Pituitary Unit - Città della Salute e della Scienza di Torino

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Pituitary Unit - Città della Salute e della Scienza di Torino Struttura Dipartimentale per il trattamento integrato delle patologie ipotalamo-ipofisarie e del basicranio

🇯🇵 Ho avuto l’onore di partecipare, a Osaka, alle celebrazioni per il 50° anniversario della Scuola di Neurochirurgia de...
03/08/2026

🇯🇵 Ho avuto l’onore di partecipare, a Osaka, alle celebrazioni per il 50° anniversario della Scuola di Neurochirurgia dell’Osaka Medical and Pharmaceutical University, un’istituzione che ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della neurochirurgia mondiale.

In questa occasione ho presentato la relazione “Skull Base Surgery: Anatomy, Strategy and Tailored Approaches. From Open Microsurgery to Endoscopy”, condividendo l’esperienza maturata alle Molinette di Torino nella chirurgia del basicranio e delle patologie ipofisarie.

È stato un momento importante di confronto con colleghi di grande esperienza, in un ambito in cui anatomia, tecnologia, strategia chirurgica e lavoro di squadra devono sempre restare al servizio del paziente.

Porto a casa molto più di una relazione scientifica: nuovi stimoli, rapporti professionali rafforzati e la conferma di quanto il dialogo internazionale sia prezioso per continuare a crescere.

Grazie Osaka per l’accoglienza, l’amicizia e questa bellissima esperienza scientifica e umana.

🏍️ 𝑸𝑼𝑨𝑵𝑫𝑶 𝑨𝑵𝑪𝑯𝑬 𝑰 𝑪𝑨𝑴𝑷𝑰𝑶𝑵𝑰 𝑺𝑰 𝑭𝑬𝑹𝑴𝑨𝑵𝑶: 𝑳𝑨 𝑺𝑪𝑯𝑰𝑬𝑵𝑨 𝑵𝑶𝑵 𝑭𝑨 𝑺𝑪𝑶𝑵𝑻𝑰 𝑨 𝑵𝑬𝑺𝑺𝑼𝑵𝑶 Il recente intervento alla colonna vertebrale ...
28/07/2026

🏍️ 𝑸𝑼𝑨𝑵𝑫𝑶 𝑨𝑵𝑪𝑯𝑬 𝑰 𝑪𝑨𝑴𝑷𝑰𝑶𝑵𝑰 𝑺𝑰 𝑭𝑬𝑹𝑴𝑨𝑵𝑶: 𝑳𝑨 𝑺𝑪𝑯𝑰𝑬𝑵𝑨 𝑵𝑶𝑵 𝑭𝑨 𝑺𝑪𝑶𝑵𝑻𝑰 𝑨 𝑵𝑬𝑺𝑺𝑼𝑵𝑶

Il recente intervento alla colonna vertebrale raccontato da Casey Stoner ha riportato sotto i riflettori un problema che riguarda migliaia di persone ogni anno. Non servono cadute spettacolari o una carriera nelle competizioni: dolore persistente, instabilità vertebrale ed ernie possono compromettere profondamente la qualità della vita.

La buona notizia è che non tutti i dolori di schiena richiedono un intervento chirurgico. Nella maggior parte dei casi si inizia con trattamenti conservativi come fisioterapia, terapia farmacologica, esercizio terapeutico e infiltrazioni.

🔹 Quando si arriva all’intervento?
La chirurgia viene presa in considerazione quando il dolore diventa invalidante, sono presenti deficit neurologici oppure la colonna perde la propria stabilità e le cure conservative non sono più efficaci.

🔹 Che cos’è la stabilizzazione vertebrale?
Attraverso sistemi di viti e barre, il chirurgo stabilizza il segmento interessato, eliminando i movimenti patologici responsabili del dolore e proteggendo le strutture nervose.

🔹 Gli interventi sono sempre molto invasivi?
Non necessariamente. Oggi, in casi selezionati, tecniche mini-invasive, navigazione computerizzata e chirurgia robotica consentono un’elevata precisione, con un minore impatto sui tessuti rispetto al passato.

🔹 L’obiettivo non è “bloccare” la schiena.
Lo scopo è restituire stabilità alla colonna, ridurre il dolore, preservare la funzione neurologica e permettere al paziente di tornare alle proprie attività quotidiane con una migliore qualità di vita.

