Dott.ssa Giacomina Cantarella Biologo Nutrizionista

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Sono una Biologa Nutrizionista e accompagno le persone in percorsi di nutrizione in tutte le fasi della vita, con un focus su gravidanza, allattamento e nutrizione pediatrica per il benessere di mamme, bambini e famiglie.

AUTOSVEZZAMENTO: COSA PROPORRE NELLE PRIME SETTIMANE?Nelle prime settimane non servono preparazioni elaborate. Possiamo ...
29/08/2026

AUTOSVEZZAMENTO: COSA PROPORRE NELLE PRIME SETTIMANE?

Nelle prime settimane non servono preparazioni elaborate. Possiamo partire anche da alimenti semplici, presenti sulla tavola di famiglia, adattandone consistenza, forma e dimensione alle capacità del bambino.

Ma come fa a mangiare se non ha ancora i dentini?

Per gestire gli alimenti morbidi non è necessario avere già i denti: il bambino può succhiare, esplorare con la bocca e schiacciare il cibo con le gengive.

Per questo, nelle prime esperienze sono particolarmente pratici alimenti sufficientemente morbidi da poter essere schiacciati facilmente tra pollice e indice.

Alcuni esempi?

🍌 Banana matura
Morbida e facile da schiacciare. Può essere proposta in un pezzo abbastanza grande da essere afferrato con tutta la mano, eventualmente lasciando una piccola parte della buccia come impugnatura.

🥑 Avocado maturo
La consistenza è naturalmente morbida. Può essere offerto in uno spicchio grande; poiché tende a scivolare dalle mani, si può lasciare una parte della buccia come “manico”.

🍠 Patata dolce
Può essere cotta al vapore o al forno e proposta a bastoncini larghi e morbidi. La cottura deve renderla facilmente schiacciabile.

🥦 Broccolo
Ben cotto, può essere offerto lasciando un gambo sufficientemente lungo da permettere al bambino di impugnarlo mentre esplora la parte più morbida della cimetta.

🍐 Pera
Se molto matura e morbida può essere proposta in pezzi adatti alla presa; se è ancora soda, meglio cuocerla per ottenere una consistenza più facilmente gestibile.

🥒 Zucchina
Cotta fino a diventare morbida e proposta in pezzi grandi o bastoncini facilmente afferrabili.

🍑Pesca
Se matura e morbida, può essere proposta in uno spicchio grande, senza nocciolo.

🥕 Carota
Nelle prime fasi non cruda e dura, ma ben cotta, fino a poter essere schiacciata facilmente, e proposta in una forma adatta alla presa del bambino.

✋ E perché pezzi così grandi?
Intorno ai 6 mesi il bambino generalmente non possiede ancora una presa a pinza ben sviluppata e afferra gli oggetti utilizzando tutta la mano.
Per questo, nelle prime fasi dell'alimentazione complementare, gli alimenti da prendere autonomamente vengono generalmente proposti in forme e dimensioni che consentano una buona presa, con una parte dell'alimento che rimanga fuori dal pugno.
Con lo sviluppo delle abilità motorie e della presa a pinza, anche forma e dimensione degli alimenti potranno progressivamente cambiare.

L'obiettivo delle prime settimane, infatti, non è semplicemente “far mangiare” il bambino.
È permettergli di conoscere il cibo, toccarlo, afferrarlo, portarlo alla bocca, sperimentare sapori e consistenze e sviluppare gradualmente nuove competenze, continuando a ricevere dal latte materno o dalla formula una parte fondamentale della propria nutrizione.

Pasta, zucchine e ricotta: un esempio di pasto durante lo svezzamentoQuando iniziano i primi pasti, è normale avere tant...
26/08/2026

Pasta, zucchine e ricotta: un esempio di pasto durante lo svezzamento

Quando iniziano i primi pasti, è normale avere tanti dubbi.

Cosa metto nel piatto?
Quanta pasta preparo?
Devo frullare tutto?
Come scelgo il formato e la consistenza più adatti?

Partiamo da un esempio molto semplice: pasta con zucchine, ricotta e olio extravergine di oliva.

Un unico piatto in cui troviamo:
🍝 un cereale: la pasta
🥒 una verdura: le zucchine
🧀 una fonte proteica: la ricotta
🥄 una fonte di grassi: l'olio extravergine di oliva

E le quantità?
Non esiste una grammatura uguale per tutti i bambini.
Nelle prime fasi dell'alimentazione complementare possiamo utilizzare delle quantità orientative come punto di partenza, da adattare poi all'età, alla crescita, all'appetito del bambino, alla frequenza dei pasti e alla quantità di latte che continua ad assumere.

