Dott.ssa Paola Giacco Psicologa - Psicoterapeuta

Dott.ssa Paola Giacco Psicologa - Psicoterapeuta Psicologa - Psicoterapeuta. Specializzata in psicoterapia individuale, di coppia e familiare.

L'Odissea di Nolan è stata, per me, un meraviglioso viaggio introspettivo. Un percorso che, almeno una volta nella vita,...
23/07/2026

L'Odissea di Nolan è stata, per me, un meraviglioso viaggio introspettivo. Un percorso che, almeno una volta nella vita, ognuno di noi ha sperimentato.
Un cammino la cui meta è dettata da ciò che pensiamo di dover raggiungere, confondendo il senso del dovere con quello del volere.
Un percorso contraddistinto da una guerra conclusa non per sé stessi, ma per la stanchezza, per un ruolo, per il potere, per una condizione sociale.
Poi, l' insorgere di un senso di colpa, dettato dall'incontro con quella parte di noi che preferiremmo non vedere. Quella che, persino quando crediamo di agire per il bene, può diventare causa di distruzione. Ulisse aveva posto fine alla guerra grazie alla sua astuzia, dopo dieci anni di assedio, ma l'ingresso, con l'inganno del cavallo presentato come dono di pace, entro le mura di T***a, aveva portato solo distruzione e devastazione: un'esplosione della rabbia accumulata per tanto tempo, capace di annientare un'intera città.
Ciascuno di noi possiede una parte luminosa e una più oscura, e ogni scelta comporta delle responsabilità e richiede un prezzo.
Un cammino lungo e una strada smarrita.
L'incapacità di ritrovare il vero senso. L' incapacità di perdonarsi che tiene spesso lontani da Itaca in una costante tensione tra il desiderio e la paura di tornare.
Poi arriva la discesa agli inferi, necessaria per ritrovare la via. Lo smarrimento nella terra di Calipso, che guarisce il corpo dal dolore, ma annebbia la mente. Proprio come accade ogni volta che cerchiamo di anestetizzare la sofferenza: il dolore sembra placarsi, ma la mente perde lucidità.
E infine, quando il corpo riesce finalmente a sostenere il peso del senso di colpa, arriva il ritorno a sé stessi, alla memoria, al cuore.
Per ritrovare la propria Itaca, però, la strada passa attraverso una frase capace di condensare un intero processo di guarigione interiore:
«Smetti di combattere. Rinuncia al controllo. E vivi. È un atto di fede che non hai mai fatto.» (cit. dal Film)
Accettarsi per ciò che si è. Smettere di combattere contro sé stessi. Affidarsi. Perdonarsi per come sono andate le cose e per le scelte compiute.
Forse tutti noi, almeno un po', potremmo farlo quando, stanchi di un destino che sembra avverso, desideriamo semplicemente realizzare il nostro sogno. Ritrovare la strada verso Itaca. Ritrovare ciò che davvero siamo. Ciò che avremmo sempre voluto essere. Ciò a cui, in fondo, tutti aspiriamo: quella quiete interiore, quel senso di appartenenza che non soffoca, non opprime, non distrugge; che non si fonda su logiche di potere, ma riconosce, accoglie e, finalmente, lascia vivere.

"Le cose scivolarono da sole in uno spazio che probabilmente era predestinato a non contenere altro che noi due. Anche s...
13/07/2026

"Le cose scivolarono da sole in uno spazio che probabilmente era predestinato a non contenere altro che noi due.
Anche se in realtà noi due non avevamo scelto niente" Da "Il Dolore degli altri" di Rosy Demarco

Un libro travolgente e avvolgente. Un libro che parte da un avvenimento importante, per svelare una profonda verità: quanta libertà abbiamo nella scelta delle nostre sofferenze in amore? Quanta "scelta" abbiamo in amore?Un libro di una forza universale.

Ringrazio Rosy Demerco, Nancy Valente, Erika Tuselli, e Steusa per l' emozionante incontro.

