Elisa Menchini - Psicologa - Psicoterapeuta

Elisa Menchini - Psicologa - Psicoterapeuta Accogliere, ascoltare e rielaborale insieme i pensieri, le emozioni e i vissuti. Un cammino verso la crescita delle tue potenzialità!

14/08/2026

L’estate con i bambini è anche un tempo per educare alla vita. ☀️

Le prime settimane insieme possono diventare un’occasione preziosa per rallentare, osservare e costruire competenze che vanno ben oltre le vacanze.

Con pazienza possiamo continuare a dare ai bambini ruoli e responsabilità reali nella famiglia, farli sentire parte di qualcosa e non semplicemente destinatari di regole e servizi.

Possiamo accogliere le loro emozioni, anche quelle più intense, senza trasformarle automaticamente in un problema.
E possiamo imparare a chiederci: cosa c’è dietro questa emozione? Di cosa ha davvero bisogno? Cosa possiamo modificare insieme?

Anche nelle richieste quotidiane, negli acquisti, nelle attività e nei “lo voglio” possiamo insegnare qualcosa di fondamentale: gratitudine, rispetto, attesa e consapevolezza del valore delle cose.

Non si tratta di essere genitori perfetti.
Si tratta di essere adulti capaci di accompagnare.

Perché ogni volta che aiutiamo un bambino a comprendere un’emozione, ad attraversare una frustrazione, a prendersi una responsabilità o a riconoscere il valore di ciò che riceve, stiamo costruendo qualcosa che resterà.

Stiamo, lentamente, educando l’adulto che diventerà.

Nel video parlo proprio di questo: di come vivere queste prime settimane d’estate non solo “sopravvivendo” alle giornate con i bambini, ma utilizzandole come un tempo prezioso di crescita, relazione e consapevolezza. 🤍

Perché il bambino che abbiamo davanti oggi è anche la persona che incontreremo domani.

12/08/2026

Quante volte apri un social e dopo pochi minuti ti ritrovi con una strana sensazione addosso?
Un senso di ansia, irritabilità, o semplicemente un peso sullo stomaco che prima non c’era.
Quando scorrere le schermate smette di essere un momento di svago e diventa una fonte di sovraccarico, è il momento di fermarsi e decomprimere.
Non siamo costretti a subire passivamente ciò che la tecnologia ci propone. Possiamo scegliere:
Quali stimoli desideriamo davvero far entrare nella nostra giornata.
Quanto tempo e quali energie dedicare a questo spazio virtuale.
Nel video di oggi parliamo di come riprendere il controllo del proprio tempo e ritrovare la calma mentale.
💬 E tu, come ti senti di solito quando chiudi un social? Ti capita mai di provarne l’impatto sul tuo umore? Scrivimelo nei commenti.

Riconoscere la dipendenza affettiva è il primo passo. Uscirne è imparare a essere diversi.Quando finalmente riconosci di...
11/08/2026

Riconoscere la dipendenza affettiva è il primo passo. Uscirne è imparare a essere diversi.

Quando finalmente riconosci di essere dentro una dinamica di dipendenza affettiva, può arrivare una sensazione paradossale:

“Adesso lo so. Ma non riesco a comportarmi diversamente.”

Continui a cercare conferme.
A controllare i messaggi.
A temere il distacco.
A mettere i bisogni dell’altro davanti ai tuoi.
A confondere l’intensità con l’amore e l’ansia con il desiderio.

E allora pensi:
“Io sono fatto/a così. Non riuscirò mai a cambiare.”

Ma non è vero.

La dipendenza affettiva non è la tua identità. È un modo di stare nella relazione che hai imparato, spesso per proteggerti dalla paura di essere lasciato, rifiutato o non abbastanza.

E ciò che è stato imparato può essere modificato.

Uscirne non significa diventare freddi, distaccati o non avere più bisogno dell’altro.

Significa imparare a:

→ stare vicino a qualcuno senza annullarti;
→ tollerare la distanza senza viverla come un abbandono;
→ non cercare continuamente rassicurazioni;
→ riconoscere i tuoi bisogni e comunicarli;
→ accettare che l’altro possa non approvarti;
→ scegliere una relazione perché la desideri, non perché ne hai bisogno per sentirti completo.

All’inizio può sembrare quasi innaturale.

Perché quando sei abituato/a a inseguire, fermarsi sembra disinteresse.
Quando sei abituato/a a controllare, lasciare spazio sembra pericoloso.
Quando sei abituato/a ad adattarti, mettere un confine sembra egoismo.

