gioy - Non si può vivere senza prendere e non si può vivere senza dare. Quando ero un neonato prendevo, ...
01/05/2026

CASA
di Starseed Gioy -
Non si può vivere senza prendere e non si può vivere senza dare.
Quando ero un neonato prendevo, prendevo, prendevo. Altro non potevo fare. Mamma mi dava tutto quello che era in suo potere di darmi.
Poi la realtà si è imposta, piano piano, lentamente, progressivamente, inesorabilmente. Mi ha insegnato a cedere quello che credevo mio …
Mi piaceva tanto la scuola, incontrare i compagni, condividere i giochi, imparare le cose nuove, le cose difficili, come le regole da seguire … ma lo facevamo insieme.
Poi gli strappi, gli spostamenti di ambiente, la perdita degli amici, dover costruire nuovi punti di riferimento … scoprire che donando qualcosa di sé si costruiscono i mattoni, e con i mattoni si fanno i muri, quelli che servono a edificare le case, e le case sono dimore: c’è “house” e c’è “home”. Nelle case ci stanno i corpi, nelle dimore ci stanno le anime.
Nella mia anima ci stanno anche i posti per ospitare altre anime …
Anni, sono passati anni di fatiche, incontri, lutti, ricostruzioni, cose p***e e cose donate.
Quando ti incontro e mi parli so che mi doni qualcosa di te, un punto prezioso di luce nel grande Universo. E ti ringrazio che esisti.
========
NB: Se vuoi di più visita ed iscriviti al sito (come saprai, in Internet solo chi ha tante iscrizioni e “mi piace” riesce a sopravvivere, quindi se sei interessato, aiutaci a crescere!)
Iscriviti!
LINK A SITO PER PROFESSIONISTI DELLA SALUTE: http://www.morehippocratico.it/
LINK A SITO DI APPROFONDIMENTI CUTURALI: https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2026/05/01/casa/
LINK A SITO CREATIVO: https://rossanacentis.wordpress.com/2026/05/01/casa/

QUI E ORA  di Starseed Joy WOW, con questi muscoli  qualcuna la carico.  Basta che sia bella, simpatica, socievole. Ridi...
24/04/2026

QUI E ORA di Starseed Joy
WOW, con questi muscoli qualcuna la carico. Basta che sia bella, simpatica, socievole. Ridiamo insieme, beviamo qualcosa insieme … e poi: ZAC!
Magari è meglio se mi metto quella camicia un po’ strana, fa trend … alle donne di solito piace.
Ahhh …
Però è strano.
Ci salutiamo: ci rivediamo, è stato bello.
Ma resta una strana nostalgia, manca qualcosa.
C’è l’anima che scalpita.
L’anima come un vaso con un foro alla base. Lo riempi d’acqua ma un rivolo sottile si porta via il contenuto… e il vaso resta vuoto.
L’anima continua ad aver sete … Troverò mai un incontro che sazi veramente? C’è sempre una sottile insoddisfazione, una attesa del futuro, un qualcosa al di là dell’attimo presente.
Nel “qui” c’è un fremito, un tremore baluginante che non capisco cosa sia.
Sembra così facile prendere le cose, usarle, magari goderne, magari arrabbiarsi, magari condividerle. Ma poi non basta.
Finirà questa ricerca incessante? Dove trovo la compostezza della quiete? Qual è il vaso capace di contenere acqua per la vita?
=====
NB: Se vuoi di più visita ed iscriviti al sito (come saprai, in Internet solo chi ha tante iscrizioni e “mi piace” riesce a sopravvivere, quindi se sei interessato, aiutaci a crescere!)
Iscriviti!
LINK A SITO PER PROFESSIONISTI DELLA SALUTE: https://www.morehippocratico.it/storie-e-metafore
LINK A SITO DI APPROFONDIMENTI CULTURALI: https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2026/04/24/qui-ed-ora/
LINK A SITO CREATIVO: https://rossanacentis.wordpress.com/2026/04/24/qui-ed-ora/
Pagina FB: More Hippocratico
WA: More Hippocratico

