Sabrina Bush - Psicologo Psicoterapeuta Verona

Sabrina Bush - Psicologo Psicoterapeuta Verona Aiuto adulti che vivono ansia, paura del giudizio e insicurezza nelle relazioni a costruire sicurezza emotiva e relazioni più serene.

Ricevo a Verona e online

Ebook gratuito https://www.studiobush.academy/i-vantaggi-di-una-psicoterapia Sono la Dott.ssa Sabrina Bush, Psicoterapeuta e Psicologa Clinica a Verona. Accompagno le persone che attraversano momenti di dolore, perdita o cambiamento, aiutandole a ritrovare equilibrio, consapevolezza e luce interiore. Credo che in ognuno di noi esista un luogo “intoccabile”, dove il propr

io valore rimane integro indipendentemente da ciò che accade. Da lì nasce ogni rinascita: dal riconnettersi con sé stessi e dalla capacità di accogliere le proprie emozioni con rispetto e presenza. Il mio approccio è Integrato, perché ogni persona è unica e merita un percorso costruito su misura — che tenga insieme mente, corpo, emozioni e relazioni.

💛 Se desideri un primo passo di luce, trovi la mia guida gratuita “Un Raggio alla Volta” → studiobush.academy/un-raggio-alla-volta

Quando decidiamo di cambiare qualcosa, spesso iniziamo con entusiasmo.Ci sentiamo motivati, immaginiamo ciò che potremmo...
02/09/2026

Quando decidiamo di cambiare qualcosa, spesso iniziamo con entusiasmo.

Ci sentiamo motivati, immaginiamo ciò che potremmo realizzare e troviamo l’energia per introdurre nuove abitudini nella nostra vita.

Dopo i primi giorni, però, rientriamo nella routine. Gli impegni quotidiani riprendono il loro spazio, l’entusiasmo iniziale diminuisce e, quasi senza accorgercene, torniamo lentamente verso le vecchie abitudini.

Non accade tutto in una volta. Iniziamo a rimandare, facciamo qualche eccezione in più e riprendiamo comportamenti automatici, semplicemente perché sono conosciuti e richiedono meno attenzione.

Per costruire qualcosa di nuovo, l’entusiasmo non è sufficiente. Abbiamo bisogno di consapevolezza, per riconoscere quando stiamo tornando verso ciò che avevamo deciso di cambiare, e di disciplina, per continuare a scegliere una nuova direzione.

A volte, però, sappiamo perfettamente che cosa vorremmo cambiare e continuiamo ugualmente a ripetere gli stessi comportamenti.

Non sempre accade per mancanza di volontà. Dietro le nostre abitudini possono esserci bisogni, paure e automatismi che hanno radici più profonde.

Il cambiamento non consiste soltanto nell’impegnarsi di più, ma anche nel comprendere ciò che continua a riportarci verso il passato. Perché è dalla consapevolezza di questi meccanismi che può nascere la possibilità di scegliere qualcosa di diverso.

Il primo settembre porta con sé una sensazione particolare.Anche se l’anno non ricomincia davvero oggi, qualcosa dentro ...
01/09/2026

Il primo settembre porta con sé una sensazione particolare.

Anche se l’anno non ricomincia davvero oggi, qualcosa dentro di noi percepisce un nuovo inizio: il desiderio di riorganizzarsi, recuperare un ritmo e rimettere a fuoco i propri obiettivi.

Settembre può portare con sé un nuovo entusiasmo: la voglia di riprendere in mano i nostri progetti e tornare a guardare con fiducia verso ciò che desideriamo costruire.

Possiamo allora chiederci: la direzione che sto seguendo mi sta avvicinando alla vita che desidero?

Se sento di essere sulla strada giusta, posso riconoscere ciò che voglio continuare a coltivare.

Se, invece, avverto una distanza, posso domandarmi che cosa iniziare a cambiare per avvicinarmi alla vita che sento più mia.

Per farlo abbiamo bisogno di cura e amore: verso noi stessi, verso la vita e verso gli altri.

La natura non cambia stagione in un solo giorno. Lo fa lentamente, attraverso piccoli segnali e trasformazioni graduali.

Possiamo fare lo stesso anche noi.