Ogni paziente, però, è diverso: la scelta terapeutica nasce sempre da una valutazione specialistica accurata, supportata dagli esami clinici e radiologici.

𝑨𝑹𝑻𝑹𝑶𝑫𝑬𝑺𝑰 𝑽𝑬𝑹𝑻𝑬𝑩𝑹𝑨𝑳𝑬: 𝑺𝑻𝑨𝑩𝑰𝑳𝑰𝑻𝑨̀ 𝑬 𝑸𝑼𝑨𝑳𝑰𝑻𝑨̀ 𝑫𝑰 𝑽𝑰𝑻𝑨 𝑷𝑬𝑹 𝑳𝑨 𝑪𝑶𝑳𝑶𝑵𝑵𝑨 𝑽𝑬𝑹𝑻𝑬𝑩𝑹𝑨𝑳𝑬 L’artrodesi vertebrale è un intervento chi...
21/07/2026

𝑨𝑹𝑻𝑹𝑶𝑫𝑬𝑺𝑰 𝑽𝑬𝑹𝑻𝑬𝑩𝑹𝑨𝑳𝑬: 𝑺𝑻𝑨𝑩𝑰𝑳𝑰𝑻𝑨̀ 𝑬 𝑸𝑼𝑨𝑳𝑰𝑻𝑨̀ 𝑫𝑰 𝑽𝑰𝑻𝑨 𝑷𝑬𝑹 𝑳𝑨 𝑪𝑶𝑳𝑶𝑵𝑵𝑨 𝑽𝑬𝑹𝑻𝑬𝑩𝑹𝑨𝑳𝑬

L’artrodesi vertebrale è un intervento chirurgico che permette di stabilizzare due o più vertebre mediante sistemi di fissazione, con l’obiettivo di ridurre il dolore e migliorare drasticamente la qualità di vita nei pazienti affetti da diverse patologie del rachide.

📌 Questo intervento può essere indicato in presenza di:
• instabilità vertebrale e spondilolistesi
• stenosi del canale vertebrale
• deformità del rachide (scoliosi e cifosi)
• fratture e patologie degenerative che non hanno tratto beneficio dalle terapie conservative, dalla fisioterapia o dai trattamenti farmacologici.

⚙️ Negli ultimi anni, l’evoluzione della chirurgia vertebrale ha reso possibile affrontare anche i casi più complessi grazie all’impiego di tecnologie sempre più sofisticate, sistemi di navigazione intraoperatoria, chirurgia robotica e tecniche mini-invasive. Strumenti che consentono di pianificare l’intervento con estrema precisione e di personalizzare il percorso terapeutico sulle specifiche esigenze di ogni paziente.

✨ L’obiettivo dell’artrodesi non è soltanto correggere il problema anatomico, ma soprattutto restituire stabilità alla colonna vertebrale, alleviare il dolore, migliorare la qualità della vita e favorire un recupero funzionale quanto più rapido e sicuro possibile.

👨‍⚕️ Ogni paziente presenta una storia clinica unica: per questo motivo, la valutazione specialistica e la scelta del trattamento più appropriato rappresentano passaggi fondamentali per ottenere il miglior risultato possibile.

Per saperne di più visita il mio blog! https://www.francescozenga.it/intervento-di-artrodesi-vertebrale-guida-alla-procedura-e-benefici/

🤖 𝑪𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂 𝒓𝒐𝒃𝒐𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒕𝒆𝒃𝒓𝒂𝒍𝒆: 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒆𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆 La chirurgia robotica sta aprendo nuove...
14/07/2026

🤖 𝑪𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂 𝒓𝒐𝒃𝒐𝒕𝒊𝒄𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒕𝒆𝒃𝒓𝒂𝒍𝒆: 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒆𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆

La chirurgia robotica sta aprendo nuove prospettive nel trattamento delle patologie complesse della colonna vertebrale. Grazie alla pianificazione tridimensionale, alla navigazione avanzata e all’impiego di bracci robotici controllati dal chirurgo, è possibile definire con grande accuratezza la traiettoria degli strumenti e il posizionamento di viti e impianti.

🔹 Maggiore precisione
La ricostruzione 3D dell’anatomia consente di programmare l’intervento sulla conformazione specifica di ogni paziente.

🔹 Più sicurezza
La navigazione in tempo reale aiuta a proteggere strutture delicate come midollo spinale, radici nervose e vasi sanguigni.