A titolo di esempio, un pasto potrebbe essere preparato con:
• 20-30 g di pasta, peso a crudo
• 30-50 g circa di zucchine
• 10-15 g di ricotta
• 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva
Non significa, però, che il bambino debba necessariamente mangiare tutto ciò che abbiamo preparato: saranno i suoi segnali di fame e sazietà a guidare quanto mangerà.

Come prepararlo?
Cuoci le zucchine fino a renderle molto morbide e frullale o schiacciale, eventualmente con poca acqua di cottura.
Cuoci bene la pasta, in modo che risulti morbida, quindi uniscila alle zucchine e alla ricotta. Completa con l'olio extravergine di oliva a crudo.
Se necessario, aggiungi poca acqua di cottura per ottenere la consistenza desiderata.

Durante lo svezzamento non conta soltanto cosa proponiamo, ma anche come lo proponiamo.
Formato della pasta, dimensione e consistenza della preparazione dovrebbero essere scelti in base alle competenze del bambino e alla modalità con cui viene offerto il pasto.
All'inizio possiamo avere bisogno di preparazioni più morbide e facilmente gestibili; con il progredire delle competenze possiamo gradualmente proporre consistenze meno omogenee e alimenti morbidi in forme diverse.

Lo svezzamento non è fatto di ricette rigide o porzioni da terminare, ma di alimenti che progressivamente si adattano alla crescita e alle nuove competenze del bambino.

Un altro piccolo passo nel mio percorso di formazione dedicato alla nutrizione pediatrica. Studiare, approfondire e cont...
25/08/2026

Un altro piccolo passo nel mio percorso di formazione dedicato alla nutrizione pediatrica.

Studiare, approfondire e continuare ad aggiornarmi significa poter accompagnare bambini e famiglie con sempre maggiore consapevolezza e competenza.

Un percorso che continua, passo dopo passo 💛

Vitamina D nei neonati: perché viene raccomandata fin dai primi giorni di vita? 🌞👶Quando nasce un bambino, una delle pri...
21/08/2026

Vitamina D nei neonati: perché viene raccomandata fin dai primi giorni di vita? 🌞👶

Quando nasce un bambino, una delle prime indicazioni che molti genitori ricevono dal pediatra riguarda la supplementazione di vitamina D.

La vitamina D è fondamentale per la crescita: contribuisce al corretto sviluppo di ossa e denti, sostiene la funzione muscolare e partecipa al normale funzionamento del sistema immunitario.

🌞 Perché è necessaria se il bambino è allattato al seno?
Il latte materno rappresenta l'alimento ideale per il neonato e rimane la scelta raccomandata quando possibile. Tuttavia, contiene naturalmente quantità di vitamina D non sufficienti a coprire il fabbisogno del bambino.
Per questo motivo, l'allattamento al seno non sostituisce la supplementazione di vitamina D.

🌞 E se il bambino assume latte formulato?
Il latte formulato è arricchito con vitamina D. Tuttavia, la quantità assunta dipende da quanto latte il bambino beve durante la giornata.
Se il bambino non raggiunge un'assunzione sufficiente di formula, potrebbe essere comunque necessario continuare la supplementazione.

🌞 Ma non basta il sole?
La pelle produce vitamina D grazie all'esposizione alla luce solare. Nei neonati, però, questa non rappresenta una strategia affidabile né sicura.
La quantità di vitamina D prodotta varia in base a numerosi fattori, come la stagione, l'orario della giornata, la superficie della pelle esposta e l'utilizzo di indumenti o protezione solare. Inoltre, nei primi mesi di vita è raccomandato evitare l'esposizione diretta al sole.
Per questo motivo la supplementazione rimane la modalità raccomandata.

🌞 Fino a quando va assunta?
Le principali società scientifiche raccomandano la supplementazione durante il primo anno di vita.
In alcuni bambini il pediatra può consigliare di proseguirla anche successivamente, in base alle caratteristiche individuali e agli eventuali fattori di rischio.

Ogni bambino è diverso: la dose e la durata della supplementazione devono sempre essere stabilite dal pediatra o dal professionista sanitario che segue il bambino.

Una merenda preparata insieme ha un sapore diverso.Oggi abbiamo preparato un banana bread 🍌🍫Non è stato perfetto: abbiam...
07/08/2026

Una merenda preparata insieme ha un sapore diverso.