Segnalo l'interessante incontro su PIER GIORGIO FRASSATI, che  ha lasciato un profondo segno nella cultura piemontese ri...
20/04/2026

Segnalo l'interessante incontro su PIER GIORGIO FRASSATI, che ha lasciato un profondo segno nella cultura piemontese rivelandosi testimone a livello mondiale di fede incarnata nella vita e di cui è stata riconosciuta al santità

'HO'OPONOPONO Di Starseed Gioy - Oggi una cosa bellissima e difficilissima.  Si chiama Ho’oponopono. L’ IA  ( Intelligen...
17/04/2026

'HO'OPONOPONO
Di Starseed Gioy -
Oggi una cosa bellissima e difficilissima. Si chiama Ho’oponopono.
L’ IA ( Intelligenza Artificiale) spiega: l'Ho'oponopono è un'antica pratica hawaiana di riconciliazione e perdono, focalizzata sulla risoluzione dei conflitti interiori ed esteriori attraverso la ripetizione di un mantra: "Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo". Questa tecnica mira a ripulire la mente da memorie negative e a prendersi la piena responsabilità della propria realtà, promuovendo pace interiore, benessere emotivo e guarigione.
È il modo di salvare la vita, realizzare il perdono e quindi amare. Vuol dire penetrare in profondità dentro il reale malato, dentro le situazioni marce. Vuol dire assumersi la piena responsabilità di tutti gli aspetti malati delle situazioni in cui siamo coinvolti, anche quegli aspetti non creati da noi ma da qualcun altro, che ci coinvolgono.
Se un’opera d’arte, alla cui realizzazione collaboro con altri, ha degli aspetti disarmonici, questo coinvolge anche me e conviene correggere l’ opera perché arrivi la bellezza a chi osserva indipendentemente da chi ha realizzato gli errori e le disarmonie.
Se uno strumento suona male, rovina tutta l’esecuzione dell’orchestra, e conviene correggere le stonature per rispettare l’armonia che vogliamo raggiunga chi ascolta.
Non pensiamo che a deturpare l’equilibrio siano sempre gli altri. I problemi che ci rincorrono nella vita affondano le loro radici anche nelle memorie che si ripetono incessantemente dentro di noi. 'Ho'oponopono comincia da noi stessi, si prende prima di tutto cura del problema che è dentro di noi.
In sintesi, i quattro passi di 'Ho'oponopono sono: GRAZIE (per ciò che sono); TI AMO (nella realtà attuale, come sei); MI DISPIACE (per il problema che si è creato); PERDONAMI (per la mia parte di responsabilità).
Questo percorso permette una trasmutazione delle situazioni ristabilendole alle condizioni originarie.
Quando ho conosciuto 'Ho'oponopono sono rimasta folgorata dalla grande profondità di coscienza e di consapevolezza richieste, e qualcosa dentro di me ha vibrato, entrato in risonanza, ho sentito di aver trovato una cosa giusta che mi avrebbe aiutato a crescere. E ogni volta che mi trovo in qualche situazione sgradevole, anche se non creata da me e mi ricordo di 'Ho'oponopono e attualizzato il percorso, mi trovo spiazzata, proiettata in un modo diverso di vedere la vita e ciò che accade e con l’esperienza di aver trovato il modo buono di stare dentro le cose.
E per questo grata. Aperta da cogliere la realtà come si presenta. Addolorata per la nostra incapacità di vivere con semplicità gli avvenimenti. Desiderosa di creare dentro di me le condizioni che superano gli ostacoli che io stessa pongo ad una nuova realtà.
=====
NB: Se vuoi di più visita ed iscriviti al sito (come saprai, in Internet solo chi ha tante iscrizioni e “mi piace” riesce a sopravvivere, quindi se sei interessato, aiutaci a crescere!)
Iscriviti!