🔹 Approccio mininvasivo
Incisioni più contenute e minore coinvolgimento dei tessuti possono favorire una riduzione del dolore postoperatorio, della degenza e dei tempi di recupero.

🔹 Un aiuto nei casi complessi
La robotica può risultare particolarmente utile in presenza di deformità, scoliosi, instabilità, fratture, tumori spinali o interventi di revisione.

Il robot, però, non sostituisce il neurochirurgo: è uno strumento di altissima precisione che esegue il piano stabilito e continuamente controllato dallo specialista. L’esperienza, la capacità decisionale e la conoscenza dell’anatomia restano centrali in ogni fase dell’intervento.

La vera innovazione nasce quindi dall’integrazione tra tecnologia, competenza chirurgica e personalizzazione delle cure.

📌 Ogni indicazione deve essere valutata individualmente attraverso visita specialistica ed esami diagnostici.

Vuoi saperne di più? Visita il mio blog all’indirizzo web: https://www.francescozenga.it/chirurgia-robotica-vertebrale-prospettive-future-nellottimizzazione-della-strumentazione-e-nel-trattamento-delle-patologie-complesse-del-rachide/

🟢 𝑬𝒓𝒏𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒅𝒊𝒔𝒄𝒐 𝒍𝒐𝒎𝒃𝒂𝒓𝒆: 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒆 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒍𝒂 𝒄𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂? L’ernia del disco lombare si verifica quando una parte del...
07/07/2026

🟢 𝑬𝒓𝒏𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒅𝒊𝒔𝒄𝒐 𝒍𝒐𝒎𝒃𝒂𝒓𝒆: 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒆 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒍𝒂 𝒄𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂?

L’ernia del disco lombare si verifica quando una parte del nucleo polposo fuoriesce dal disco intervertebrale e può comprimere o irritare le radici nervose.

Il risultato può essere un dolore localizzato alla schiena, ma anche una sintomatologia irradiata lungo la gamba: la cosiddetta sciatalgia.

🔎 I sintomi più frequenti possono essere:
✅ dolore lombare
✅ dolore che scende a gluteo, coscia o gamba
✅ formicolio o intorpidimento
✅ riduzione della forza in alcuni movimenti
✅ difficoltà nelle attività quotidiane

Nella maggior parte dei casi, il primo approccio è conservativo: farmaci antinfiammatori e analgesici, fisioterapia mirata, esercizi specifici, modifiche delle attività e, in casi selezionati, infiltrazioni.

⚠️ La chirurgia non è la prima risposta per tutti.
Diventa un’opzione quando il dolore resta severo nonostante un adeguato trattamento conservativo, quando compaiono deficit neurologici progressivi o in presenza di condizioni urgenti come la sindrome della cauda equina.

🎯 L’obiettivo del trattamento chirurgico, quando indicato, è decomprimere le strutture nervose, ridurre il dolore e favorire il recupero della qualità di vita.

👨‍⚕️ Ogni caso va valutato singolarmente: diagnosi corretta, quadro clinico e immagini radiologiche devono sempre essere interpretati insieme.

Chi volesse approfondire può trovare tutte le informazioni più dettagliate sul mio sito web: https://www.francescozenga.it/patologie-della-colonna-vertebrale/. Notizie anche sul blog: https://www.francescozenga.it/indicazioni-e-approcci-chirurgici-nel-trattamento-dellernia-del-disco-lombare/

🧠 Ernia del disco cervicale: quando si cura senza intervento e quando serve la chirurgiaDolore al collo che scende verso...
30/06/2026

🧠 Ernia del disco cervicale: quando si cura senza intervento e quando serve la chirurgia

Dolore al collo che scende verso spalla, braccio o mano.
Formicolii. Alterazioni della sensibilità. In alcuni casi, perdita di forza.

Sono sintomi che possono comparire in presenza di un’ernia del disco cervicale, una condizione in cui il materiale interno del disco fuoriesce dalla sua sede e può comprimere le strutture nervose vicine.

⚠️ La chirurgia, però, non è sempre il primo passo.

Nei casi lievi o moderati, e in assenza di deficit neurologici importanti, il trattamento è sempre conservativo: farmaci antinfiammatori e analgesici nella fase acuta, fisioterapia mirata, esercizi di mobilizzazione e rinforzo, stretching e correzione della postura.