Oggi abbiamo preparato un banana bread 🍌🍫

Non è stato perfetto: abbiamo impiegato più tempo del previsto, qualche goccia di cioccolato è finita fuori dallo stampo e la cucina, alla fine, aveva bisogno di una bella sistemata.

Ma non era questo l'obiettivo.

Coinvolgere i bambini in cucina significa permettere loro di toccare, osservare, annusare, assaggiare e sperimentare. Anche quando il risultato non è perfetto, ogni esperienza contribuisce a costruire un rapporto più sereno e positivo con il cibo.

E poi c'è un altro aspetto che spesso dimentichiamo: il tempo trascorso insieme.

Per loro è un gioco.
Per noi è un'occasione per creare ricordi che resteranno nel tempo.

E sì... il banana bread era davvero buonissimo. ❤️

"Mio figlio non beve mai."È una delle frasi che sento più spesso durante l'estate.Molti bambini, però, non bevono poco p...
05/08/2026

"Mio figlio non beve mai."

È una delle frasi che sento più spesso durante l'estate.

Molti bambini, però, non bevono poco perché non hanno sete: semplicemente sono così coinvolti dal gioco da ignorarne i segnali.

Per questo aspettare che chiedano da bere spesso non basta.

Con piccoli gesti quotidiani possiamo aiutarli a bere di più, senza trasformare l'acqua in un'imposizione.

💧 Tenere sempre una borraccia a disposizione, offrire acqua con regolarità, dare il buon esempio e scegliere alimenti naturalmente ricchi di acqua sono strategie semplici ma efficaci.

Nel carosello trovi:
✔️ i fabbisogni di riferimento dei LARN suddivisi per fascia d'età;
✔️ alcuni consigli pratici per favorire una buona idratazione;
✔️ i principali segnali che possono indicare che un bambino è ben idratato.

E il tuo bambino?
Ricorda spontaneamente di bere oppure bisogna ricordarglielo ogni tanto?

31/07/2026

Benvenuti nella mia pagina! 🌿

Sono Giacomina Cantarella, Biologa Nutrizionista.

Nel mio studio mi occupo di nutrizione in tutte le fasi della vita, accompagnando bambini, adolescenti, adulti e anziani con percorsi personalizzati, costruiti sulle esigenze della persona e basati sulle più recenti evidenze scientifiche.

Negli ultimi anni ho sentito il desiderio di approfondire sempre di più la nutrizione materno-infantile. Per questo ho scelto di dedicare parte del mio percorso di formazione alla gravidanza, allattamento e nutrizione pediatrica, con l'obiettivo di offrire un supporto sempre più qualificato alle mamme, ai bambini e alle loro famiglie.

Per questo motivo, su questa pagina troverete sempre più contenuti dedicati a:

🤰 Gravidanza

🤱 Allattamento

👶 Nutrizione pediatrica

🥣 Svezzamento e alimentazione complementare

🍎 Educazione alimentare e selettività alimentare

L'obiettivo è condividere informazioni affidabili, consigli pratici e strumenti utili per accompagnare genitori e famiglie con maggiore serenità nelle diverse fasi della crescita.

Accanto a questi temi, continuerò ad accompagnare tutti i miei pazienti in percorsi nutrizionali personalizzati, nelle diverse fasi della vita e nelle diverse condizioni fisiologiche e patologiche, perché ogni persona merita un percorso costruito sulle proprie esigenze.

Questa pagina nasce con il desiderio di essere uno spazio di condivisione, aggiornamento e supporto, dove la nutrizione incontra la scienza, ma anche l'ascolto e l'empatia.

Grazie per essere qui.

Dott.ssa Giacomina Cantarella
Biologa Nutrizionista

🍼 Il latte materno non è mai sempre lo stesso. Ed è proprio questa la sua straordinaria forza.A differenza dei sostituti...
22/07/2026

🍼 Il latte materno non è mai sempre lo stesso. Ed è proprio questa la sua straordinaria forza.

A differenza dei sostituti industriali, che hanno una composizione fissa, il latte materno è un alimento vivo e in continua evoluzione, capace di adattarsi alle esigenze del bambino in ogni momento della sua crescita.

✨ Cambia con il passare del tempo
Nei primi giorni dopo il parto viene prodotto il colostro, un latte prezioso, ricchissimo di anticorpi, proteine e fattori immunitari. Successivamente si trasforma nel latte di transizione e, infine, nel latte maturo, che continua comunque a modificarsi nel corso dei mesi per soddisfare i bisogni nutrizionali e di sviluppo del neonato.