LINK A SITO PER PROFESSIONISTI DELLA SALUTE: https://www.morehippocratico.it/storie-e-metafore
LINK A SITO DI APPROFONDIMENTI CULTURALI: https://rossanacentis.wordpress.com/2026/04/16/ho-oponopono/
LINK A SITO CREATIVO: https://rossanacentis.wordpress.com/2026/04/16/ho-oponopono/
Pagina FB: More Hippocratico
WA: More Hippocratico

PASQUADi Starseed GioyTu.Cristo: mi incontri nel punto esatto in cui l’anima  si incrocia con la terra  e si veste di co...
02/04/2026

PASQUA
Di Starseed Gioy
Tu.
Cristo: mi incontri nel punto esatto in cui l’anima si incrocia con la terra e si veste di corpo.
E con me ne porti il peso, la gravità, la densità.
E mi doni la leggerezza del divino.
E ne nasce la vita.
Ai crocevia dei sentieri che si snodano nel tempo il cuore sa di Te, Compagno Infinito.
La “confort zone” mia sei Tu , che mi insegni ad essere, ad esistere e a camminare tra le pietre.
=====
NB: Se vuoi di più visita ed iscriviti al sito (come saprai, in Internet solo chi ha tante iscrizioni e “mi piace” riesce a sopravvivere, quindi se sei interessato, aiutaci a crescere!)
Iscriviti!
LINK A SITO PER PROFESSIONISTI DELLA SALUTE: https://sites.google.com/view/more-hippocratico/contributi
LINK A SITO DI APPROFONDIMENTI CULTURALI: https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2026/04/01/pasqua/
LINK A SITO CREATIVO: https://rossanacentis.wordpress.com/2026/04/01/pasqua/
Pagina FB: More Hippocratico
Immagine: Cristo Pantocratore _ duomo di Monreale

RI - DIMENSIONAMENTO DELL’ANIMA di Starseed GioyRi - dimensionare l’anima:  ritrovare la dimensione  giusta per l’ anima...
27/03/2026

RI - DIMENSIONAMENTO DELL’ANIMA
di Starseed Gioy
Ri - dimensionare l’anima: ritrovare la dimensione giusta per l’ anima, dandole il posto e lo spazio che le spetta.
Di solito lo spazio che riserviamo all’anima è ristretto, esiguo, scarno.
C’è anche la tendenza opposta: lasciate tanto spazio alla parte di noi che non è visibile, dimenticandoci che apparteniamo alla terra e alla sua corporeità. Siamo fatti anche di ciò che terra è.
L’anima c’è, lo sappiamo, ma spesso la confondiamo con la psicologia, che è altrettanto invisibile, ma appartiene al corpo, è la parte non fisica del corpo.
Ma l’anima è altrove. Dentro l’anima c’è il nostro cuore. E’ lo sguardo che abbiamo guardandoci attorno, è il tocco con cui interagiamo con le cose, è l’apertura che lascia penetrare i significati, è il silenzio che ci dona una espansione infinita.
Viviamo un equilibrio delicato e instabile, mobile: l’anima è la “base sicura”, ma si mostra attraverso le “cose”, ha bisogno della spazio e del tempo per farsi vedere. La sfida, l’arte, è trovare il modo di creare pezzi di vita che manifestino l’anima.
=========
NB: Se vuoi di più visita ed iscriviti al sito (come saprai, in Internet solo chi ha tante iscrizioni e “mi piace” riesce a sopravvivere, quindi se sei interessato, aiutaci a crescere!)
Iscriviti!
LINK A SITO PER PROFESSIONISTI DELLA SALUTE: http://www.morehippocratico.it/
LINK A SITO DI APPROFONDIMENTI CULTURALI: https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2026/03/27/ri-dimensionamento-dellanima/
LINK A SITO CREATIVO: https://rossanacentis.wordpress.com/2026/03/27/ri-dimensionamento-dellanima/
Pagina FB: More Hippocratico
Foto: la Sacra di San Michele – Avigliana (TO)

QUALIA di Starseed Gioy I qualia…  Il pensiero dei  qualia continua a rotearmi nel cervello. Definizione di IA: I qualia...
20/03/2026