✅ In alcuni casi selezionati possono essere utili anche ortesi cervicali o terapie fisiche come TENS e tecarterapia.

🔎 La scelta terapeutica nasce sempre da una valutazione specialistica. Conta il quadro clinico, ma contano anche gli esami: la risonanza magnetica è l’indagine di riferimento per valutare disco, radici nervose, midollo e grado di compressione.

👨‍⚕️ La chirurgia viene presa in considerazione quando il dolore persiste nonostante settimane o alcuni mesi di terapia conservativa oppure in presenza di deficit neurologici progressivi, compressione midollare o sintomi fortemente invalidanti.

🎯 L’obiettivo dell’intervento non è “operare l’ernia”, ma rimuovere la compressione sulle strutture nervose, migliorando dolore, funzione e qualità di vita.

📌 Non tutte le ernie cervicali richiedono un intervento. Ma ogni caso va valutato con precisione.

https://www.francescozenga.it/ernia-del-disco-cervicale-analisi-delle-opzioni-di-trattamento-dalla-gestione-conservativa-alla-chirurgia/

🧠 𝑻𝒖𝒎𝒐𝒓𝒊 𝒔𝒑𝒊𝒏𝒂𝒍𝒊: 𝒊𝒍 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒏𝒆𝒖𝒓𝒐𝒄𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒄𝒐Il trattamento dei tumori spinali non è mai standard, ma viene definito ...
23/06/2026

🧠 𝑻𝒖𝒎𝒐𝒓𝒊 𝒔𝒑𝒊𝒏𝒂𝒍𝒊: 𝒊𝒍 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒏𝒆𝒖𝒓𝒐𝒄𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒄𝒐

Il trattamento dei tumori spinali non è mai standard, ma viene definito caso per caso in base alla sede della lesione, al tipo di tumore, ai sintomi neurologici e alle condizioni generali del paziente.

🎯 L’obiettivo principale è preservare la funzione neurologica, ridurre il dolore e ottenere il miglior controllo possibile della malattia.

🔎 Il percorso inizia dalla valutazione specialistica, con esami mirati come risonanza magnetica, TAC e studio istologico, fondamentali per pianificare la strategia terapeutica più adeguata.

🩺 Quando indicata, la neurochirurgia può avere diversi obiettivi: rimuovere totalmente o parzialmente la lesione, decomprimere il midollo spinale o le radici nervose e ridurre il rischio di danni neurologici progressivi.

☢️ Radioterapia e terapie oncologiche possono integrare il trattamento chirurgico o rappresentare un’alternativa in casi selezionati, sempre all’interno di un approccio multidisciplinare.

🚶‍♂️ La riabilitazione è parte integrante del percorso: aiuta il recupero neurologico, il controllo del dolore e il ritorno alla migliore qualità di vita possibile.

⚠️ 𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒗𝒆𝒏𝒊𝒓𝒆 𝒓𝒂𝒑𝒊𝒅𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆?
In presenza di perdita di forza, disturbi della sensibilità, difficoltà nel cammino o alterazioni della funzione vescicale e intestinale, è importante rivolgersi tempestivamente a uno specialista.

𝑻𝒖𝒎𝒐𝒓𝒊 𝒔𝒑𝒊𝒏𝒂𝒍𝒊: 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒍𝒂 𝒄𝒍𝒂𝒔𝒔𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆̀ 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒆 I tumori spinali sono lesioni che possono interessare la colo...
16/06/2026

𝑻𝒖𝒎𝒐𝒓𝒊 𝒔𝒑𝒊𝒏𝒂𝒍𝒊: 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒍𝒂 𝒄𝒍𝒂𝒔𝒔𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆̀ 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒆

I tumori spinali sono lesioni che possono interessare la colonna vertebrale, le meningi, le radici nervose o il midollo spinale.

Per impostare correttamente diagnosi e trattamento, non basta sapere che “c’è una lesione”: è essenziale capire che tipo di neoplasia è, da dove origina e quali rapporti ha con le strutture nervose.

𝑳𝒂 𝒄𝒍𝒂𝒔𝒔𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝒕𝒖𝒎𝒐𝒓𝒊 𝒔𝒑𝒊𝒏𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒊 𝒃𝒂𝒔𝒂 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂𝒕𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒔𝒖 𝒕𝒓𝒆 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒆𝒓𝒊:

🔹 𝑪𝒓𝒊𝒕𝒆𝒓𝒊𝒐 𝒊𝒔𝒕𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒐
L’esame istologico permette di distinguere lesioni benigne e maligne, valutando le caratteristiche cellulari del tumore. Tecniche come immunoistochimica e analisi molecolari aiutano a definire meglio aggressività, comportamento biologico e possibili strategie terapeutiche.

