12/06/2026
"Trauma e desiderio" di Nicolò Terminio (brillante psicoanalista di formazione lacaniana) è un libro che arriva nel momento più giusto: il nostro tempo non è più il tempo del sogno, ma quello del trauma. La trama che ordina l’ordine simbolico, non solo degli individui ma anche della nostra intera civiltà, mai come oggi sembra smembrarsi sconvolta dall’irruzione di un reale che appare come del tutto ingovernabile. Per oltre un secolo la psicoanalisi è stata identificata con il lavoro dell’interpretazione dell’inconscio che aveva nella lettura del sogno la sua “via regia”. Terminio ci ricorda però che nella cura dei pazienti borderline questa applicazione classica della psicoanalisi non può essere praticata. Accanto a una psicoanalisi epistemologica esiste infatti una psicoanalisi “ontologica”. Se la prima ruota attorno all’atto del conoscere, la seconda mette al centro il problema dell’essere; se la prima privilegia l’interpretazione e l’elaborazione, la seconda si concentra sulla possibilità stessa di instaurare una relazione umana che non sia continuamente minacciata dal caos, dalla frammentazione e dall’annientamento. Si tratta di una differenza decisiva che permea tutto il ragionamento clinico di Terminio.
In questo senso Trauma e desiderio è anche un libro finemente politico. La frammentazione che attraversa i pazienti borderline non può essere separata dal clima culturale nel quale siamo immersi: l’erosione dei legami e la loro introversione, la crisi delle appartenenze ideologiche e il loro ritorno funesto, la precarizzazione delle identità e il loro rigurgito fondamentalista producono soggetti sempre più esposti all’esperienza della dispersione e della frammentazione. Non a caso Terminio individua una profonda omologia tra la condizione soggettiva borderline e il discorso del capitalista formulato da Lacan. Il circuito del desiderio viene sostituito dall’imperativo del godimento tanto immediato quanto sempre più compulsivo e dissociato. Questo libro non è soltanto un contributo originale alla teoria delle personalità borderline, ma è anche una riflessione sulla nostra epoca. Il compito che Terminio assegna allo psicoanalista impegnato con i pazienti borderline – ovvero quello di aggregare i loro frammenti traumatici in una trama simbolica – non è affatto diverso da quello che investe drammaticamente l’azione della politica.
Al link, "Dal sogno al trauma", il mio articolo di oggi su Repubblica: https://drive.google.com/file/d/191BzvhjBPKUsMrkiWU2OtjJMDqO-S-XA/view?usp=share_link
Cover: Nicolò Terminio, "Trauma e desiderio. Clinica dei discorsi e strategie terapeutiche" (Raffaello Cortina, 2026).