QUALIA
di Starseed Gioy
I qualia…
Il pensiero dei qualia continua a rotearmi nel cervello.
Definizione di IA: I qualia (plurale del latino quale) sono gli aspetti soggettivi, qualitativi e fenomenici delle esperienze coscienti: il "come ci si sente" a percepire qualcosa. Esempi includono la "rossezza" del rosso, il dolore di un mal di testa, o il gusto del cioccolato. Sono esperienze private, non descrivibili fisicamente e costituiscono il "problema difficile" della coscienza.
I qualia ce li ripropone Federico Faggin. Persona insospettabile, persona di successo. Fisico, conosce la realtà, conosce la scienza. Non è un filosofo, non è uno spiritualista, non è un religioso. Abituato a maneggiare fatti e pezzi di mondo. Viveva in Silicon Valley, ha inventato il microprocessore ed è “padre” dei PC che usiamo ogni giorno, ha creato industrie tuttora fiorenti (fu capo progetto e progettista del microprocessore Intel 4004 e responsabile dello sviluppo dei microprocessori Intel 8008, Intel 4040 e Intel 8080 e z80 e delle relative architetture. Fu anche lo sviluppatore della tecnologia MOS con gate di silicio (MOS silicon gate technology, che permise la fabbricazione dei primi microprocessori e delle memorie EPROM e RAM dinamiche e sensori CCD, gli elementi essenziali per la digitalizzazione dell'informazione.).
Italiano (ma guarda un po’!). Un italiano che non dà nulla per scontato nella sua vita.
Se ho ben capito i qualia sono alla base del funzionamento dell’universo, ma non appartengono alla visione meccanicistica della vita, bensì a quella spirituale, cioè non fisica, non misurabile con i numeri. Incredibile.
Faggin ci racconta della sua esperienza diretta, della fonte delle sue intuizioni. Voleva sapere se IA (Intelligenza Artificiale) potesse diventare come noi, provare emozioni e sentimenti. Ha lavorato per anni convinto di riuscire nell’impresa, se sentimenti ed emozioni fossero frutto di algoritmi o processi riproducibili. Ma la risposta è: no, perché noi siamo il frutto di energia spirituale, composta dalla danza di mattoncini frequenziali di Amore (si, un fisico che parla di amore come fondante dell’ Universo!), ed il PC lavora su bit, combinazioni di 0/1, simboli inventati da noi.
Mi sento sul ciglio di un abisso: non abbiamo capito niente della realtà. La realtà è fatta di frequenze e di vuoto. E le frequenze sono qualia.
Buona riflessione, gente! Vi auguro veramente di trovarli i qualia, nei frammenti della vostra carne! Io li sto cercando!
Grazie, Federico!
======

NB: Se vuoi di più visita ed iscriviti al sito (come saprai, in Internet solo chi ha tante iscrizioni e “mi piace” riesce a sopravvivere, quindi se sei interessato, aiutaci a crescere!)
Iscriviti!
LINK A SITO PER PROFESSIONISTI DELLA SALUTE: http://www.morehippocratico.it/
LINK A SITO DI APPROFONDIMENTI CULTURALI: https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2026/03/20/qualia/
LINK A SITO CREATIVO: https://rossanacentis.wordpress.com/2026/03/20/qualia/
Pagina FB: More Hippocratico

In vetta. In compagnia. Luca, Triuggio. Lettera a Tracce – Litterae communionis  settembre 200027 luglio 1984. Sono al b...
16/03/2026

In vetta. In compagnia.
Luca, Triuggio. Lettera a Tracce – Litterae communionis settembre 2000

