Centro Soranzo

Centro Soranzo Un'eccellenza italiana nel panorama delle residenzialità breve per la cura delle dipendenze.

Il Centro Soranzo, eccellenza italiana nell’ambito delle comunità terapeutiche, è specializzato nella cura della dipendenza da alcol, dipendenza da cocaina, dolore cronico e dipendenza da analgesici e dipendenze comportamentali come il disturbo da gioco d’azzardo e la dipendenza da lavoro e Sindrome da burn out. Fin dalla sua nascita il Centro Soranzo ha operato nella cornice di un esplicito metod

o terapeutico specialistico e integrato: Il Metodo Soranzo. Si tratta di un innovativo metodo terapeutico, nato da una collaborazione tra pubblico e privato, che si contraddistingue per:

• Brevità della residenza
Ogni percorso può durare dalle 4 alle 24 settimane.

• Programma di cura focalizzato sulle esigenze personali e strutturato per obiettivi specifici concordati con il paziente, i familiari o i professionisti invianti. La tipologia dell’intervento Soranzo mostra la propria efficacia indipendentemente dalla sostanza usata o dal comportamento praticato perché prende in considerazione la personalità dell’individuo, più che il sintomo della dipendenza.

• Approccio motivazionale.
Attraverso l'ascolto empatico, la piena accettazione, l'assenza di giudizio e con strumenti e tecniche mirate la persona è posta al centro del percorso. Essa diventa autrice del proprio cambiamento.

• Modelli terapeutici validati. Il metodo Soranzo si avvale di modelli terapeutici validati: approccio motivazionale, terapia cognitivo-comportamentale, gruppi emotivi (sblocco emotivo), psicoterapia corporea bioenergetica, prevenzione della ricaduta, EMDR.

• Attività terapeutiche complementari. Accanto alle attività terapeutiche vi sono alcuni spazi dedicati ad attività che hanno la funzione di supportare il processo terapeutico. Tra queste l’arteterapia, il kundalini yoga, la mindfulness, la cantoterapia, la danza movimento terapia e la calcioterapia.

• Ambiente e stile di vita sano. Al Centro tutto converge nella direzione del “prendersi cura”, anche l’ambiente: ventidue ettari di parco con più di tremila alberi circondano le residenze Soranzo, rinnovate e sostenute da un piano energetico eco-compatibile, nello spirito dell’integrazione armonica con l’ambiente. Fornito di una cucina propria, il Centro offre un’alimentazione semplice, genuina e tradizionale, con prodotti a Km 0 provenienti dalle proprie serre biologiche e dai produttori locali.

L’impostazione psicoterapica, l’approccio motivazionale, la prevenzione della ricaduta e la riqualificazione continua -attraverso la ricerca scientifica e la formazione dell’equipe- hanno contraddistinto il Centro Soranzo come capaci di guardare oltre la mera dipendenza, nella direzione del trauma emotivo.
 


Non l'ho detto a nessuno. Nemmeno a chi mi vede tutti i giorni in ufficio e pensa che vada tutto benissimo. Ho cominciat...
29/07/2026

Non l'ho detto a nessuno. Nemmeno a chi mi vede tutti i giorni in ufficio e pensa che vada tutto benissimo.
Ho cominciato che era solo per reggere certe serate, certi weekend.
Poi è diventato per reggere certe settimane.
Adesso, se mi guardo allo specchio e provo ad essere sincero con me stesso, è diventato per reggere e basta.
Non sono arrivato al fondo. Non ho perso il lavoro. Non ho perso la famiglia. Da fuori, sono ancora la persona che tutti pensano che io sia.

Ma qualcosa dentro non torna più come prima. L'entusiasmo per le cose che amavo — non c'è più, o c'è a tratti, sempre più raro. Sto più attento, più diffidente, anche con le persone che amo di più. E poi c'è quel momento, ogni volta, in cui giuro a me stesso che è l'ultima.
Non so ancora se questo è un problema "abbastanza grande" da meritare aiuto. So solo che ci penso troppo spesso per essere niente.

Al Centro Soranzo, un primo colloquio clinico serve esattamente a questo: mettere ordine in ciò che ancora non ha un nome.
In modo riservato, senza impegno. www.centrosoranzo.it

C'è una dipendenza che non lascia tracce nel sangue, non ha un odore, non richiede una sostanza da nascondere. Comincia ...
23/07/2026

C'è una dipendenza che non lascia tracce nel sangue, non ha un odore, non richiede una sostanza da nascondere.

Comincia quasi sempre come qualcosa di normale: una partita, una scommessa sportiva, un gioco online durante una pausa. Poi, gradualmente, quella cosa comincia a occupare uno spazio diverso — non più intrattenimento, ma bisogno.

