07/01/2021
Vi siete mai chiesti quanto possa incidere negativamente sulla redditività di un’azienda bufalina la scelta di un sostituto del latte materno da somministrare alle vitelle di qualità non eccellente o comunque inferiore rispetto a quella dei migliori prodotti in commercio?
Prima una premessa: latti in polvere meno solubili, meno digeribili, con formulazioni meno nutrienti determinano indici di accrescimento inferiori sui nostri piccoli animali. Tutto questo, in una fase in cui l’indice di conversione alimentare è massimo, comporta una crescita di peso dell’animale più lenta e qualitativamente non eccellente (un esempio su tutti: meno tessuto secernente a livello di ghiandola mammaria che si tradurrà in meno latte prodotto una volta che la bufala sarà entrata in produzione). Un animale che cresce meno sarà certamente un soggetto che si ingraviderà e partorirà per la prima volta più tardi, di conseguenza produrrà meno reddito per l’azienda nell’arco dell’intera vita produttiva.
Ora un esempio pratico
Supponiamo di far ricadere la nostra scelta su un prodotto che costi 𝟯𝟬€/𝗾𝗹 in meno rispetto a un altro qualitativamente superiore e che garantisce indici di accrescimento giornalieri maggiori. In questo caso, il risparmio per vitello svezzato sarà, considerando un consumo per capo di circa 70/75 kg di polvere di latte, pari a
𝟯𝟬€ 𝘅 𝟬,𝟳𝟱𝗾𝗹 = 𝟮𝟮,𝟱€ 𝗽𝗲𝗿 𝘃𝗶𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘃𝗲𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼
Un’azienda che svezzerà in un anno 100 vitelli avrà una minore spesa pari a
𝟮𝟮,𝟱€ 𝗽𝗲𝗿 𝘃𝗶𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘃𝗲𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 𝘅 𝟭𝟬𝟬 𝘃𝗶𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝘀𝘃𝗲𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶 = 𝟮.𝟮𝟱𝟬€
Con ogni probabilità, come dicevamo, animali cresciuti meno avranno bisogno di più tempo per il primo concepimento e di conseguenza il primo parto. Per questo motivo immaginiamo che le stesse vitelle entreranno in produzione un mese dopo rispetto a quelle alimentate con un sostituto del latte materno più costoso ma di qualità eccellente. Un mese di produzione in meno determinerà per l’azienda mancate entrate pari a
𝟭𝟬 𝗸𝗴 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗹𝗮𝘁𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝟭 𝗯𝘂𝗳𝗮𝗹𝗮 𝘅 𝟯𝟬 𝗴𝗴 𝘅 𝟭.𝟱𝟬€ 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗼 𝗹𝗮𝘁𝘁𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗻𝗻𝗼 = 𝟰𝟱𝟬€
Moltiplicando questo valore per il numero di animali ipotizzato avremo
𝟰𝟱𝟬€ 𝘅 𝟭𝟬𝟬 𝘃𝗶𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲/𝗯𝘂𝗳𝗮𝗹𝗲 = 𝟰𝟱.𝟬𝟬𝟬€
Da tutto questo è evidente che il presunto risparmio si rivelerà nel tempo una scelta clamorosamente sbagliata, con un saldo negativo di circa -𝟰𝟮.𝟬𝟬𝟬€. E tutto questo senza considerare che molto probabilmente gli stessi animali saranno anche penalizzati nell’espressione del proprio potenziale genetico con produzioni di latte inferiori!
Ora, questi calcoli non hanno la pretesa di essere corretti al centesimo, ma ci danno la misura della enorme posta in gioco e di come la differenza non la faccia un illusorio risparmio bensì un investimento lungimirante in qualità.
E voi cosa ne pensate?