27 luglio 1984. Sono al bivacco della Fourche, davanti a me la Brenva, una parete alta un chilometro e mezzo e larga due, la mia intenzione è salirla in solitaria fino in vetta al Monte Bianco.
Il tempo è bello, sono allenato, è da molto tempo che attendo questo momento, ma adesso che sono così vicino a questo gigante, mi assale una velata paura. Sono le 17.00 e accanto a me altri alpinisti si stanno preparando per la salita dell'indomani. Tra loro ci sono due fratelli di Legnano con cui faccio amicizia. Mi corico presto senza addormentarmi.
Ore 3.00: ultimo controllo ai cinturini dei ramponi, alzo la testa, il cielo è stellato senza luna, il cono di luce della pila frontale si perde nel buio del pendio che mi appresto a salire; iniziano le difficoltà, sono cauto, non devo assolutamente sbagliare via. Salgo veloce e guadagno rapidamente quota, ma improvvisamente si spegne la pila frontale lasciandomi al buio, i ramponi grattano sul granito alla ricerca affannosa di un piano dove appoggiare.
Impegnato come sono, non mi accorgo del crescere del vento che va via via aumentando, guardo istintivamente a destra da dove proviene, bloccandomi incredulo nel vedere il fronte di una tempesta che copre rapidamente il cielo raggiungendomi con violenza inaudita senza darmi il tempo di rendermene conto. Pianto i ramponi e le piccozze con forza nel ghiaccio per non farmi strappare via dalla parete; sono da solo nel mezzo di una tormenta nel cuore del Monte Bianco e mi assale la paura: cosa faccio? Non posso tornare, cadrei. L'unica soluzione è salire approfittando degli intervalli che la furia del vento concede. Cresce l'ansia di ve**re fuori, ma la neve soffice non sostiene il mio peso aumentando il rischio di precipitare.
La visibilità è zero e sono buttato a terra dal vento non so quante volte, poi non mi rialzo più, sono senza forze e mi sono perso, non capisco più qual è la direzione giusta.
Sono le 14.00: sono undici ore che lotto e la fatica ha mutato la paura in velata tristezza. L'idea di rialzarmi e camminare senza meta è insopportabile; penso ai miei cari ignari della situazione in cui mi trovo e per la prima volta penso che potrebbe essere la fine.
A un tratto tutto si ferma, il vento, il rumore, vedo per un raggio di 70 metri e scorgo tre sagome umane a poca distanza da me.
Salto su da terra e mi dirigo urlando verso di loro; grazie Gesù, mi hanno visto! La tempesta ha ripreso più violenta di prima, ma ora sono in compagnia, sono francesi e leggo nei loro volti la mia stessa stanchezza, ma dopo qualche minuto uno dei tre riprende a fatica la marcia in una direzione; gli altri lo seguono e anche io muovo qualche passo dietro a loro, poi mi domando: «Ma come fa a sapere che è la via giusta? E se la vetta fosse dall'altra parte?».
Ma l'incontro appena avvenuto, così imprevisto e insperato fino a pochi minuti prima, ha ridato scopo e vigore alla mia azione; legare il mio destino a quei tre è il gesto più ragionevole che possa fare, non è un ragionamento: è un'evidenza. Ora
siamo in quattro a salire sul pendio flagellato dalla tormenta, ma sono più lento dei francesi che mi staccano di 7- 8 metri; mi accovaccio sfinito con la testa bassa per evitare i pezzetti di ghiaccio scagliati dal vento. Rialzo lo sguardo un attimo e vedo che i tre francesi stanno per sparire in quell'inferno bianco. Poi, però, si fermano; il primo ha il capo voltato verso di me e con la mano mi invita a salire, non se ne va, rimane lì ad aspettarmi. Dopo diversi minuti, raccogliendo le mie ultime energie mi rialzo e li raggiungo; il primo mi afferra per le spalle scuotendomi, urla qualche cosa che non capisco, ma che suona come un incitamento, mi fa bere e poi riprendiamo a salire. Un passo dietro l'altro per un tempo interminabile, finché sento gridare lì davanti: «Vingt metres, vingt metres!» (venti metri).
Ho capito bene? Esito a credere. All'improvviso la superficie sotto i ramponi si fa piana: è la vetta del Monte Bianco e la fine delle nostre fatiche, il primo dei francesi mi accenna un sorriso e io piango. Un'ora più tardi siamo definitivamente in salvo al bivacco Vallot, posto sul versante francese della montagna.
28 luglio: è una mattina splendida e silenziosa, irreale pensando a ieri. Mi sento pieno di gratitudine per i tre amici che lì accanto si stanno preparando per la lunga discesa verso Chamonix e grato a Dio per avermi ridato la vita quando ormai sembrava persa.
Giunto a Courmayeur apprendo che lassù, sul Bianco, in quelle ore drammatiche tirava un vento a 130 km/h e che ben quattro alpinisti hanno perso la vita.
Sono trascorsi sedici anni da quel fatto, ogni tanto mi torna alla mente, talvolta mi capita di raccontarlo a qualche amico, ma quello che mi è rimasto veramente dentro è come ciò che è vero per la mia vita, «il seguire un altro come rischio al Destino», incomprensibile allo sforzo di un ragionamento o di un calcolo, diventa evidente e semplice nell'esperienza quando sono sinceramente aperto al reale con la domanda che il bene per la mia vita si compia.