Il cervello, di fronte a una vincita o anche solo all'attesa di una vincita, attiva lo stesso circuito della ricompensa coinvolto nelle dipendenze da sostanza. Non serve una molecola esterna: basta il gioco stesso a produrre quella scarica — e perfino una giocata quasi vinta, ma persa, può attivare lo stesso meccanismo di una vittoria vera.

Uno dei segnali più caratteristici, e più silenziosi, è l'inseguimento delle perdite: dopo aver perso, si torna a giocare per "recuperare", puntando cifre sempre più alte. Chi ha una solidità economica importante può sostenere questo schema molto più a lungo di altri prima che qualcuno in famiglia si accorga di quanto sta davvero accadendo — non perché il problema sia più lieve, ma perché il patrimonio fa da cuscinetto. Ma prima o poi il danno viene a galla.

Se questo assomiglia a qualcuno che conoscete, una cosa è importante saperla: non è una questione di forza di volontà o di carattere. È un meccanismo neurobiologico reale, che richiede un percorso di cura specifico.

Al Centro Soranzo accompagniamo anche questo tipo di percorso. Per un colloquio clinico riservato: https://www.centrosoranzo.it/

C'è un'idea che tutti abbiamo, anche senza dirlo apertamente: che per intervenire davvero bisogna aspettare che qualcosa...
21/07/2026

C'è un'idea che tutti abbiamo, anche senza dirlo apertamente: che per intervenire davvero bisogna aspettare che qualcosa crolli. Che finché "tiene", in fondo, si può ancora aspettare.

Ma chi vive accanto a una persona cara sa che i segnali ci sono, anche prima del crollo. Cambiamenti piccoli: il sonno che si guasta, la presenza che si allontana, momenti di leggerezza che non tornano più come prima. Nulla di eclatante. Eppure qualcosa si sta consumando.

Aspettare il fondo, per queste famiglie, significa spesso aspettare troppo — non perché non se ne accorgano, ma perché la persona che amano continua a reggere, a essere presente agli impegni, a sembrare "ancora sé stessa".

Riconoscere questi segnali non significa poter decidere al posto di chi amiamo. Il cambiamento deve nascere da chi lo vive — nessuno può volerlo al posto suo. Quello che una famiglia può fare è diverso: restare presente, non forzare, e sapere a chi rivolgersi quando la persona sarà pronta a parlarne.

Al Centro Soranzo accompagniamo anche questo tempo di attesa consapevole. Un colloquio clinico può aiutare a capire come sostenere chi amate, senza sostituirvi alla sua scelta. Visita il nsotro sito: https://www.centrosoranzo.it/

Quando cerchi un posto dove una persona che ami possa finalmente fermarsi e curarsi, a cosa pensi per primo?Probabilment...
16/07/2026

Quando cerchi un posto dove una persona che ami possa finalmente fermarsi e curarsi, a cosa pensi per primo?

Probabilmente alla qualità delle terapie, ai medici, agli psicologi. Raramente si pensa agli spazi, alla luce o all'ambiente. Eppure, le neuroscienze ci dicono qualcosa di straordinario: il luogo in cui avviene il trattamento influenza direttamente la capacità del cervello di guarire.

Un cervello affaticato da una dipendenza vive in circuiti rigidi e risposte automatiche. Per interrompere questi schemi non basta la forza di volontà: serve un "ambiente arricchito". Un contesto in cui stimoli visivi, sensoriali e relazionali equilibrati favoriscano la plasticità cerebrale, rendendo la mente più aperta al cambiamento.

Non è una questione di comfort. È una strategia clinica.

Al Centro Soranzo abbiamo progettato ogni spazio seguendo questa evidenza. Grandi vetrate sul parco, luce naturale e materiali studiati per trovare il perfetto equilibrio tra la calma che protegge e la stimolazione che riattiva la curiosità.

A questa architettura si unisce ciò che nessuna parete può sostituire: la qualità delle relazioni umane, la vita comunitaria e un'équipe appassionata.

Sapere che il luogo di cura è stato pensato in ogni minimo dettaglio per favorire la rinascita può fare la differenza nel momento in cui si prende una decisione difficile.

🔗 Visita la sezione scientifica del nostro sito per approfondire il nostro metodo e leggere le pubblicazioni dell'équipe: https://www.centrosoranzo.it/

📑 Fonte scientifica: Chiamulera, Baretti, Mantovani, Hinnenthal, Cibin — "Ambiente e cura: gli spazi del benessere", MDD 38, 2020.

È la sostanza che tutti offrono e che nessuno mette in discussione.Un brindisi, un aperitivo di lavoro, una cena che si ...
14/07/2026

È la sostanza che tutti offrono e che nessuno mette in discussione.

