24/10/2020
Esiste un sale migliore di un altro? Decisamente non fra questi dell'immagine.
L'elevato consumo di sodio contribuisce all'ipertensione e aumenta il rischio di cardiopatia ischemica ed ictus.
La maggior parte delle persone consuma troppo sale, in media 9-12 grammi al giorno, circa il doppio del livello massimo raccomandato di assunzione.
L'assunzione di sale inferiore a 5 grammi al giorno per gli adulti aiuta a ridurre la pressione sanguigna e il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e infarto del miocardio. .
Purtroppo si è diffusa la credenza infondata che alcuni tipi di sale da cucina, dalle colorazioni più diverse e le provenienze esotiche dovrebbero apportare benefici per la salute. Non è così. Sono tutti composti da cloruro di sodio, NaCl, per più del 95%. La presenza di piccole quantità di oligoelementi come il ferro nel sale rosa (che tra l'altro viene dal Pakistan e non dall'Himalaya) è in quantità talmente piccole che per avere un apporto significativo bisognerebbe consumare troppo sale rispetto a quanto raccomandato.
Chi ci guadagna invece sono i produttori. Un alimento a basso costo come il sale venduto a 4-5 volte il valore commerciale, in virtù di proprietà inesistenti o perlomeno da dimostrare, permette ricavi enormi. Ma non solo, produce anche un altro danno. Un paziente che è stato informato del rischio che corre nel non ridurre il consumo di sale potrebbe non impegnarsi in maniera significativa nel modificare il suo stile di vita perché convinto di consumare un sale più "salutare".
Discorso a parte andrebbe fatto per il sale iodato. Il suo consumo è assolutamente raccomandabile per il buon funzionamento della tiroide ma senza superare i 5 grammi raccomandati per la popolazione adulta.
Di nuovo ci troviamo di fronte a una suggestione nutrizionale. Colori e provenienze esotiche vengono confuse con evidenze scientifiche per promuovere il profitto di pochi a svantaggio della popolazione generale.