Dott.ssa Giulia Montalbetti - Psicologa

Dott.ssa Giulia Montalbetti - Psicologa Sono una psicologa iscritta all'Ordine Psicologi della Lombardia, psicoterapeuta in formazione ad orientamento integrato.

Psicologa clinica ~ Psicodiagnosta ~ Specializzanda in Psicoterapia Integrata e di Comunità 🧠 🫀~ Consulente di selezione & formazione aziendale 🗒️

Percorsi di terapia c/o studio “Sentiero Famiglia” a Vergiate, online e domiciliare.

Il mese di Agosto è di chi parte.Ma anche di chi resta.
07/08/2026

Il mese di Agosto è di chi parte.
Ma anche di chi resta.

La vergogna del paziente nella stanza di terapiaA volte capita di non riuscire a dire tutto al proprio terapeuta, di nas...
03/08/2026

La vergogna del paziente nella stanza di terapia

A volte capita di non riuscire a dire tutto al proprio terapeuta, di nascondere oppure omettere delle parti della propria storia o del proprio sentire.
Se la relazione è buona e di fiducia, può esserci un motivo per cui il paziente nasconde: perché dire quella cosa di sé o della sua storia lo fa sentire in vergogna.

Come lavoro in terapia con questa emozione?
Non negandola, non lottando contro di essa, ma cercando di contattare quelle parti in vergogna e dialogare con loro:

• che cosa mi stanno dicendo?
• da cosa mi hanno protetto in passato e mi stanno proteggendo oggi?
• se provassi a chiedere loro di mettersi un attimo da parte, che cosa ci sarebbe di me?
• che paura contatto dietro alla vergogna?.

Ascoltando i racconti dei pazienti, spesso emerge che la vergogna è legata a insicurezza e fragilità dell’Io.

Sentirsi inadeguati, difettosi, mai abbastanza.
Oppure perseguire un ideale di perfezione rigidamente costituito con l’illusione di poter nascondere quella parte fragile: deve essere tutto perfetto, io devo essere perfetto, infallibile.

Ma quando ci troviamo a fare i conti con la nostra finitezza e fallibilità, lì è possibile che entrino in gioco le parti in vergogna: quelle che portano a nascondere, a dire a metà, per non andare a distruggere l’impalcatura di perfezione costruita nel tempo.

In terapia non andremo a togliere quell’impalcatura: andremo ad interrogarci sul significato che ha avuto e che ha oggi.

Andremo a contattare le parti in vergogna per farle accomodare nella stanza e, con gentilezza, farle parlare con noi.

Andremo a lavorare sull’accettazione di quelle parti in vergogna, ringraziandole per esserci state perché ci hanno protetto in quel tempo.

Ricordando che: accettare non vuole dire non sentire più dolore, ma imparare a stare con quel dolore.

In terapia non chiediamo all’oggi di guarire il passato, ma chiediamo al te di oggi di guardare quel passato ed iniziare a prenderti cura di quelle parti fragili e ferite.

Dialogo con il peso del doloreDurante una seduta con una mia giovane paziente abbiamo accolto il peso del suo dolore e l...
16/02/2026

Dialogo con il peso del dolore

Durante una seduta con una mia giovane paziente abbiamo accolto il peso del suo dolore e lo abbiamo fatto entrare con noi nella stanza.
Era da un po’ che bussava ma non era ancora il momento di dialogare con lui.

Il peso di un dolore conosciuto e la paura di non sapere chi si è senza.
Succede quando l’unica modalità conosciuta per esistere è abitando il dolore.
Si sopravvive ma non si vive. È una lotta silenziosa e implacabile tra “ce la posso fare” e “non ce la faccio più”.
Si abita quel dolore come un vestito cucito addosso su misura, si impara a conoscerlo e si sente che lui in fondo un po’ conosce te.

Accade questo quando nella vita ti senti sola, quando cresci sola, quando senti e sai di non aver avuto qualcuno accanto che ti ha saputo indicare la direzione.
Accade quando non hai mai ricevuto un abbraccio, quando piangevi e ti autoconsolavi, quando non ti sei mai sentita vista e l’unico modo che avevi per sapere di esistere era guardare il tuo riflesso nello specchio.

“Chi sono io? Potrò mai Essere senza il mio dolore? Io sento di sopravvivere.
Ci sono giorni che ho la forza, faccio progetti e mi pongo obiettivi. Altri giorni che mi sento schiacciata, stanca, esausta. Esisto, da qualche parte, tra la guarigione e il dolore”.

Ed è proprio in quello spazio che, accogliendolo e abitandolo, c’è la pulsione della vita che attende di essere respirata.

Non ci sentiamo mai davvero pronti.Che sia per un cambiamento, che sia per un’occasione, che sia per un incontro, che si...
18/12/2025

Non ci sentiamo mai davvero pronti.

Che sia per un cambiamento, che sia per un’occasione, che sia per un incontro, che sia per una perdita.

La vita spesso ci mette davanti alle prove prima di darci gli strumenti per superarle.
Forse, invece che chiederci “sarò in grado?”, “sarò mai abbastanza?”, dovremmo provare ad affrontare, a rischiare, rinunciando un po’ a quelle paure.

E forse, durante il cammino, potremmo scoprire di avere risorse e forza che nemmeno immaginavamo di avere.

E che il nostro equilibrio in fondo lo scopriamo e ritroviamo anche perdendoci un po’.

Indirizzo

Via Giuseppe Di Vittorio 73/A
Vergiate
21029

Orario di apertura

Martedì 14:00 - 20:00
Giovedì 16:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00

Telefono

+393513737594

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