01/09/2026
ARCHITETTURA FUNEBRE // IL MEMORIALE BRION
🏛️ Le caratteristiche dell'opera
Nel 1969, Carlo Scarpa riceve un incarico speciale: progettare il complesso funerario per Giuseppe Brion, fondatore della Brionvega, su richiesta della moglie Onorina Brion. Quello che nasce ad Altivole non è un semplice sepolcro, ma un luogo pensato come spazio di pace, meditazione e bellezza, aperto alla vita quotidiana: bambini che giocano, cani che corrono, silenzi che invitano a una riflessione lenta e attenta.
Il progetto si sviluppa su oltre 2.400 m², una dimensione raggiunta quasi per caso, tra acquisti successivi e una curiosa trattativa che obbligò la famiglia a comprare l’intera area. Il cantiere durò otto anni, durante i quali Scarpa produsse quasi duemila disegni, aggiornati e modificati continuamente: un segno del suo approccio artigianale e poetico, in cui la progettazione era un dialogo vivo tra forma, spazio e materiale.
Tra le curiosità più note, Scarpa accettò l’incarico solo dopo la promessa – mai verificata – che Onorina Brion non si sarebbe risposata. Un’altra riguarda la forma a L rovesciata del complesso: inizialmente pensata per evitare costruzioni vicine, divenne una scelta compositiva potente e poetica, che guida il visitatore tra percorsi, acqua e silenzi.
Scarpa morì nel 1978, prima di vedere l’opera conclusa, e oggi riposa nello stesso memoriale, in un punto discreto tra il nuovo complesso e il vecchio cimitero. Tra il 2018 e il 2021, il Memoriale Brion è stato restaurato grazie ai disegni originali conservati al MAXXI e nel 2022 è stato donato al FAI, diventando uno dei luoghi più intensi e simbolici dell’architettura del Novecento italiano.
Il Memoriale Brion non è solo una tomba: è un paesaggio di memoria, dove architettura, natura e arte si incontrano, creando uno spazio che vive insieme a chi lo attraversa. Un esempio straordinario di come un architetto possa trasformare il ricordo in esperienza, e la morte in poesia.
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📐 L'Architetto
CARLO SCARPA (1906–1978)
Architetto e designer italiano, celebre per l’attenzione ai dettagli, ai materiali e all’arte del costruire. Il suo lavoro unisce tradizione e modernità, con soluzioni poetiche e materiche. Tra le opere più note ci sono il Cimitero di Brion a San Vito d’Altivole e gli interventi per il Museo di Castelvecchio a Verona.
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