24/04/2026
G. ha 17 anni.
È bello come il sole, fisicamente forte, con un sorriso dolce e due occhi vispi.
Da qualche mese, però, quello sguardo curioso, ironico, educato, leggermente timido… si è spento.
Non trova più nulla che lo interessi davvero.
G. è apatico, sembra pigro (in realtà fa uno sforzo enorme). Guarda il mondo da lontano.
Nessuno se ne accorge: è bravissimo a mascherare, a fingere allegria e buonumore.
Solo dentro questa finzione, ogni giorno, qualcosa si spegne. Perde fiducia in sé, nel futuro, negli altri.
Non sa spiegarsi da dove venga questo malessere: una delusione amorosa, aver lasciato lo sport che amava, la pressione della scuola… Forse tutto insieme. Forse altro.
Il punto è che G. non trova più l’energia per vivere. Si sente imprigionato in un abisso: vede la bellezza intorno a sé, ma non riesce a prenderne parte.
Come G., sono tantissimi i ragazzi che soffrono di depressione.
Un dolore spesso invisibile, scambiato per svogliatezza, superficialità, menefreghismo.
Avere un luogo in cui poter raccontare questa fatica, uno spazio sicuro dove non serve indossare sorrisi finti né aderire ad aspettative di perfezione, è già un passo enorme.
È un modo per non restare soli. Per non perdere il legame con l’altro, con la vita, con ciò che c’è fuori.
G. ha iniziato un percorso difficile.
Per lui significa scoprire chi è, al di là dei suoi successi scolastici, sportivi, relazionali.
Al di là di ciò che gli è sempre stato detto che avrebbe dovuto essere.
Perché quel vestito, adesso, gli sta stretto.
Oggi, dopo solo tre sedute,
G. e io abbiamo iniziato da qualcosa di semplice: respirare.
Creare spazio, perché possa entrare più aria. Più vita. Più emozioni. Più possibilità.
E, ogni tanto, nelle giornate, trovare la forza di risalire a galla e prendere una boccata d’aria. #
Se vuoi saperne di più sul mio modo di lavorare con i ragazz* individualmente e in gruppo o con i genitori, scrivimi in DM o su whatsapp al n.3470454536z
Federica
psicoterapia