21/05/2026
Come si sopravvive ai giorni storti?
si sopravvive restando.
anche quando il cuore pesa più dello zaino,
anche quando vorresti lasciare tutto lì
e camminare leggera verso un altrove qualunque.
si sopravvive scegliendo un dettaglio alla volta:
una tazza calda,
un raggio di sole storto sul muro,
una frase che non ti ferisce.
a volte le salvezze sono così: minuscole,
ti scivolano addosso senza rumore.
sto imparando a tenere la mano
alla versione di me che non ce la fa:
la porto a fare due passi,
le spiego che non deve correre,
che possiamo fermarci insieme
a guardare un seme che tenta di aprirsi.
mi mancano strade che non ho più attraversato,
voci che non chiamano più,
abbracci che sono diventati nuvole —
ma il cuore sa coltivare memoria
senza annegare nel rimpianto.
sto buttando via l’idea
di diventare ciò che gli altri si aspettano,
perché lo spazio che lasciano le aspettative
è troppo stretto per farci casa.
voglio stare dove posso respirare,
dove il mio passo non è un disturbo.
ho imparato una cosa:
che la dolcezza è una resistenza,
una forma segreta di coraggio.
che la gentilezza non è debolezza,
è scegliersi ogni giorno
anche quando non ne hai voglia.
e sì, a volte sono un groviglio,
ma dentro quel groviglio
ci sono scintille che nessuno vede
e che un giorno — lo so —
diventeranno fuoco buono.
se mi chiedi come sto
ti dico che sto andando a piccoli respiri,
che ogni tanto inciampo
ma poi mi rialzo come chi sa
che c’è ancora tanto da imparare.
e che sto scoprendo un posto nuovo:
quel punto fragile
tra il dolore che passa
e la luce che arriva.
è lì che sto imparando
a restare intera.
Rowan Delacroix