10/07/2026
➡️In terapia, accade che i pazienti provino sentimenti, anche intensi, verso il/la terapeuta, sentimenti che possono essere di ostilità o affetto e amore (possono anche alternarsi).
Questo fenomeno, noto in psicologia psicodinamica come➡️ è frutto di meccanismi di proiezione, una sorta di "reindirizzamento" di desideri, sentimenti e vissuti antichi e irrisolti che si spostano sulla figura del terapeuta, riattualizzandosi nel presente.
Il compito del terapeuta è accogliere questi vissuti, contenerli e significarli, in quanto preziosi strumenti che permettono di esplorare emotivamente la storia del paziente, i suoi desideri, bisogni, le difese, le resistenze.
📌Tuttavia, è proprio in questa dinamica che risiede la sfida più delicata e complessa per il professionista:➡️Il terapeuta non è un osservatore passivo, ma è chiamato a un costante lavoro di auto-analisi del proprio , ovvero delle proprie risposte emotive e affettive, talvolta anch'esse intense, in relazione al transfert del paziente.
La e l'analisi del controtransfert è ciò che trasforma una possibile confusione relazionale e ripetizione di schemi, in un'opportunità per prendersi cura della sofferenza del paziente.
⚠️Mantenere saldo il setting – fatto di tempi, spazi e ruoli definiti – non è un atto di distanza, ma il presupposto necessario affinché il paziente possa sentirsi al sicuro in quello spazio relazionale.
È proprio all'interno di questo spazio sicuro che l'emozione, anche la più intensa, smette gradualmente di disturbare o spaventare e inizia a diventare pensiero, parola e, infine, consapevolezza e cambiamento.
Esprimere i propri vissuti in relazione al terapeuta e alla terapia, nonostante spesso siano accompagnati da vergogna, imbarazzo e/o colpa, può essere un forte catalizzatore del processo terapeutico e prova di una solida alleanza.
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