Possiamo iniziare oggi a ritrovare il nostro benessere psicofisico, scegliendo la direzione più autentica per noi, coltivando la disciplina necessaria per seguirla, un passo alla volta.

Più una persona, un progetto o qualcosa che hai conquistato diventa importante, più può crescere il timore di perderlo.P...
03/08/2026

Più una persona, un progetto o qualcosa che hai conquistato diventa importante, più può crescere il timore di perderlo.

Potresti accorgerti di controllare di più, cercare rassicurazioni, immaginare ciò che potrebbe andare storto o vivere ogni cambiamento come il segnale che qualcosa stia per finire.

Paura che qualcuno si allontani.
Che una sicurezza venga meno.
Che ciò che hai costruito con fatica possa esserti tolto.

Quando accade, ciò che ami non ti dà più soltanto serenità.
Diventa anche una fonte di inquietudine.

Non perché sia sbagliato amare, desiderare o prenderti cura di ciò che conta per te, ma perché, quando senti di non poter vivere senza, inizi ad affidare a quella persona, a quel ruolo o a quel bene la tua stabilità interiore.

Essere pronti a perdere non significa desiderare la perdita, amare di meno o rinunciare ai legami.

Significa poter riconoscere:
“Questo è importante per me, ma il mio valore e la mia possibilità di continuare a vivere non dipendono interamente da esso.”

Paradossalmente, accettare che ciò che amiamo possa cambiare o finire ci permette di viverlo più pienamente.
Senza consumare il presente con l’ansia di trattenerlo per sempre.

Prima di scegliere un amico, osserva.Dopo averlo scelto, abbi fiducia.Questa riflessione, attribuita a Teofrasto, ci ric...
30/07/2026

Prima di scegliere un amico, osserva.
Dopo averlo scelto, abbi fiducia.

Questa riflessione, attribuita a Teofrasto, ci ricorda che l’amicizia non nasce soltanto dalla simpatia o dal piacere di trascorrere del tempo insieme.

Un legame autentico richiede tempo, conoscenza e attenzione.
Prima di aprirci completamente, abbiamo bisogno di comprendere chi abbiamo davanti: come si comporta, come affronta le difficoltà, come tratta le persone e quanto è capace di esserci davvero.

Ma quando scegliamo qualcuno come amico, continuare a metterlo alla prova, dubitare di ogni gesto o cercare continuamente conferme può rendere fragile il rapporto.

La vera amicizia ha bisogno di due movimenti:
prudenza nel scegliere
fiducia nel restare.

Non significa ignorare i comportamenti che ci feriscono, ma costruire una relazione nella quale sia possibile sentirsi accolti, rispettati e liberi di essere se stessi.

E tu, nell’amicizia, fai più fatica a fidarti o a riconoscere quando un legame non ti fa più bene?

Quando entriamo in una relazione, non portiamo con noi soltanto il nostro carattere, i nostri desideri e il nostro modo ...
16/07/2026

Quando entriamo in una relazione, non portiamo con noi soltanto il nostro carattere, i nostri desideri e il nostro modo di essere, ma anche ciò che abbiamo imparato, fin dall’infanzia, all’interno delle relazioni significative per noi.
Il modo in cui viviamo oggi il rapporto con il partner può essere influenzato dal modo in cui, in passato, venivano espresse le emozioni.
Possiamo aver imparato che, per essere amati, dobbiamo adattarci, non creare problemi e mettere da parte i nostri bisogni. Oppure possiamo aver imparato a non dipendere da nessuno e a faticare nel lasciarci aiutare, a vivere la distanza dell’altro come un rifiuto o, ancora, a chiuderci davanti a un conflitto, ad attaccare o a cercare subito di ristabilire la pace, anche rinunciando a ciò che sentiamo.
Queste modalità non sono sempre consapevoli. Spesso sono strategie apprese per mantenere il legame e sentirsi al sicuro nelle relazioni.
Nella coppia, un silenzio può essere vissuto come un abbandono, una richiesta di spazio può sembrare una minaccia e una critica può risvegliare la sensazione di non essere abbastanza.
Il bisogno di rassicurazione di una persona può incontrare il bisogno di distanza dell’altra, creando un circolo doloroso: più una cerca vicinanza, più l’altra si sente sotto pressione e si allontana; più si allontana, più la prima si sente rifiutata e insiste.
Il conflitto, quindi, non riguarda sempre soltanto ciò che sta accadendo nel presente. Può diventare il punto d’incontro tra due paure profonde, due modi diversi di proteggersi e due storie familiari che continuano a influenzare la relazione.
Comprendere queste dinamiche non significa attribuire ogni difficoltà al passato o cercare un colpevole nella propria famiglia, ma riconoscere che alcune reazioni hanno radici più profonde di quanto immaginiamo.
La consapevolezza permette di distinguere il partner dalle figure del passato, riconoscere i propri bisogni ed esprimerli senza trasformarli in accuse, silenzi o richieste difficili da sostenere.
La vicinanza emotiva cresce quando diventa possibile mostrarsi senza sentirsi minacciati, comunicare ciò di cui si ha bisogno e ascoltare l’altro senza interpretare automaticamente le sue parole come un rifiuto.
Si tratta di scegliere quali modalità continuare a portare con noi e quali, invece, trasformare, prendendoci cura di quelle vecchie ferite che cercano ancora di essere riconosciute nel presente.

