16/05/2026
L’obesità è una malattia complessa e sempre più diffusa, riconosciuta ufficialmente anche dal Parlamento italiano con una legge dedicata a cura e prevenzione.
AME, Associazione Medici Endocrinologi, richiama l’importanza di una corretta informazione scientifica sul tema, dopo alcune affermazioni ritenute inesatte emerse in su Rai3 nel programma “Indovina chi viene a cena”.
Oggi sappiamo che l’obesità non dipende solo dalla volontà personale, ma da meccanismi biologici e fisiopatologici complessi.
Le nuove terapie farmacologiche rappresentano una svolta storica nella cura della malattia.
Associate a corretta alimentazione e attività fisica, permettono non solo il calo di peso, ma un reale miglioramento della salute.
I benefici documentati includono riduzione del rischio cardiovascolare, miglioramento del diabete, delle apnee notturne, della funzionalità renale ed epatica.
L’obesità, infatti, aumenta il rischio di infarto, ictus, tumori e riduce qualità e aspettativa di vita.
Come tutti i farmaci, anche queste terapie possono avere effetti collaterali e richiedono controlli medici regolari.
Per questo devono essere prescritte da specialisti esperti nella gestione dell’obesità.
AME sottolinea anche il ruolo negativo di cibi ultraprocessati, microplastiche ed “endocrine disruptors” nello sviluppo della malattia.
La terapia dell’obesità deve essere personalizzata e seguita nel lungo periodo.
L’obiettivo non è soltanto dimagrire, ma recuperare salute e qualità della vita.
I nuovi farmaci stanno cambiando la storia naturale dell’obesità e possono salvare vite.
Per questo è fondamentale evitare allarmismi e disinformazione.
In allegato lo “statement” di AME sulla trasmssione tv di Rai3 “Indovina chi viene a cena”