28/05/2026
UN COUNSELOR NON È UNA PERSONA RISOLTA.
È una persona che ha scelto di attraversarsi.
Di sedersi accanto alle proprie rovine senza fuggire.
Di entrare, notte dopo notte, nel proprio bosco interiore,
fino a imparare il linguaggio sacro delle ombre.
Quando incontro un essere umano che sceglie di ve**re da me per lavorare su di sé, so che davanti ai miei occhi non c’è mai soltanto “l’altro”. C’è una parte di me che ritorna, c'è una ferita che conosco, un tremore che mi appartiene.
Un dolore antico che, in qualche forma, ha abitato anche il mio cuore.
Così entro nell'unicità del bosco altrui in punta d’anima,
come si entra in un tempio, segretamente osservando i rami miei, i miei di passi e le ombre.
E mentre ascolto i suoi silenzi, riconosco le mie impronte in quell'oscurità così umana e tocco ancora
le mie paure nascoste tra le foglie, ricordando
le mie notti senza luna.
E ho imparato ad accendere una torcia nella notte del mio bosco tuttavia.
Non per distruggere il buio, ma per guardarlo senza più tremare.
Per comprendere che l’ombra custodisce i semi della luce
e che certe ferite diventano varchi attraverso cui Dio può tornare a respirare in noi.
Ho smesso di domandarmi:
“Come ho fatto a finire in questo angolo così nero?”
e ho imparato a chiedermi:
“Che cosa posso fare, adesso, per uscirne?.”
Voglio smettere in me l'abito di perdermi all’infinito nel racconto del sangue e voglio per te la stessa cosa.
Voglio smettere di ripercorrere a piedi nudi i cocci che hanno trafitto la mia carne ed ciò che desidero per te.
Voglio inginocchiarmi accanto alle tue ferite e aiutarti a ricordare che sei vivo. Voglio che tu smetta insieme con me, di occuparti di capire perché sanguini, nel tuo fuori, voglio occuparmi con te, ora e qui, di fermare l'emorragia più tragica, quella scellerata, che disperde il senso del Divino.
Perché sotto il dolore fisico, sotto alla sofferenza psicologica, esiste una scintilla inviolata, una luce viva che nel cuore della buia notte dell'Anima che noi tutti siamo, non smette mai di Essere.
C’è buio, vedi?
Così accendi la tua torcia.
Unisci la tua luce alla mia e cammina.
Cammina, cuore mio, cammina con Me.
Quel “Me”, attraverso me si mostra.
È Presenza.
È il Sé che pre-esiste al tuo no-me e al mio, integro, intatto, mai nato, mai morto, mai toccato da spada alcuna.
È questo il sentiero che cerchi ignaro di te nel bosco! È la fiamma divina che ti abita silenziosa che può orientare il tuo cammino e il mio, quando tutto sembra perduto.
Dio, è ciò che ci chiama a ricordare Chi Siamo in Realtà.
La vita non sia soltanto sopravvivenza,
ma direzione.
La sofferenza non sia soltanto pena, ma porta sacra, attraverso cui fare ritorno sereno, a Casa.
Cammina, cammina, cammina Cuore mio, cammina con Me...
🌱✨️
Alberto