Un brindisi, un aperitivo di lavoro, una cena che si allunga.
È il rituale sociale più condiviso che esista — e proprio per questo, è anche il più difficile da riconoscere come problema.
Non ci sono sguardi che si insospettiscono.
Non c'è nulla da nascondere, perché non c'è nulla che sembri fuori posto.
Ma il corpo, silenziosamente, accumula.
L'alcol agisce su due sistemi opposti del cervello — uno che frena, uno che eccita.
Con l'uso prolungato, il cervello si riorganizza per compensare: il freno si indebolisce, l'eccitazione aumenta.
Non è più abitudine.
È una dipendenza fisica reale, costruita un bicchiere alla volta, senza che nessuno se ne accorga — a partire da chi la vive.
A rendere il tutto ancora più insidioso, l'interruzione brusca e autogestita del consumo di alcol può essere molto pericolosa: la sindrome di astinenza può avere conseguenze molto gravi.
Per questo un percorso di uscita richiede sempre una supervisione medica competente — mai un tentativo lasciato al caso o alla sola forza di volontà.
Riconoscere il problema non è un fallimento.

È l'inizio di un percorso clinico sicuro e possibile.
Per un colloquio clinico di valutazione, riservato: https://www.centrosoranzo.it/

Le tonalità che avevamo dimenticato di ascoltare.Ogni anno, con l'équipe educativa del Centro Soranzo, un gruppo di pazi...
09/07/2026

Le tonalità che avevamo dimenticato di ascoltare.

Ogni anno, con l'équipe educativa del Centro Soranzo, un gruppo di pazienti visita la Biennale di Venezia.
Quest'anno la mostra si intitola "In Minor Keys" — in tonalità minori.
Un invito, dicono i curatori, ad abbassare il volume del mondo per tornare a sentire le voci più sommesse: quelle della terra, della vita, di ciò che resiste sotto la superficie.
Ci sembra che parli anche di ciò che accade qui, ogni giorno.
Chi arriva da noi ha spesso passato anni a cercare di non sentire un dolore di fondo — coprendolo con qualcosa che facesse più rumore, che desse un sollievo immediato.
Imparare di nuovo a fermarsi davanti a un'opera, a lasciarsi commuovere senza fuggire, è un modo per riaccordarsi a se stessi.
Per ritrovare, piano, il gusto delle cose che non gridano: un colore, un silenzio, un pensiero che torna.
Riabituarsi al bello è riabituarsi a sé, ai propri valori, alla propria natura più vera.
Non è distrazione. È una delle forme più delicate della cura: restituire alla persona la propria capacità di riconoscere la bellezza — e, con essa, il valore di ciò che è davvero importante.
Ritrovare chi si era, prima che la dipendenza si prendesse tutto. E reclamarlo. Per sé e per i propri cari.

📍 Visita il sito di Centro Soranzo per conoscere il nostro percorso: https://www.centrosoranzo.it/

"Se mi curo, perdo tutto quello che ho costruito."È questo il pensiero invisibile che blocca tantissime persone ad alto ...
07/07/2026

"Se mi curo, perdo tutto quello che ho costruito."

È questo il pensiero invisibile che blocca tantissime persone ad alto funzionamento – professionisti, manager, genitori – prima di chiedere aiuto per una dipendenza.

La parola "comunità" porta con sé un peso specifico enorme, fatto di rinunce, distanze e percorsi lunghi anni, lontani dal lavoro, dagli affetti e dal mondo reale. Per chi ha una rete di responsabilità quotidiane, quell'immagine spaventa a tal punto da spingere a resistere, a nascondersi e a rimandare.

Ma il problema non è la cura. È l'idea che se ne ha.

Nei contesti ad alta pressione, l'uso di sostanze non è quasi mai una semplice ricerca di evasione. È il segnale di un sovraccarico che necessita di un'attenzione clinica mirata, non di una punizione o di un esilio.

Il Centro Soranzo nasce proprio per scardinare questo modello. Non siamo una comunità tradizionale.

Offriamo un percorso di residenzialità breve e intensiva – da due a sei mesi – pensato per chi ha risorse personali intatte e ha bisogno di un contesto protetto per riattivarle. Qui il 100% del lavoro è puramente clinico: psicoterapia focalizzata sul trauma, autoregolazione e prevenzione delle ricadute.

Senza rinunciare alla privacy, che per noi è strutturale. Perché l'ingresso è una scelta strategica per riprendere in mano la propria vita, non per abbandonarla.

A volte, a chi è accanto a qualcuno che soffre o a chi sta aspettando il "momento giusto", cambia tutto sapere che esiste un'opzione diversa da quella che immaginava.

🔗 Visita il nostro sito per approfondire il nostro metodo e richiedere un colloquio clinico gratuito: https://www.centrosoranzo.it/

⏳ Forse vi ricordate com'era prima L'energia, la sicurezza, la presenza. Poi qualcosa è cambiato — e adesso fate fatica ...
30/06/2026

⏳ Forse vi ricordate com'era prima

L'energia, la sicurezza, la presenza. Poi qualcosa è cambiato — e adesso fate fatica a riconoscerlo. L'irritabilità che esplode senza motivo, i momenti di paranoia, la diffidenza verso tutti. E insieme a tutto questo, un distacco crescente: da voi, dagli affetti, da qualsiasi cosa sembrava contare.