Nella prima lettera a Lucilio, Seneca esprime un pensiero semplice ma profondamente attuale: spesso dimentichiamo il val...
13/07/2026

Nella prima lettera a Lucilio, Seneca esprime un pensiero semplice ma profondamente attuale: spesso dimentichiamo il valore del tempo che abbiamo a disposizione.

Viviamo come se il tempo fosse una risorsa infinita, rimandando ciò che desideriamo, lasciandoci assorbire dagli impegni o dedicando energie ad attività che non sentiamo davvero nostre. Alcune ore vengono occupate dal lavoro e dalle responsabilità, ma, secondo Seneca, la perdita più grave è quella che avviene per nostra negligenza: quando lasciamo scorrere il tempo senza scegliere consapevolmente come viverlo.

Così la vita può sfuggirci mentre facciamo cose che non vorremmo fare, mentre rimaniamo bloccati nell’attesa o mentre ci lasciamo trascinare dalle richieste e dalle aspettative degli altri.

Riconoscere il valore del proprio tempo significa anche imparare ad ascoltarsi e chiedersi che cosa sia davvero importante. Significa concedersi il diritto di scegliere dove investire le proprie energie, senza essere continuamente proiettati verso il futuro o imprigionati nei pensieri legati al passato.

Forse, dando maggiore valore al presente, potremmo diventare meno schiavi del domani e meno inclini a rimuginare su ciò che è già accaduto.

Il tempo è l’unica cosa che ci appartiene davvero. Per questo dovremmo imparare a custodirlo, a non sprecarlo in ciò che non ci rappresenta e a non permettere che siano sempre gli altri, le abitudini o le paure a decidere come utilizzarlo.

Lo stress non è solo avere tante cose da fareLo stress è una risposta di adattamento: il corpo e la mente si attivano qu...
29/06/2026

Lo stress non è solo avere tante cose da fare

Lo stress è una risposta di adattamento: il corpo e la mente si attivano quando percepiscono una richiesta, una pressione o una minaccia.

In alcuni momenti questa risposta è utile: ci rende più vigili, più pronti, più capaci di reagire.

Il problema nasce quando lo stress diventa continuo.

Quando il sistema rimane attivato troppo a lungo, può comparire una sensazione di allerta costante: difficoltà a rilassarsi, tensione muscolare, irritabilità, stanchezza, pensieri ripetitivi, disturbi del sonno, fatica a concentrarsi.

Riconoscere questi segnali è un primo passo importante.

Il lavoro psicologico può aiutare a comprendere non solo i sintomi dello stress, ma anche le cause più profonde che lo alimentano: responsabilità eccessive, pressioni lavorative, difficoltà familiari, cambiamenti di vita, aspettative personali, fatica a mettere confini o tendenza a chiedere troppo a sé stessi.

In terapia è possibile imparare a osservare meglio il proprio funzionamento, riconoscere le emozioni, individuare i fattori che aumentano il sovraccarico e costruire strategie più sane per affrontare la quotidianità.

Gestire lo stress non significa eliminare ogni difficoltà.

Significa imparare a non restare continuamente in uno stato di allerta, recuperare spazi personali, ascoltare i propri bisogni e ritrovare un modo più equilibrato di stare nella propria vita.