Ma è proprio lì che inizia il cambiamento.

Non devi diventare una persona completamente diversa.

Devi diventare una versione di te che non ha più bisogno di perdersi nell’altro per sentirsi amata.

E sì, all’inizio sembrerà impossibile.

Poi diventerà difficile.

Poi diventerà nuovo.

E, con il tempo, può diventare semplicemente… il tuo modo di stare in una relazione.

Si può cambiare. Anche quando per molto tempo hai pensato di non poterlo fare.

Capire la differenza tra amore e dipendenza affettiva non è sempre facile. Spesso scambiamo il bisogno dell’altro per un...
10/08/2026

Capire la differenza tra amore e dipendenza affettiva non è sempre facile.

Spesso scambiamo il bisogno dell’altro per un sentimento profondo, dimenticando che un legame sano non richiede mai l’annullamento di se stessi.

Scorri le immagini per scoprire 5 segnali spia per riconoscerla: ⏩

1. Paura costante dell’abbandono: l’ansia da separazione guida ogni scelta.
2. Perdita d’identità: i tuoi interessi, amici e valori passano in secondo piano.
3. Bisogno continuo di conferme: il tuo valore dipende interamente dal giudizio del partner.
4. Giustificare ogni comportamento: minimizzare gli atteggiamenti tossici pur di non chiudere.
5. Tolleranza al malessere: la sofferenza diventa la “norma”, ma la sola idea di stare senza l’altro terrorizza.

Un rapporto sano non salva e non completa: affianca.

Quale di questi punti ti fa riflettere di più? Scrivimelo nei commenti. 👇

Salva il post per rileggerlo quando ne hai bisogno o invialo a qualcuno a cui potrebbe servire.

Quando qualcuno cerca di manipolare la comunicazione, il primo rischio è perdere il focus.La conversazione parte da un p...
08/08/2026

Quando qualcuno cerca di manipolare la comunicazione, il primo rischio è perdere il focus.

La conversazione parte da un punto e, quasi senza accorgercene, ci ritroviamo a giustificarci, difenderci, spiegare cose che non erano nemmeno in discussione.

È qui che serve consapevolezza.

Non tutte le provocazioni richiedono una risposta.
Non tutte le accuse meritano una spiegazione.
E soprattutto, non dobbiamo accettare che sia l’altro a decidere continuamente su quale terreno si svolge il confronto.

👉 Riporta la conversazione sui fatti.
👉 Ricorda qual era il punto iniziale.
👉 Evita di inseguire ogni deviazione.
👉 Mantieni un tono calmo e fermo.

Perché comunicare bene non significa avere sempre l’ultima parola.

A volte significa semplicemente riuscire a dire:

“Torniamo al punto.”

E restarci.

La lucidità è una delle migliori difese dalla manipolazione. E, dettaglio non trascurabile, fa anche risparmiare una quantità considerevole di discussioni inutili. 😉

07/08/2026

La motivazione non è sempre quella roba epica da film, con la musica in sottofondo e noi che superiamo ogni limite con lo sguardo fiero. 😄

A volte è molto più semplice: qualcuno che crede che tu possa farcela, tu che decidi di fidarti… e, nel mio caso, un marito che insiste parecchio.

Risultato? 800 metri di dislivello in bici.
Che per chi ama la mountain bike magari è normale. Per me, decisamente meno.

La lezione però resta: spesso ci fermiamo prima di capire davvero fin dove possiamo arrivare. La fiducia, la determinazione e un po’ di sana incoscienza possono portarci molto più in alto di quanto immaginiamo.

Poi va detto: nella vita servono motivazione e forza interiore.
In salita, invece, anche il turbo della e-bike dà un contributo psicologico non trascurabile. 😂

L’importante è partire, continuare a pedalare e scoprire che, alla fine, ce l’hai fatta davvero.

L’equilibrio non si trova una volta per tutte: si costruisce ogni giorno, attraverso piccole scelte.Prendersi cura della...
06/08/2026

L’equilibrio non si trova una volta per tutte: si costruisce ogni giorno, attraverso piccole scelte.

Prendersi cura della mente, del corpo e delle relazioni significa imparare ad ascoltarsi, rallentare quando serve e riconoscere ciò che ci fa stare davvero bene.

In questo post condivido 10 aspetti da tenere a mente per ritrovare centratura, energia e benessere. Perché, a volte, non serve cambiare tutta la vita: basta iniziare da qualche buona abitudine.

