Studio Venturino Gabriele

Studio Venturino Gabriele CENTRO OLISTICO DEL BENESSERE Yoga e tecniche di rilassamento. Medico in sede su appuntamento per VISITE ORTOPEDICHE

siamo un centro olistico per il benessere dove si effettuano : massaggi terapeutici, trattamenti osteopatici, ginnastica medica e posturale, recupero funzionale post trauma e intervento, programmi specifici con un personal trainer, applicazioni kinesio taping, sedute di pilates clinico, valutazione postulare e sedute con Panca Fit.

05/08/2026

𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗦𝗧𝗨𝗥𝗔 𝗡𝗔𝗦𝗖𝗘 𝗗𝗔 𝗨𝗡 𝗗𝗜𝗔𝗟𝗢𝗚𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗚𝗥𝗔𝗩𝗜𝗧À

C'è una forza che non va mai in vacanza.

Non la senti arrivare. Non fa rumore. Non chiede permesso.

Si chiama gravità.

Ogni secondo della tua vita esercita la sua influenza sul tuo corpo. Da quando hai mosso il primo passo fino a questo preciso istante, lei è sempre lì. Silenziosa. Costante. Inesorabile.

Eppure il corpo non la combatte.

La organizza.

Ogni muscolo, ogni fascia, ogni articolazione lavora come un'orchestra che cerca di distribuire quel carico nel modo più intelligente possibile. La postura non è una posa da correggere davanti a uno specchio. È la strategia che il sistema nervoso costruisce per convivere con la gravità spendendo meno energia possibile.

Ma cosa succede quando un'articolazione perde mobilità?

Quando compare l'artrosi?

Quando un vecchio trauma, una cicatrice, uno stress continuo o anni di movimenti ripetuti cambiano le regole del gioco?

Il peso non scompare.

Trova semplicemente un'altra strada.

È come un fiume. Se costruisci una diga, l'acqua non smette di scorrere. Cambia percorso. E quel nuovo percorso può erodere rive che prima erano perfettamente sane.

Il corpo fa la stessa cosa.

Se il ginocchio non si muove, lavorerà di più l'anca.

Se l'anca si irrigidisce, la colonna inizierà a compensare.

Se il torace perde elasticità, il collo entrerà in servizio.

Non perché sia sbagliato.

Perché è intelligente.

Il problema nasce quando queste compensazioni durano anni. Il corpo continua ad adattarsi finché può. Poi arriva il dolore. E il dolore spesso non indica il punto in cui tutto è iniziato. Indica il punto che ha lavorato troppo a lungo per aiutare qualcun altro.

Ed è qui che entra in gioco l'osteopatia.

Non promette di cancellare la gravità.

Non promette di eliminare l'artrosi.

Sarebbe un'illusione.

L'obiettivo è diverso.

Aiutare il corpo a distribuire meglio i carichi. Restituire movimento dove il movimento è possibile. Ridurre il lavoro inutile delle compensazioni. Permettere al sistema nervoso di scegliere strategie più efficienti.

In altre parole, non cambia le leggi della fisica.

Aiuta il corpo a viverci meglio dentro.

Forse la vera domanda non è: "Perché mi fa male?"

La domanda è: "Da quanto tempo il mio corpo sta cercando di proteggermi senza che io me ne accorga?"

Perché il dolore, molto spesso, non è il nemico.

È l'ultimo messaggio di un organismo che ha fatto tutto il possibile per continuare a portarti avanti, sotto lo stesso cielo e sotto la stessa gravità, ogni singolo giorno.

31/07/2026

💪 IL TUO MUSCOLO HA UNA DATA DI SCADENZA?

A 35 anni potresti non accorgertene.
A 55 anni potresti iniziare a sentirlo.
A 85 anni potrebbe fare la differenza tra vivere in autonomia… o dipendere dagli altri.

La perdita di massa muscolare è un processo silenzioso che inizia già dopo i 30 anni.

📉 Dopo i 30 anni si può perdere fino al 3–8% della massa muscolare per decennio, con un’accelerazione dopo i 60 anni. Nelle donne il rischio aumenta soprattutto in menopausa, quando il calo degli estrogeni favorisce la perdita di muscolo, l’aumento del grasso viscerale e la riduzione della forza.

Ma c’è un altro aspetto poco conosciuto.

Il muscolo perso viene spesso sostituito da grasso (myosteatosi), con conseguenze importanti:
❌ meno forza
❌ metabolismo più lento
❌ maggiore insulino-resistenza
❌ più rischio di diabete, osteoporosi, cadute e perdita dell’autonomia.

Il muscolo non serve solo a muoverci: è un vero organo endocrino che regola metabolismo, salute delle ossa, sistema immunitario e cervello.

La buona notizia?

La sarcopenia non è inevitabile.

Puoi contrastarla con:
✅ allenamento di forza
✅ proteine adeguate distribuite nella giornata
✅ movimento quotidiano
✅ sonno di qualità
✅ correzione dell’insulino-resistenza quando presente
✅ nelle donne, una valutazione personalizzata della terapia ormonale sostitutiva quando indicata.

Il momento migliore per iniziare non è a 70 anni.
È oggi.

👇 E tu, che cosa fai ogni giorno per preservare la tua muscolatura? Scrivilo nei commenti sotto ⬇️

📚 Riferimenti essenziali: EWGSOP2 (Age Ageing, 2019); Mitchell et al. (J Cachexia Sarcopenia Muscle, 2012); Goodpaster et al. (J Appl Physiol, 2000).