Come mai ho ansia anche se sta andando tutto bene?È una delle domande che mi viene posta più spesso in studio.Molte pers...
18/06/2026

Come mai ho ansia anche se sta andando tutto bene?

È una delle domande che mi viene posta più spesso in studio.

Molte persone arrivano dicendo:
"Ho un lavoro, una famiglia, non mi sta succedendo nulla di grave. Eppure mi sento agitata, ho il cuore accelerato, faccio fatica a rilassarmi. Non capisco perché."

Spesso siamo portati a pensare che l’ansia debba comparire solo quando c’è un problema evidente.
In realtà, non sempre è così.

A volte l’ansia è il risultato di un lungo periodo in cui abbiamo cercato di essere forti, di controllare tutto, di mettere da parte emozioni, bisogni e fatiche, pur di andare avanti.

Altre volte è il segnale di una mente che ha imparato a restare sempre in allerta, come se dovesse continuamente prepararsi a un pericolo, anche quando quel pericolo non c’è.

Può anche accadere che l’ansia emerga proprio quando finalmente le cose iniziano ad andare meglio. Quando ci fermiamo, il corpo e la mente smettono di correre e ciò che era rimasto sullo sfondo può diventare più evidente.

L’ansia, quindi, non sempre parla del presente.
A volte racconta paure, preoccupazioni, fatiche o bisogni che abbiamo imparato a mettere da parte.

Per questo motivo, anziché chiederci soltanto:"Come faccio a farla sparire?"

può essere utile domandarci: "Che cosa sta cercando di comunicarmi?"

Spesso, dietro l’ansia, troviamo emozioni che non hanno avuto spazio, stanchezza accumulata, bisogni trascurati o parti di noi che chiedono semplicemente di essere ascoltate.

Quando l’ansia arriva anche nei momenti apparentemente sereni, forse non sta dicendo che qualcosa va male. Forse sta chiedendo spazio, ascolto e cura.

Gruppi D'Incontro Sull'Ansia Ci sono cose che, da soli, diventano più pesanti.L’ansia è una di queste.A volte si prova a...
12/05/2026

Gruppi D'Incontro Sull'Ansia

Ci sono cose che, da soli, diventano più pesanti.

L’ansia è una di queste.

A volte si prova a gestirla in silenzio. Si cerca di controllarla. Di capirla. Di non farla vedere.

Eppure… continua a tornare.

Per questo abbiamo deciso di creare uno spazio diverso. Uno spazio dove poter parlare, ascoltare, riconoscersi e sentirsi meno soli dentro quello che si prova.

Nascono così i nostri Gruppi d’incontro sull’ansia

Non sono lezioni. Non serve “saper parlare”. Non serve stare “abbastanza male”.

Sono incontri guidati, semplici e accoglienti, in cui poter:

- comprendere meglio ciò che accade dentro di sé
- condividere senza sentirsi giudicati
- sentirsi meno soli
- iniziare, passo dopo passo, a stare in modo diverso con ciò che si sente

Si svolgeranno presso lo Studio Bush di Via Agno 20, Verona

Il gruppo si terrà una volta al mese e il primo incontro sarà:

Lunedì 25 maggio alle 18:30

Posti limitati
Costo: 15 euro (da pagare al momento dell'arrivo)

Per informazioni o iscrizioni puoi scriverci su WhatsApp:
347 975 7597

Non devi arrivare al limiteper avere bisogno di fermarti.Molte persone pensano che per fare qualcosa per sé bisogna star...
09/05/2026

Non devi arrivare al limite
per avere bisogno di fermarti.

Molte persone pensano che per fare qualcosa per sé bisogna stare davvero male.

Avere attacchi forti.
Non riuscire più a gestire le giornate.
Sentirsi completamente bloccati.

Ma spesso non è così che funziona.
A volte è più sottile.

È sentirsi sempre un po’ in tensione.
Avere la testa piena.
Fare fatica a staccare.
Essere stanchi, anche senza un motivo preciso.

E continuare comunque ad andare avanti.

Il punto è che il corpo non aspetta “il crollo”.
Parla molto prima.

E ascoltarlo non è un segno di debolezza.
È un modo per non arrivarci.

Indirizzo

Via Agno 20
Verona
37124

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