Piccola storia sulla vergogna​Giusto ieri sera mi trovavo nel minuscolo ristorante di un minuscolo paesino, su una minus...
30/06/2026

Piccola storia sulla vergogna
​Giusto ieri sera mi trovavo nel minuscolo ristorante di un minuscolo paesino, su una minuscola isola. Accanto al mio tavolo c'era una bambina (che chiamerò Alice) alquanto annoiata, che si dibatteva tra il sonno e la stanchezza. Si lamentava di non sapere come far passare quel paio d'ore che la separavano dalla barchetta che sarebbe venuta a riprenderci per riportarci sulla terraferma.
​Due tavoli più in là, un altro bambino (che chiamerò Riccardo) mostrava la stessa identica espressione, per il medesimo motivo.
​In modo speculare e sincrono, come in una danza silenziosa, i papà ai rispettivi tavoli cercavano di convincere i bimbetti a muoversi l’uno verso l’altro. Riccardo e Alice, però, sembravano convinti del contrario. Paralizzati dalla vergogna, arroccati nei loro bronci e nelle loro paure, pretendevano che fosse l'altro a fare il primo passo. Quanto doveva essere spaventosa, per loro, l'idea del rifiuto!
​In effetti, le frasi che echeggiavano da un tavolo all'altro erano speculari: "E se poi mi dice di no? E se poi non vuole giocare con me?".
​La situazione sembrava congelata. Intanto, i commensali vicini iniziavano a seguire incuriositi ciò che stava accadendo. Ed ecco che, all'improvviso, la mamma di Alice — donna di eccezionale statura, più morale che fisica — si è alzata con uno scatto felino. Raggiunto l'altro tavolo, con un sorriso sornione ha chiesto al bimbo: "Vuoi giocare?".
​"No," ha risposto Riccardo, "no, mi vergogno!".
​Era arrivato. Il temutissimo, fatidico "NO". Alice, spaventata, ha cominciato a sbraitare contro il papà rimasto a farle compagnia: "Te l'avevo detto che diceva di no, papà! Te l'avevo detto!", mentre il suo volto si trasfigurava in un misto di tristezza, paura e vergogna.
​La voce della ragazzina aveva riempito l'atmosfera di malinconia. Ormai la gente ai tavoli seguiva la scena col fiato sospeso, passando lo sguardo da una parte all'altra nell'attesa di una possibile soluzione a quella drastica "paralisi da vergogna".
​Intanto, le parole di Alice erano arrivate all'orecchio del papà di Riccardo il quale, indispettito per la posizione poco eroica del figlio, si è alzato afferrando un tovagliolo e gridando: "Alice, Riccardo, venite qui in giardino! Io tengo il fazzoletto e vince chi lo prende per primo!".
​Ed è a quel punto che ho assistito a un piccolo miracolo. Sarà stato il colore del tovagliolo, o il tono autorevole del papà di Riccardo che ha fatto da argine alla paura; o forse, semplicemente, la voglia di giocare era diventata troppo grande e la vergogna si era ridimensionata. Fatto sta che, tra le risate e gli applausi degli adulti, finalmente i due bambini hanno iniziato a guardarsi, a sorridersi e a scambiarsi sguardi complici, in un tripudio di risatine, urla e schiamazzi.
​Che spettacolo straordinario. Che regalo mi aveva fatto la luna piena. Un vero e proprio manuale di terapia familiare a cielo aperto. Bisognava ammirare i volti dei pochi spettatori di quella scena: adulti che "tifavano" apertamente per il lieto fine di quel piccolo dramma. E ho pensato che forse ognuno di loro, a prescindere dall'età e dalla condizione personale, si fosse un pochino ritrovato in un pezzetto di Alice e di Riccardo. Ciascuno, in cuor suo, sperava che i due bambini riuscissero ad attraversare il mare della vergogna per incontrarsi e giocare insieme.
​Morale della favola?
Io credo che i "NO" non compromettano ciò che siamo, anche se la paura ci dice il contrario. Non sono una negazione della nostra realtà o del nostro valore. Esistiamo a prescindere. Non siamo la definizione di un rifiuto. A volte, il non mettersi in gioco per timore ci priva della gioia dell'incontro. Uscire da se stessi e andare verso l'altro implica il coraggio di credere in sé.

​È stato bellissimo, Alice e Riccardo. Grazie per averci ricordato che, se accompagnati, si possono superare anche gli ostacoli più grandi del cuore.
Dato che non potevo pubblicare la foto di Alice e Riccardo, ho scelto una foto che più si avvicinava allo stato emotivo.