L’ambiente che frequenti, lentamente, diventa parte di te.Se vivi ogni giorno in un contesto aggressivo, finirai per alz...
05/08/2026

L’ambiente che frequenti, lentamente, diventa parte di te.

Se vivi ogni giorno in un contesto aggressivo, finirai per alzare la voce anche tu.
Se sei circondato dalla volgarità, certe parole inizieranno a sembrarti normali.
Se frequenti persone che criticano continuamente, potresti ritrovarti a guardare il mondo con i loro stessi occhi.

Non perché tu non abbia personalità, ma perché il nostro cervello osserva, assorbe, imita e si adatta.

Allo stesso modo, stare accanto a persone rispettose, competenti, positive e capaci di evolvere può stimolare la parte migliore di noi.

Per questo è importante chiedersi:

L’ambiente in cui vivo mi sta facendo crescere o mi sta lentamente trasformando in qualcuno che non voglio essere?

Scegliere con cura le persone e i contesti che frequentiamo non è presunzione.
È igiene mentale.

Perché puoi anche essere una persona molto centrata… ma se resti troppo a lungo nel fango, qualche schizzo prima o poi arriva. 😉

Le persone che scegliamo di avere accanto influenzano il nostro modo di pensare, lavorare e crescere.Circondarsi di pers...
03/08/2026

Le persone che scegliamo di avere accanto influenzano il nostro modo di pensare, lavorare e crescere.

Circondarsi di persone competenti, solide e capaci non significa sentirsi “meno”, ma avere l’opportunità di imparare, ampliare lo sguardo e alzare i propri standard.

La comodità rassicura.
La qualità, invece, fa evolvere.

Nella vita come nel lavoro, scegli chi sa aggiungere valore, stimolare il confronto e ti**re fuori il meglio di te. Perché crescere bene è anche una scelta relazionale.

In azienda non tutto è urgente. Anche quando sembra che lo sia.Una delle principali fonti di stress sul lavoro nasce dal...
02/08/2026

In azienda non tutto è urgente. Anche quando sembra che lo sia.

Una delle principali fonti di stress sul lavoro nasce dalla sensazione che ogni richiesta debba essere gestita subito, ogni problema risolto immediatamente e ogni decisione presa in tempo reale.

Il risultato?

Si corre molto, ma non sempre nella direzione giusta.

Quando tutto viene percepito come prioritario, la mente entra in uno stato di allerta continua: aumenta l’ansia, diminuisce la capacità di valutazione e cresce il rischio di commettere errori, dimenticare passaggi importanti o prendere decisioni impulsive.

Gestire le priorità non significa fare tutto velocemente.
Significa capire cosa richiede davvero attenzione adesso e cosa, invece, può essere programmato, delegato o ridimensionato.

Può essere utile fermarsi e chiedersi:

🔹 È davvero urgente o mi sta solo creando agitazione?
🔹 Qual è la conseguenza concreta se questa attività viene svolta domani?
🔹 Sto reagendo alla pressione o sto scegliendo consapevolmente?
🔹 Questa attività richiede proprio il mio intervento?
🔹 Sto proteggendo il tempo necessario per lavorare bene?

Perché lavorare sempre in emergenza non rende necessariamente più efficienti. Spesso rende solo più stanchi.

E la stanchezza prolungata porta con sé difficoltà di concentrazione, irritabilità, calo della motivazione e una maggiore probabilità di errore.

La vera produttività non nasce dalla corsa continua, ma dalla capacità di creare ordine anche dentro la complessità.

Fare meno cose contemporaneamente.
Concludere ciò che si è iniziato.
Condividere priorità chiare con il gruppo di lavoro.
Imparare a dire: “Questo è importante, ma non deve essere fatto tutto oggi”.

In azienda servono velocità, flessibilità e capacità di reazione.

Ma servono anche lucidità, organizzazione e respiro.

Perché se ogni giornata diventa una continua gestione dell’emergenza, prima o poi l’emergenza rischia di diventare proprio il nostro modo di lavorare.

E non è detto che chi corre di più arrivi prima. A volte arriva solo più affaticato… e magari anche nella riunione sbagliata.

Indirizzo

Corso Cairoli, 6
Turin
10123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 15:00
Martedì 08:30 - 15:00
Mercoledì 08:30 - 19:00
Giovedì 08:30 - 12:30
Venerdì 08:30 - 10:30

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Elisa Menchini - Psicologa - Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Elisa Menchini - Psicologa - Psicoterapeuta:

Scelte rapide

Condividi

Digitare