29/04/2026
A partire dalla fine del 1911, durante la guerra che si concluse con l’occupazione italiana della Libia, a Favignana cominciarono a essere deportati centinaia di prigionieri libici.
A causa delle terribili condizioni di detenzione, moltissimi di loro morirono sull’isola. Gli atti di morte custoditi presso l’Archivio di stato di Trapani custodiscono la memoria della loro sorte.
Tra i deportati, vi era anche il poeta Fadil Hasin ash-Shalmani di Misurata, che scrisse una piccola poesia a testimonianza della sua carcerazione:
"Siamo in piccole celle, pressati,
senza luce del sole
chiuse le porte di ferro serrate.
E ovunque io guardi, non vedo che italiani."
Beginning in late 1911, during the war that ended with the Italian occupation of Libya, hundreds of Libyan prisoners began to be deported to Favignana.
Due to the terrible conditions of detention, many of them died on the island. The death certificates kept at the State Archives in Trapani preserve the memory of their fate.
Among the deportees was the poet Fadil Hasin ash-Shalmani of Misurata, who wrote a short poem in memory of his imprisonment:
"We are in small cells, crowded together,
without sunlight,
locked by locked iron doors.
And wherever I look, I see only Italians."