👶 Si adatta al bambino
La sua composizione varia anche in base all'età gestazionale: il latte di una mamma che partorisce prematuramente contiene una quantità maggiore di proteine e di alcuni fattori protettivi, proprio perché risponde alle necessità di un neonato più fragile.

🌙 Cambia durante la giornata
Anche l'ora influisce sulla composizione del latte. Ad esempio, nelle ore serali e notturne aumenta la concentrazione di melatonina e di altre sostanze coinvolte nella regolazione del ritmo sonno-veglia, contribuendo a favorire il riposo del bambino.

🥛 Cambia persino durante la stessa poppata
All'inizio della poppata il latte è più ricco di acqua, utile per dissetare il neonato. Man mano che la poppata procede aumenta il contenuto di grassi, fornendo più energia e favorendo il senso di sazietà.

❤️ Ogni goccia di latte materno è il risultato di un'incredibile capacità di adattamento della natura: un alimento che cambia continuamente per rispondere ai bisogni specifici di quel bambino, in quel preciso momento della sua vita.

Per questo il latte materno rappresenta un modello biologico unico, che nessuna formulazione industriale può riprodurre nella sua complessità.

🌱 Da una piccola piantina... a una ciotola piena di pomodorini.Quello che vedete in queste foto è un piccolo progetto ch...
20/07/2026

🌱 Da una piccola piantina... a una ciotola piena di pomodorini.

Quello che vedete in queste foto è un piccolo progetto che abbiamo realizzato insieme io e mio figlio.

Abbiamo scelto la piantina, preparato il vaso, aggiunto la terra, annaffiato con costanza, osservato i primi fiori, aspettato con pazienza i primi frutti e, infine, raccolto insieme i pomodorini maturi.

Ogni giorno c'era qualcosa da scoprire: un fiore nuovo, un pomodoro che cambiava colore, una pianta che cresceva un po' di più.

Per un bambino non è solo un gioco.

È un'esperienza che coinvolge tutti i sensi: osserva, tocca, annaffia, aspetta, scopre... e alla fine assaggia.

🍅 I bambini mangiano più volentieri ciò che hanno visto nascere, crescere e raccolto con le proprie mani.

Non è soltanto una bella frase, ma un concetto sostenuto anche dalla letteratura scientifica.

Coinvolgere i bambini nella coltivazione di un piccolo orto, anche su un semplice balcone, rappresenta una delle strategie che possono favorire l'accettazione di nuovi alimenti, soprattutto nei bambini con una maggiore selettività alimentare.

Quando il bambino partecipa attivamente al processo, l'alimento non è più qualcosa di "sconosciuto" nel piatto, ma diventa il risultato di un'esperienza vissuta in prima persona. Questo aumenta la familiarità con gli ortaggi, riduce la diffidenza verso i nuovi sapori e rende più probabile che il bambino sia disposto almeno ad assaggiarli.

Non servono grandi spazi.

🌱 Un vaso.
💧 Un po' di terra.
☀️ Qualche minuto insieme ogni giorno.

A volte basta davvero poco per trasformare un semplice pomodoro in una grande scoperta.

👉 Avete mai provato a coltivare qualcosa insieme ai vostri bambini?

Ci sono traguardi che non segnano la fine di un percorso, ma l'inizio di una nuova direzione.Dopo mesi di studio, ricerc...
02/07/2026

Ci sono traguardi che non segnano la fine di un percorso, ma l'inizio di una nuova direzione.

Dopo mesi di studio, ricerca e tanto impegno, ho concluso il Corso di Perfezionamento in Nutrizione Pediatrica, discutendo una tesi dal titolo:

"Selettività alimentare: strategie nutrizionali e approcci pratici per prevenire e gestire il rifiuto del cibo nell'infanzia. Focus sulle carenze micronutrizionali e sull'educazione al gusto."

Ho scelto questo argomento perché credo che il rapporto con il cibo si costruisca fin dai primi anni di vita e che, dietro le difficoltà alimentari di un bambino, ci siano spesso dubbi, paure e interrogativi ai quali ogni genitore cerca di dare una risposta.

Da oggi desidero dedicare una parte sempre più importante della mia attività professionale alla gravidanza, all'allattamento e alla nutrizione pediatrica, con l'obiettivo di essere un punto di riferimento per le famiglie che desiderano vivere questo percorso con serenità e consapevolezza.

La mia tesi è dedicata a mio figlio, Salvatore.

"Che mi ha insegnato a comprendere che ogni bambino ha i propri tempi e i propri bisogni."

Indirizzo

Via Trento, 15
Viagrande
95029

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