07/08/2022
A scatenare la depressione non sarebbe il cosiddetto "ormone della felicità". Non ci sarebbe infatti un collegamento stretto fra i livelli di serotonina presenti nel sangue e la patologia. A sostenerlo è una vasta ricerca pubblicata su Nature che ribalta studi precedenti in materia. Negli anni, sono numerosi gli studi che hanno cercato di dimostrare l'inconsistenza della teoria, data per decenni come assodata, che la depressione fosse causata da uno squilibrio nella biochimica cerebrale, dovuto soprattutto alla serotonina. Questo neurotrasmettitore è capace di regalare serenità, anche perché i suoi livelli cerebrali sono implicati nella regolazione di importanti funzioni come il sonno, l'appetito, le emozioni e l'umore.
"Si tratta di uno studio molto vasto in cui sono stati passati in rassegna ricerche recenti in materia. Si è visto, per esempio, che non esiste una genetica della depressione e che i livelli di serotonina nel sangue non erano correlati alla depressione. Gli stessi elementi sono emersi da studi su neuroimmagini. Inoltre, è stato evidenziato che neanche la combinazione profilo genetico e stress era associata alla depressione. Questo non sorprende gli psichiatri esperti, dal momento che i farmaci che agiscono sulla serotonina non sono veri antidepressivi, servono più a modulare le emozioni dolorose", spiega Giancarlo Dimaggio, psichiatra e psicoterapeuta e cofondatore del Centro di terapia metacognitiva interpersonale di Roma.
La ricerca supera la tesi secondo la quale la depressione è solo "un prodotto della biochimica del cervello" che ha generato l'idea che c'è bisogno di una sostanza chimica (il farmaco) per curarla. Nel sito di Salute l'articolo completo di Valeria Pini. Immagine: kuppa_rock via iStock