🔹 𝑳𝒐𝒄𝒂𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒂𝒏𝒂𝒕𝒐𝒎𝒊𝒄𝒂
I tumori possono essere intramidollari, quando originano all’interno del midollo spinale; intradurali-extramidollari, quando sono all’interno della dura madre ma esterni al midollo; oppure extradurali, quando si sviluppano fuori dalla dura madre, spesso a livello osseo o metastatico.

🔹 𝑶𝒓𝒊𝒈𝒊𝒏𝒆 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂𝒓𝒊𝒂 𝒐 𝒎𝒆𝒕𝒂𝒔𝒕𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂
I tumori primari nascono direttamente dalle strutture spinali. Le metastasi, invece, derivano da neoplasie localizzate in altri organi, come polmone, seno o prostata, e sono molto più frequenti rispetto ai tumori primitivi spinali.

Questa distinzione è decisiva perché ogni categoria richiede un percorso diverso: monitoraggio, chirurgia, radioterapia, trattamenti oncologici o approccio multidisciplinare.

I sintomi possono includere dolore persistente alla schiena o al collo, dolore irradiato agli arti, formicolii, perdita di forza, difficoltà nel cammino, disturbi dell’equilibrio o problemi nel controllo di vescica e intestino.

Quando i sintomi sono progressivi, associati a deficit neurologici o non spiegati da comuni patologie degenerative della colonna, è importante una valutazione specialistica.

🧠 𝑪𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂 𝒊𝒏 “𝒂𝒘𝒂𝒌𝒆”: 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒆𝒓𝒗𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒎𝒆𝒏𝒕𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒂𝒛𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒆̀ 𝒔𝒗𝒆𝒈𝒍𝒊𝒐 Può sembrare sorprendente, ma in alcuni interv...
09/06/2026

🧠 𝑪𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂 𝒊𝒏 “𝒂𝒘𝒂𝒌𝒆”: 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒆𝒓𝒗𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒎𝒆𝒏𝒕𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒂𝒛𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒆̀ 𝒔𝒗𝒆𝒈𝒍𝒊𝒐

Può sembrare sorprendente, ma in alcuni interventi neurochirurgici il paziente può restare sveglio nella fase centrale dell’intervento e collaborare con l’équipe durante l’operazione.

Si chiama chirurgia in “awake” ed è una tecnica avanzata utilizzata soprattutto quando la lesione si trova vicino ad aree cerebrali fondamentali, come quelle del linguaggio, del movimento o di altre funzioni cognitive.

🔹 Perché si fa?
Per permettere al neurochirurgo di controllare in tempo reale le funzioni del paziente e intervenire con la massima precisione.

🔹 Il paziente sente dolore?
Assolutamente no. Il cervello non percepisce dolore e le fasi chirurgiche vengono gestite con anestesia e monitoraggio continuo.

🔹 Qual è l’obiettivo?
Rimuovere la lesione nel modo più sicuro possibile, proteggendo le funzioni neurologiche più importanti.

🔹 È una chirurgia di squadra
Neurochirurgo, anestesista, neuropsicologo, neurofisiologo e personale di sala lavorano insieme per garantire sicurezza, precisione e controllo. La collaborazione del paziente è fondamentale per raggiungere lo scopo.

𝑳𝒂 𝒄𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂 𝒊𝒏 “𝒂𝒘𝒂𝒌𝒆” 𝒓𝒂𝒑𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒕𝒂 𝒖𝒏𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒊𝒆𝒓𝒆 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒔𝒐𝒇𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒂𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒏𝒆𝒖𝒓𝒐𝒄𝒉𝒊𝒓𝒖𝒓𝒈𝒊𝒂 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒓𝒏𝒂: 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂, 𝒆𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒂 𝒔𝒊 𝒊𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒖𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒆𝒓𝒗𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐𝒏𝒆 𝒍𝒆 𝒇𝒖𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊.

🇮🇹 Buona Festa della Repubblica a tutti! 🇮🇹
02/06/2026

🇮🇹 Buona Festa della Repubblica a tutti! 🇮🇹

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