Sono andata a trovare nella sua bottega d' arte a Pizzo,  il Maestro Antonio Montesanti .  Tra le opere della sua botteg...
26/05/2026

Sono andata a trovare nella sua bottega d' arte a Pizzo, il Maestro Antonio Montesanti .
Tra le opere della sua bottega, ho intravisto una lampada e me ne sono innamorata. Mi sono fatta così raccontare la sua storia, e gli ho chiesto di scrivermela.
Ed eccola qui:
" C’era una volta tante piccole stelle brillanti che facevano tanta luce da mettere in ombra perfino la luna.
La luna, gelosa, una notte si arrabbiò e le scaraventò nel mare.
Le stelle caddero tra le onde e diventarono alici: sottili, argentate, lucenti, ancora di nostalgia.
Da allora, ogni notte, guardavano in alto dagli abissi marini, sperando che la luna le perdonasse.
Un vecchio pescatore lo capì.
Accese una grande lampada sulla barca, inventando la lampara, e la alzò a poppa della sua barca, sul mare scuro delle notti.
Le alici vedendo quel brillare pensarono "È la luna ci rivuole con sé! " e così risalirono tutte verso quella luce.
Ma ad accoglierle trovarono la rete dei pescatori invece che il cielo.
Per questo, nelle notti calme, le alici continuano ancora oggi a inseguire la luce delle lampare nella speranza di essere accettate finalmente dalla luna, per ritornare ancora accanto a lei, delle splendenti stelle.
Nessuno mai potrà mai fermare questo loro anelito a ritornare stelle in cielo, nemmeno il rischio di diventare facili prede dei pescatori"

E alla fine della storia mi sono detta che, forse conviene RICONOSCERSI come stelle, piuttosto che aspirare al riconoscimento di qualcun' altro e finire facili prede!.
E la lampada ricorda di BRILLARE di Luce propria e che si salvano dalla rete quanti accettano il cambiamento, il loro nuovo status.

Grazie all' ospitalità di DimoraStorica GiostraVecchia , ai partecipanti,  che si sono fidati e affidati, a Raffaella Ru...
14/03/2026

Grazie all' ospitalità di DimoraStorica GiostraVecchia , ai partecipanti, che si sono fidati e affidati, a Raffaella Ruberto , e Daniel Cundari .
"Da se stessi non si può fuggire. Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio! "(Tarkovskij)

Si è conclusa oggi la II edizione del "Viaggio di Ulisse " nella bellissima DimoraStorica GiostraVecchia  a Cosenza. Un ...
07/02/2026

Si è conclusa oggi la II edizione del "Viaggio di Ulisse " nella bellissima DimoraStorica GiostraVecchia a Cosenza. Un grazie speciale a tutti i partecipanti che si sono fidati e affidati nel "viaggio" , a Daniel Cundari per la magistrale conduzione e i testi a Raffaella Ruberto per avermi affiancato per la parte dell' esplorazione emotiva. A presto 😘

"Se riesci a tenere la testa a posto quando tutti intorno a te l'hanno persa e danno la colpa a te, se puoi avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te, ma prendi in considerazione anche i loro dubbi.[...]
Se sai aspettare senza stancarti dell'attesa,
o essendo calunniato, non ricambiare con calunnie, o essendo odiato, non dare spazio all'odio, senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio;[...]
Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi padroni;[...]
Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,
o guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
e piegarti a ricostruirle con strumenti usurati.[...]
Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere quando in te non c'è più nulla tranne la Volontà che dice loro: "Resistete!"
Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
tua è la Terra e tutto ciò che contiene,
e - cosa più importante - sarai un Uomo, figlio mio!"
R. KIPLING, and Fairies, 1910.

🌊 “Nostalgia di Ulisse” – Un Viaggio Teatrale e Psicologico alla Scoperta di Sé 🌊Sei pronto a salpare per un’avventura u...
02/02/2026

🌊 “Nostalgia di Ulisse” – Un Viaggio Teatrale e Psicologico alla Scoperta di Sé 🌊

Sei pronto a salpare per un’avventura unica, dove teatro ed emozioni si intrecciano?