==================

NB: Se vuoi di più visita ed iscriviti al sito (come saprai, in Internet solo chi ha tante iscrizioni e “mi piace” riesce a sopravvivere, quindi se sei interessato, aiutaci a crescere!)
Iscriviti!
LINK A SITO PER PROFESSIONISTI DELLA SALUTE: http://www.morehippocratico.it/
LINK A SITO DI APPROFONDIMENTI CULTURALI:
https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2026/03/13/in-vetta-in-compagnia/
LINK A SITO CREATIVO: https://rossanacentis.wordpress.com/2026/03/13/in-vetta-in-compagnia/

Immagini: bivacco della Fourche e Sperone della Brenva

IN PALESTRAdi Starseed Gioy   Sul tapis roulant vicino al mio sale un amico.-ciao- ciao, come va?- Bene, bene, abbastanz...
06/03/2026

IN PALESTRA
di Starseed Gioy
Sul tapis roulant vicino al mio sale un amico.
-ciao
- ciao, come va?
- Bene, bene, abbastanza bene…
- e a casa?
- beh, sai, c’è la mamma che ha qualche problema … con l’ecografia le hanno trovato dei nodi sul fegato … adesso bisogna fare degli accertamenti ulteriori!
- ( Mi si gela il sangue. Metastasi?) beh, sì, bisogna approfondire e vedere bene quale è il problema …
(povero amico mio, che br**ta cosa che vi si disegna davanti! Davanti ai miei occhi si dipana il quadro nella sua prospettiva: i sospetti, le conferme, l’incredulità, la speranza che ci sia una via d’uscita, le comunicazioni definitive, la ricerca di possibili trattamenti, il pellegrinaggio da uno specialista all’altro senza tener conto della spesa, il non arrendersi e poi l’arrendersi all’evoluzione del male. La sensazione di impotenza, la ricerca di un senso …)
Certo che è un brutto periodo che vi si prospetta. Come vive mamma tutto questo? Sappi che qualsiasi cosa succeda, io ci sono. Ci sarò per aiutarvi ad affrontare quello che sarà da affrontare. Speriamo che la situazione non sia così pesante come temete …
Un po’ di tempo dopo. Il quadro si è chiarito. Purtroppo i dati confermano ciò che era apparso subito come probabile. Accolgo in silenzio la narrazione delle tappe progressive del disvelamento. Accolgo la comunicazione dello smarrimento, l’anticipazione del dolore del distacco che ora si sa sarà inevitabile, accolgo la paura della sofferenza. Accolgo la rabbia per i purtroppo inevitabili disguidi del percorso diagnostico – terapeutico.
Accompagno l’amico attraverso le tappe dolorose, senza evitare di dare il loro nome alle cose che accadono. Finché si parla della morte. Questo evento non è un fantasma, non è qualcosa di innominabile; si può guardare in faccia la realtà, se ne può parlare, si può dare un nome ai sentimenti, lasciare che le lacrime scorrano, e il grido di protesta si elevi. Sono qui ad ascoltarti e ad affiancarti, ad accompagnare te che accompagni tua madre nell’avvicendarsi delle generazioni. Ora tocca a te essere forte, ma ad essere forti bisogna imparare, quando la tempesta infuria. Bisogna imparare ad essere insieme forti e dolci, sostenenti e teneri, passo dopo passo finché avrai passi da poter fare. E poi bisognerà imparare a lasciar andare: mamma, vai su, su, verso l’alto cielo, non fermarti quaggiù, non rimanere ancorata ad una inutile speranza di terra! Il tuo posto è lassù nell’alto del cielo, dove brilla la luce e risplende l’amore infinito.
Anche io vivrò questo passaggio, toccherà anche a me. E’ un dono sapere di questo passaggio, non seppellirlo nella tomba dell’evitamento, perché mi insegna quale è il peso delle cose, il valore di ciò che vale di ciò che è utile ma transitorio, e di ciò che è solo carta straccia.

