Dott.ssa Maria Munzone Psicomotricista Funzionale /Pedagogista

Dott.ssa Maria Munzone  Psicomotricista Funzionale /Pedagogista PSICOMOTRICITA' FUNZIONALE E PEDAGOGIA . La Psicomotricità Funzionale è una metodologia scientifica.

💫 OPEN DAY PSICOMOTRICITA' E   PEDAGOGIA - Sabato 12   Settembre.   Un'occasione di confronto,   per porre domande, espr...
24/07/2026

💫 OPEN DAY PSICOMOTRICITA' E
PEDAGOGIA - Sabato 12
Settembre.

Un'occasione di confronto,
per porre domande, esprimere
dubbi, perplessita' e riserve,
valutando per ognuno la strada
giusta da percorrere.




💫 L'evento è gratuito e prevede un
Colloquio individuale di 30 min.

⌛ La data disponibile è Sabato12
Settembre 2026 dalle ore 10:00

☎️ Per partecipare è necessario
Prenotare al num. 📞 347 571 5328 anche su WhatsApp.

⌛ Sabato 12 Settembre dalle
ore 10:00. Si riceve per appuntamento.

🧭 Valverde. (CT)

20/07/2026
Attenzione-Memoria- Pedagogia-Psicomtricita'-Potenziamento
11/06/2026

Attenzione-Memoria- Pedagogia-Psicomtricita'-Potenziamento

21/05/2026

Nel dibattito sull’origine dell’ADHD, la posizione di Gabor Maté si distingue in modo netto da quella della psichiatria e delle neuroscienze contemporanee. Nel suo libro Una mente in frammenti (Scattered Minds), Maté propone una lettura dell’ADHD non come disturbo geneticamente determinato, ma come l'esito di un processo di sviluppo che coinvolge l’esperienza emotiva e relazionale dei primi anni di vita.
Maté non nega l’esistenza di una base biologica innata. Al contrario, afferma che molte persone con ADHD nascono con un sistema nervoso particolarmente sensibile, più ricettivo agli stimoli, alle emozioni e alle tensioni dell’ambiente. Questa sensibilità, che egli considera un tratto temperamentale e non una patologia, può essere ereditata e spesso si ritrova all’interno delle stesse famiglie. Tuttavia, ciò che viene trasmesso non è l’ADHD in sé, ma una maggiore vulnerabilità neuroemotiva. Secondo Maté, parlare di genetica dell’ADHD rischia di semplificare eccessivamente un fenomeno che riguarda il modo in cui un bambino impara a regolarsi in relazione al mondo.
Nella sua prospettiva, l’ADHD emerge quando un bambino altamente sensibile cresce in un contesto che, per varie ragioni, non riesce a offrire una regolazione emotiva sufficiente. Non si tratta necessariamente di traumi evidenti o di genitori inadeguati, ma anche di stress cronico, tensioni relazionali, assenze emotive involontarie o ritmi di vita troppo intensi. In queste condizioni, il bambino sviluppa strategie adattive per proteggersi e autoregolarsi, per cui la disattenzione può diventare una forma di ritiro, l’iperattività un modo per scaricare la tensione, l’impulsività una risposta ad un sovraccarico interno. Col tempo, queste modalità si stabilizzano e vengono riconosciute come sintomi di ADHD.
Maté interpreta quindi l’ADHD non come un difetto neurobiologico, ma come un adattamento precoce a un ambiente vissuto come eccessivo per quel particolare sistema nervoso. Questo spiega, secondo lui, anche perché l’ADHD sembri ripetersu nelle famiglie: genitori sensibili e spesso a loro volta non diagnosticati possono avere maggiori difficoltà di autoregolazione emotiva, creando senza volerlo un contesto più stressante per un bambino altrettanto sensibile. La trasmissione, in questa lettura, è quindi intergenerazionale ma non riducibile ai soli geni.
Questa posizione si discosta in modo significativo dal consenso scientifico attuale, che attribuisce all’ADHD un’elevata ereditabilità e riconosce un ruolo centrale ai fattori genetici, seppur in interazione con l’ambiente. La teoria di Maté è stata criticata per la sua scarsa aderenza ai dati genetici su larga scala, ma resta influente perché riporta al centro la dimensione dell’esperienza soggettiva, dell’attaccamento e della storia di sviluppo della persona.
L’ADHD per Maté, non è ciò che una persona è geneticamente destinata a diventare, ma è l'esito di ciò che è accaduto ad una sensibilità precoce nel suo incontro con il mondo esterno.

24/03/2026
Come si fa capire  ad un bambino di 9 anni che non è sbagliato solo perché non rispecchia certi canoni estetici... Io ci...
23/03/2026

Come si fa capire ad un bambino di 9 anni che non è sbagliato solo perché non rispecchia certi canoni estetici... Io ci ho provato con una favola ( da me molto amata). La bellezza sta negli occhi di chi guarda, di chi vede oltre un bel viso, un bel corpo, oltre le apparenze, La bellezza sta' in parole che ti avvolgono, che guariscono, ti confortano, che ti accolgono. La bellezza sta' nel saper ascoltare senza giudicare, in una risata sincera, in un abbraccio che scalda senza soffocare, nell'esserci e nel restare, nell'accogliere senza costringere, nel sostenere senza sostituire, nei gesti e nelle parole che non feriscono, nei giorni belli e nel come abbiamo affrontato quelli brutti, nel rimanere fedeli a se stessi, nell'amore che proviamo e che riusciamo a dimostrare, nella luce che abbiamo dentro.....È così che si diventa belli.

❤️
08/03/2026

❤️

Potenziamento Cognitivo.Si lavora sulla creazione di significati, sul pensiero  logico, , la grammatica, la grafia e la ...
02/03/2026

Potenziamento Cognitivo.

Si lavora sulla creazione di significati, sul pensiero logico, , la grammatica, la grafia e la costruzione delle frasi.

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