Non è carattere. Non è cattiveria. E non è colpa vostra.

🧠 L'uso prolungato di cocaina produce modificazioni neurobiologiche precise, che seguono una traiettoria riconoscibile. All'inizio c'è l'euforia — energia, prestazioni, senso di invincibilità. È la fase in cui spesso nessuno si accorge di nulla, o si preferisce non vedere.

Poi il cervello inizia a compensare: i livelli di dopamina crollano, e quello che emerge è irritabilità, agitazione, sbalzi d'umore imprevedibili. Con l'uso cronico arrivano la paranoia e la sospettosità — meccanismi di difesa distorti prodotti dalla sostanza, non dalla persona.

E alla fine, quando il sistema della ricompensa è esausto, si installa l’anedonia: uno spegnimento progressivo della capacità di sentire piacere per qualsiasi cosa. La persona che avete vicino non è distante perché non vi vuole più bene. È distante perché la sua neurobiologia ha smesso di restituirgli il mondo a colori.

🌿Anche per chi sta vicino, capire questa traiettoria può fare la differenza. Non per giustificare tutto — ma per smettere di interpretare come scelta personale ciò che ha una radice neurobiologica. E per capire come accompagnare verso una decisione che, alla fine, solo il diretto interessato può prendere.

Sul sito del Centro Soranzo è possibile approfondire il nostro modello clinico.
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𝐈𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚Il Prof. Roger Schmidt, supervisore del Centro Soranzo, ha fondato nel 1993 il repart...
25/06/2026

𝐈𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚

Il Prof. Roger Schmidt, supervisore del Centro Soranzo, ha fondato nel 1993 il reparto di Neurologia Psicoterapeutica della 𝐊𝐥𝐢𝐧𝐢𝐤 𝐒𝐜𝐡𝐦𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫 di Konstanz — un'eccellenza europea nel trattamento integrato di disturbi neurologici e psichici.

Una delegazione del Centro Soranzo — Elisa Sgualdini (responsabile del Centro), Mauro Semenzato (esperto in metodologie a mediazione corporea e sensomotoria) e Cristina Rolli (responsabile risorse umane, Cooperativa Coges) — ha trascorso due giornate in visita al reparto: gruppi con i pazienti, sedute individuali, consultazioni, riunioni d'équipe. Un'osservazione diretta di metodi e approcci che da anni ispirano il nostro lavoro.

Crescere significa anche guardare oltre i propri confini, per portare a casa ciò che serve davvero ai pazienti.

👉 Scopri di più sul nostro modello clinico sul sito.
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𝐈𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐨 𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 🔬Si è concluso a Roma, presso l’Università Roma Tre, il convegno fin...
23/06/2026

𝐈𝐥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐨 𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 🔬

Si è concluso a Roma, presso l’Università Roma Tre, il convegno finale del PRIN 2020 INROAD — Identity and Narrative of Addiction.

L'incontro ha riunito neuroscienziati, psicologi, filosofi e linguisti provenienti da importanti atenei e istituti di ricerca italiani, come Roma Tre, la SISSA di Trieste e l'Università di Verona, per analizzare le complesse relazioni tra identità e narrazione nei percorsi di dipendenza.

Il Centro Soranzo ha partecipato attivamente alle sessioni in veste di partner di ricerca. Durante i lavori, il dott. Mauro Semenzato ha presentato l’intervento dal titolo "Il progetto INROAD in contesto clinico residenziale: protocollo e setting del Centro Soranzo", condividendo il modello terapeutico e i percorsi strutturati all'interno della nostra realtà.

Oltre a presentare i protocolli attivi, l’équipe medica e scientifica del Centro, guidata dal coordinatore dott. Mauro Cibin, ha proposto una nuova linea di indagine volta a esplorare l'interazione tra la dimensione corporea e la dimensione narrativa dell'identità del paziente.

Nella cura clinica delle dipendenze e del trauma, l'evidenza mostra quanto il corpo e la memoria implicita siano determinanti nel dare forma alla percezione di sé. La proposta ha riscontrato un orientamento favorevole e unanime da parte dei partecipanti.

L’integrazione tra l'evidenza della ricerca e l'attività clinica quotidiana rimane uno dei pilastri fondamentali del Centro Soranzo.

Per maggiori dettagli sulle nostre attività scientifiche e sul modello comunitario, vi invitiamo a consultare il sito web ufficiale: https://www.centrosoranzo.it/
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Indirizzo

Via Pezzana 1
Venice
30173

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