“Nostalgia di Ulisse” è un laboratorio esperienziale che ti invita a diventare il protagonista del tuo racconto.

Un percorso dove:

✨ Emozioni, storie e avventure si fondono in un viaggio dentro di te

✨ I legami, le sfide e i desideri si trasformano in scenari di scoperta

✨ L’arte di vivere e amare si esplora attraverso le figure leggendarie di Ulisse e Penelope

Chi guiderà il viaggio:

🎭 Daniel Cundari – per la parte teatrale, trasformerà ogni esperienza in scena

🧠 Paola Giacco e Raffaella Ruberto – per la parte psicologica, ti accompagneranno nell’esplorazione delle emozioni e dei legami.

Un laboratorio per chi desidera immergersi nelle proprie emozioni, esplorare la propria storia e vivere un’odissea interiore indimenticabile.

📩 Per informazioni e iscrizioni:
3393964058

Un viaggio nel mito alla riscoperta di Se', della coppia, dei legami. Grazie al gruppo di lavoro di Cosenza. A Daniel Cu...
18/01/2026

Un viaggio nel mito alla riscoperta di Se', della coppia, dei legami.

Grazie al gruppo di lavoro di Cosenza. A Daniel Cundari per la magistrale guida al laboratorio, la scrittura dei testi e per aver creduto nel progetto integrato; a Raffaella Ruberto per la delicata esplorazione della parte psicologica. Un ringraziamento particolare va a Palazzo Grisolia, DimoraStorica GiostraVecchia di Cosenza per l'ospitalità. Grazie ai ragazzi che hanno partecipato, si sono affidati, ci hanno creduto; per la loro tenacia, per la loro fiducia negli anni.
È stato un viaggio dove la sperimentazione del teatro, attraverso la rappresentazione del mito, ha portato ad una riflessione del se' e del legame di coppia. L' amore ed i legami...una guida a muoversi meglio nell' Odissea dei sentimenti!!! Il 7 febbraio riproporremo l' avventura!

"Scegliete amici, amanti e amori che siano ali forti con cui spiccare il volo, che vi aiutino a nascere, pure quando nascere fa male, per scoprire chi siete davvero, per rendervi persone migliori. [...]
Chi vi affronta a muso duro, vi urla addosso e alla fine resta.
Scegliete chi non vi incatena all’immobilità del suolo, ma disegna per voi un altro pezzo di cielo. [...]
Chi vi cambia gli occhi, o ve li restituisce per la prima volta, mostrandovi un modo diverso di guardare.
Scegliete chi vi spinge a lottare, a combattere, a crescere, a sperimentare.
Chi inventa ogni giorno colori nuovi e ha incoscienza abbastanza da accostare il verde col giallo, il blu cobalto col rosso rubino, perchè nulla ci fa più coraggiosi come la capacità di rompere gli schemi e sovvertire l’ovvio.
Scegliete chi vi fa paura.
E poi, scegliete chi vi fa ve**re voglia di vincere quella paura."

Antonia Storace

"La nostalgia di Ulisse": il viaggio dell' eroe. Tra individuo e coppia.Abbiamo pensato per voi ad un laboratorio sui le...
11/01/2026

"La nostalgia di Ulisse": il viaggio dell' eroe. Tra individuo e coppia.

Abbiamo pensato per voi ad un laboratorio sui legami, sulle dipendenze emotive, su chi ama troppo e su chi si riscopre incapace di amare se non l' avventura e se stesso, in un'odissea di emozioni dolorose e contrastanti. In un inquietitudine senza fine. Un laboratorio teorico Esperienziale per imparare l' arte della sopravvivenza in amore!

Un viaggio nell' esplorazione di Ulisse e Penelope attraverso il teatro e la poesia.
Un laboratorio esperienziale che ha come obiettivo l' analisi dei personaggi, con la guida magistrale del poeta Daniel Cundari, e vuole mettere il partecipante in contatto con le varie parti di se' nell' "Odissea" del viaggio interiore che ciascuno di noi si trova spesso ad affronta nella vita.
Paola Giacco, Raffaella Ruberto

Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele III, 173
Vibo Valentia
89900

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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