08/09/2026
Camminare lungo la Senna mi calma, mi rasserena, mi riconcilia con il mondo. Ci sono tornata ieri pomeriggio. Faceva caldo, che detto così suona strano: ci sono stati anni in cui a settembre cominciavo già a mettermi il cento grammi, e adesso invece sembra di essere ancora in Italia. Cioè. Lo so che in Italia fa molto più caldo. E lo so che in Italia ci sono fiumi bellissimi. Ma qui c'è questa cosa che adoro: alla Senna si cammina accanto, quasi dentro la città e fuori dalla città nello stesso tempo. La si segue, la si vive, e pian piano, mentre si cammina, si intravede la Tour Eiffel.
Intanto, da ieri sono iniziate le lezioni. La rentrée vera. Ho incontrato la nuova assistente di direzione e ho capito abbastanza rapidamente che l'impatto con la mole di lavoro della Facoltà è stato, diciamo, piuttosto violento. A un certo punto mi ha spiegato che preferisce lavorare dietro uno schermo e avere meno contatti possibile con le persone. Io, ovviamente, le ho chiesto di che cosa avesse paura. Lei mi ha risposto: “Le mie paure le tengo per me”. Ecco. Tanto per darvi un'idea di come stiamo messi. Anzi, di come sto messa, visto che comincio a sospettare che continuerò ancora per un po' a fare anche la segretaria di me stessa.
Però.
Camminare lungo la Senna mi calma. Mi distende. Soprattutto, rimette le cose alla giusta distanza. Non le cancella. Quando torno in ufficio le mail sono ancora lì, i problemi pure, le persone complicate continuano a essere complicate e il lavoro non si è misteriosamente fatto da solo. Ma per un momento tutto cambia proporzione.
Forse abbiamo bisogno anche di questo. Non sempre di risolvere. Non sempre di capire. Qualche volta abbiamo semplicemente bisogno di allontanarci di qualche passo da ciò che ci occupa interamente lo sguardo. Perché quando siamo troppo vicini a qualcosa finiamo per non vedere più nient'altro.
La Senna non risolve nulla. Scorre.
E io cammino accanto a lei, guardo l'acqua, alzo finalmente gli occhi. Mi ricordo che il mondo è molto più grande di ciò che, fino a cinque minuti prima, mi sembrava enorme.
Poi torno in università.
E mi rimetto al lavoro.