13/12/2019
Punto d'incontro
art.Dicembre 2019
Resilienza
di S.Sanzone
(tutti i diritti riservati)
A tutti penso capiti, nel corso della vita, di dover affrontare eventi traumatici e ognuno risponde a modo suo, in quanto ognuno di noi ha una sua soglia di tolleranza. Ognuno di noi ha un modo tutto suo di affrontare la vita.
Proviamo per un momento a chiederci come mai alcuni individui in condizioni traumatiche riescono a non avere effetti psicologici negativi nel lungo periodo, mentre altri, schiacciati dall'evento traumatico, arrivano a sviluppare delle vere e proprie psicopatologie
In sintesi, ci sono cioè individui più resilienti di altri.
Cerchiamo di capire cosa intendiamo per resilienza o, meglio ancora, cosa la Psicologia intende per resilienza. La resilienza per la Psicologia è la capacità di un individuo non solo di saper affrontare le avversità della vita, ma di riuscire a superarle ed esserne trasformato positivamente, cioè continuare ad essere motivato, nonostante le difficoltà o gli ostacoli che si frappongono.
Questo vorrebbe dire che le persone resilienti non devono e non possono mostrare le loro fragilità? Niente affatto, sono fermamente convinta, al contrario, che solo le persone forti mostrano le loro fragilità senza vergognarsene, perché consapevoli che sapranno da esse trarre forza; la fragilità quindi appare non già come una debolezza, caratteristica erroneamente considerata da alcuni negativa, ma come una sensibilità dell’anima che li renderà più consapevoli e quindi più resilienti. Resiliente pertanto risulta essere chi è in grado di comprendere (quindi possiede la sensibilità per farlo) e di modificare il proprio assetto cognitivo ed emotivo per leggere gli eventi che deve affrontare e superarli, tutto ciò pur non evitando o ignorando la sofferenza e il dolore. Essere resilienti significa essere disposti ai cambiamenti quando necessario, essere consapevoli di poter errare, ma anche, e soprattutto, di poter cambiare la direzione della nostra bussola