29/07/2026

25/04/2026

FASCIA e SISTEMA LINFATICO: la rete invisibile sotto la tua pelle che dipende interamente dai tuoi MUSCOLI (ecco perché la rigidità blocca tutto)

Sotto la tua pelle c'è un'intera rete di strutture organizzate in strati che lavorano insieme, e che quasi nessuno conosce nel dettaglio.

Pelle, grasso sottocutaneo, fascia superficiale, fascia profonda, muscoli, e tra tutti questi strati una rete di vasi linfatici che funzionano come canali di pulizia e di difesa.

Ogni strato comunica con quello sotto e con quello sopra, e quando tutto scorre liberamente il sistema funziona in silenzio: i liquidi circolano, le scorie vengono portate via, i tessuti restano "puliti" e ossigenati.

Quando qualcosa si blocca, le conseguenze si sentono a tutti i livelli.

E il pezzo che più di tutti determina se il sistema scorre o si blocca è la fascia.

La fascia è un tessuto connettivo continuo che avvolge e collega ogni struttura del corpo: muscoli, organi, nervi, vasi.

Non è un rivestimento passivo: è una rete tridimensionale che fornisce supporto, elasticità e comunicazione tra tutti i sistemi.

Quando la fascia è sana ed elastica, permette uno scivolamento fluido tra gli strati.

I muscoli si muovono liberamente sotto la pelle, i vasi linfatici non vengono compressi, e i liquidi circolano senza ostacoli.

Quando la fascia si irrigidisce (e la sedentarietà, lo stress e l'infiammazione cronica la irrigidiscono progressivamente), gli strati si "incollano".

I muscoli scivolano meno, i vasi linfatici vengono compressi tra strati che non si muovono più, e la circolazione linfatica rallenta.

Ed è qui che il collegamento con il sistema linfatico diventa cruciale.

Il sistema linfatico, come abbiamo visto tante volte, non ha una p***a propria.

La linfa si muove solo grazie a due forze: la contrazione dei muscoli e il movimento del diaframma.

Ma c'è un terzo elemento che quasi nessuno considera: la fascia.

I vasi linfatici scorrono dentro la fascia.

Non accanto, non vicino: dentro.

Sono immersi nel tessuto fasciale, e il loro funzionamento dipende direttamente dall'elasticità di quel tessuto.

Quando la fascia è elastica e i muscoli si contraggono e si rilassano ritmicamente, i vasi linfatici vengono compressi e rilasciati in modo naturale, e la linfa scorre.

Quando la fascia è rigida, i vasi linfatici sono "intrappolati" in un tessuto che non si muove, e anche se i muscoli si contraggono, la compressione non si trasmette in modo efficiente ai vasi.

È come avere un tubo incastrato in un blocco di cemento: anche se provi a spremerlo, il cemento non cede.

Ecco perché la rigidità muscolare e fasciale produce stagnazione linfatica in modo così diretto.

Non è solo che "i muscoli non p***ano": è che l'intera struttura in cui i vasi linfatici sono immersi è diventata rigida e non permette lo scorrimento.

E le conseguenze si sentono a diversi livelli.

La ritenzione di liquidi, soprattutto nella parte bassa del corpo (gambe pesanti, caviglie gonfie, sensazione di "impastamento").

L'infiammazione locale che aumenta, perché la linfa che dovrebbe portare via le scorie infiammatorie non le porta via.

La sensazione di gonfiore generalizzato che non sembra dipendere dall'alimentazione.

E anche la qualità della pelle ne risente: tessuti meno ossigenati e meno drenati perdono tono e compattezza nel tempo.

Ora, il collegamento con quello che abbiamo visto tante volte sui muscoli specifici diventa ancora più chiaro.

Il diaframma rigido non è solo una "p***a che si ferma": è un muscolo la cui fascia si irrigidisce e trascina con sé tutta la fascia del tronco, compresa quella che avvolge i vasi linfatici toracici e addominali.

Lo psoas rigido non è solo un muscolo che "comprime" i vasi pelvici: è un muscolo la cui fascia si è indurita e ha intrappolato i vasi linfatici della zona pelvica.

La fascia è il collegamento nascosto che spiega perché la rigidità muscolare ha effetti così profondi sulla circolazione linfatica: non è solo una questione di compressione meccanica, è una questione di tessuto connettivo che ha perso la sua capacità di scorrere.

E come sempre, la soluzione parte dal movimento.

Non dal linfodrenaggio esterno (che può aiutare come supporto, ma non cambia la rigidità della fascia), e non dagli integratori.

La fascia risponde allo stretching e al movimento in modo potente.

Quando allunghi un muscolo, non stai allungando solo le fibre muscolari: stai allungando la fascia che lo avvolge, e stai ridando elasticità al tessuto in cui i vasi linfatici sono immersi.

Ogni sessione di stretching è un intervento diretto sulla fascia: la reidrata, la rende più elastica, e restituisce ai vasi linfatici la libertà di essere compressi e rilasciati ritmicamente.

Il muscolo torna a p***are, la fascia torna a scorrere, e la linfa ricomincia a circolare.

Non serve un trattamento speciale: serve rimettere in movimento quello che si era fermato 💪

Se vuoi lavorare sulla mobilità di tutto il corpo (dalla fascia ai muscoli profondi alle catene che li collegano), puoi accedere GRATUITAMENTE alle nuove lezioni di "Stretch and Move".

Link nel primo commento!

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Via Nicola Porpora 29/6/b
Turin
10155

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Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 16:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 13:00

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