NB: Se vuoi di più visita ed iscriviti al sito (come saprai, in Internet solo chi ha tante iscrizioni e “mi piace” riesce a sopravvivere, quindi se sei interessato, aiutaci a crescere!)
Iscriviti!
LINK A SITO PER PROFESSIONISTI DELLA SALUTE: http://www.morehippocratico.it/
LINK A SITO DI APPROFONDIMENTI CULTURALI: https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2026/03/06/in-palestra/
LINK A SITO CREATIVO: https://rossanacentis.wordpress.com/2026/03/06/in-palestra/

Immagine: Morte e vita di Gustav Klimt (1910-1915)

OBLIO di Starseed Gioy   Ora mi sparo la dose quotidiana di droga elettronica. Che bello non pensare, non entrare a cont...
28/02/2026

OBLIO
di Starseed Gioy
Ora mi sparo la dose quotidiana di droga elettronica.
Che bello non pensare, non entrare a contatto con il mio cuore e con il dolore che ci sta dentro … essere trattenuto nella superficie per fare surf tra i flutti. È impegnativo e distraente. E’ il mio Lete, il mio fiume dell’oblio e ogni volta che lo attraverso dimentico chi sono.
Andare a fondo, lasciarmi scivolare sul fondo del mare è pericoloso, perché mi mette a contatto col dolore, con la domanda di senso, con la percezione che la realtà è una illusione, come insegna la fisica quantistica.
Nel fondo del mare c’è silenzio. Nel silenzio, si scoprono tante cose: io non sono quello che credo di essere. Non sono quello che ho, che possiedo. Di solito penso di essere una persona che ha un’anima. Ma nel silenzio scopro che sono un’anima immortale che momentaneamente ha un corpo.
Non possiamo avere ciò che siamo, e non possiamo essere ciò che abbiamo.
Nel silenzio sento il dolore, sento ciò che fa male, ciò che mi separa da me stesso, e il dolore è sacro. Il dolore ci fa contattare ciò che appartiene a Dio.
Il medicamento è l’amore: l’amore è l’unica cosa reale in un mondo di illusione, è la manifestazione del nostro essere divino, è condivisione dell’essere, è il modo per restituire noi a noi stessi. E’ un viaggio infinito che comincia …
Ma che fatica! Ma chi me lo fa fare?
Afferro il mio smartfon e comincio a scorrere la serie infinita dei post. Chissà che non ci sia qualcosa di interessante che soverchi quella sottile nostalgia di non so cosa (che fa capolino se solo trova un pertugio da dove si vede il cielo)!
==========
NB: Se vuoi di più visita ed iscriviti al sito (come saprai, in Internet solo chi ha tante iscrizioni e “mi piace” riesce a sopravvivere, quindi se sei interessato, aiutaci a crescere!)
Iscriviti!
LINK A SITI CORRELATI:
SITO PER PROFESSIONISTI DELLA SALUTE: http://www.morehippocratico.it/
SITO DI APPROFONDIMENTI CULTURALI: https://rossanacentispsicoterapeuta.wordpress.com/2026/02/27/oblio/
SITO CREATIVO: https://rossanacentis.wordpress.com/2026/02/27/oblio/
Pagina FB: More Hippocratico

Indirizzo

Turin
10155

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Rossana Centis Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Rossana Centis Psicoterapeuta:

Scelte rapide

Condividi

Digitare